Bollette del gas, boom di insoluti

Sempre più numerose le famiglie roveretane e lagarine che non riescono a far fronte alle spese di gestione della casa. L'allarme arriva dal Cedas di Rovereto, ricettacolo delle richieste di aiuto di quanti, colpiti direttamente dalla crisi, non hanno le risorse per acqua, luce e gas. Proprio le spese di riscaldamento, nonostante l'entrata a regime ad aprile dei meccanismi sulla borsa dell'energia e del gas varati dal governo Monti che hanno portato a una riduzione delle bollette di circa il 4% sul mese, sono l'incubo per sempre più famiglie. Da Trenta, che del mercato trentino del gas rappresenta l'85%, la conferma. «L'aumento degli insoluti, nei primi quattro mesi del 2013, è di circa il 75%. In alcune aree sono quasi raddoppiati - spiega Andrea D'Amico, responsabile operativo di Trenta -. Un migliaio le richieste di rateizzazione dei pagamenti che riceviamo ogni mese. Se per le nostre dimensioni (600mila clienti,  ndr ) si tratta comunque di un fenomeno ancora contenuto, rappresenta un incremento sul 2012».
I casi di nuova povertà che finiscono all'attenzione della Caritas di Rovereto, il cui fondo di solidarietà a sostegno di persone e famiglie in difficoltà residenti nel decanato di Rovereto ha da poco superato i 92mila euro a due mesi e mezzo dall'istituzione, sono pochi rispetto a quelle che si stima siano le vere dimensioni del fenomeno. «Tante persone hanno vergogna nel chiedere aiuto - spiega Graziano Manica, ex direttore della Cassa Rurale di Isera e gestore del fondo -, soprattutto gli anziani. Mentre gli immigrati non hanno problemi a farlo, per molti roveretani ammettere di non farcela da soli è un tabù». Oltre all'erogazione di aiuti diretti, la Caritas roveretana si pone anche come tramite tra gli indigenti e la stessa Trenta per lo studio di un piano di rientro sostenibile del dovuto. «Parliamo con la Caritas - sottolinea D'Amico - così come parliamo con altre associazioni e con i singoli clienti. Trenta è sempre disponibile a considerare piani specifici di rientro dal debito. L'unico caso in cui lo sconsigliamo è quando si tratta di importi particolarmente bassi». Ma nonostante i piani di rientro «soft», gli aiuti dell'ente pubblico e della diocesi, capita che si arrivi allo stacco del contatore. «Ma si tratta di meno dell'1% delle nostre utenze».
Al di là della componente meramente economica, secondo Graziano Manica vi è, alle spalle del dissesto finanziario di tanti nuclei familiari, anche la mancanza dei rudimenti più elementari di economia. «La cara vecchia economia domestica che anni fa insegnavano a scuola tornerebbe oggi più che mai utile - argomenta Manica -. Non è facile gestire il denaro in famiglia. La complessità e i ritmi di vita, l'abitudine a non tener conto delle nostre spese, le continue sollecitazioni per soddisfare i cosiddetti "bisogni indotti", impediscono di avere costantemente visione complessiva delle proprie risorse economiche». Da qui l'iniziativa del Cedas di produrre e distribuire gratuitamente due opuscoli, due libricini dal titolo "Bilancio familiare, la cicala e la formica", con le «formichine» di Fabio Vettori a corredo dei testi dello stesso Manica. «Nei testi, scritti con linguaggio semplice e chiaro (e tradotti in inglese, rumeno ed arabo, visto che gran parte dei casi di indigenza riguarda famiglie straniere,  ndr ) si trovano indicazioni pratiche e spiegazioni per destreggiarsi con terminologie bancarie o giuridiche. Gli opuscoli, una guida pratica con consigli di comportamenti da perseguire e di azioni da evitare, e un calendario dove segnare, e tenere sotto controllo, le spese mese per mese, sono nelle nostre intenzioni un invito anche al recupero dell'antica saggezza e quel che di buono ci hanno insegnato i nostri anziani: vivere con sobrietà, controllando le risorse a disposizione e con attenzione agli altri. È auspicabile che l'utilizzo di questo strumento possa concretizzarsi nella quotidianità delle gestione economica del singolo ma soprattutto della famiglia».. Da Trenta, che del mercato trentino del gas rappresenta l'85%, la conferma. «L'aumento degli insoluti, nei primi quattro mesi del 2013, è di circa il 75%. In alcune aree sono quasi raddoppiati - spiega Andrea D'Amico, responsabile operativo di Trenta -. Un migliaio le richieste di rateizzazione dei pagamenti che riceviamo ogni mese. Se per le nostre dimensioni (600mila clienti,  ndr ) si tratta comunque di un fenomeno ancora contenuto, rappresenta un incremento sul 2012».
I casi di nuova povertà che finiscono all'attenzione della Caritas di Rovereto, il cui fondo di solidarietà a sostegno di persone e famiglie in difficoltà residenti nel decanato di Rovereto ha da poco superato i 92mila euro a due mesi e mezzo dall'istituzione, sono pochi rispetto a quelle che si stima siano le vere dimensioni del fenomeno. «Tante persone hanno vergogna nel chiedere aiuto - spiega Graziano Manica, ex direttore della Cassa Rurale di Isera e gestore del fondo -, soprattutto gli anziani. Mentre gli immigrati non hanno problemi a farlo, per molti roveretani ammettere di non farcela da soli è un tabù». Oltre all'erogazione di aiuti diretti, la Caritas roveretana si pone anche come tramite tra gli indigenti e la stessa Trenta per lo studio di un piano di rientro sostenibile del dovuto. «Parliamo con la Caritas - sottolinea D'Amico - così come parliamo con altre associazioni e con i singoli clienti. Trenta è sempre disponibile a considerare piani specifici di rientro dal debito. L'unico caso in cui lo sconsigliamo è quando si tratta di importi particolarmente bassi». Ma nonostante i piani di rientro «soft», gli aiuti dell'ente pubblico e della diocesi, capita che si arrivi allo stacco del contatore. «Ma si tratta di meno dell'1% delle nostre utenze».
Al di là della componente meramente economica, secondo Graziano Manica vi è, alle spalle del dissesto finanziario di tanti nuclei familiari, anche la mancanza dei rudimenti più elementari di economia. «La cara vecchia economia domestica che anni fa insegnavano a scuola tornerebbe oggi più che mai utile - argomenta Manica -. Non è facile gestire il denaro in famiglia. La complessità e i ritmi di vita, l'abitudine a non tener conto delle nostre spese, le continue sollecitazioni per soddisfare i cosiddetti "bisogni indotti", impediscono di avere costantemente visione complessiva delle proprie risorse economiche». Da qui l'iniziativa del Cedas di produrre e distribuire gratuitamente due opuscoli, due libricini dal titolo "Bilancio familiare, la cicala e la formica", con le «formichine» di Fabio Vettori a corredo dei testi dello stesso Manica. «Nei testi, scritti con linguaggio semplice e chiaro (e tradotti in inglese, rumeno ed arabo, visto che gran parte dei casi di indigenza riguarda famiglie straniere,  ndr ) si trovano indicazioni pratiche e spiegazioni per destreggiarsi con terminologie bancarie o giuridiche. Gli opuscoli, una guida pratica con consigli di comportamenti da perseguire e di azioni da evitare, e un calendario dove segnare, e tenere sotto controllo, le spese mese per mese, sono nelle nostre intenzioni un invito anche al recupero dell'antica saggezza e quel che di buono ci hanno insegnato i nostri anziani: vivere con sobrietà, controllando le risorse a disposizione e con attenzione agli altri. È auspicabile che l'utilizzo di questo strumento possa concretizzarsi nella quotidianità delle gestione economica del singolo ma soprattutto della famiglia».

15 commenti

molti non sanno ancora, dopo più di 20 anni, come è andata veramente a Chernobyl!
E questa è la vera disgrazia:l'ignoranza!

il fatto che la maggior parte sia stranieri significa una sola cosa sotto il profilo economico, al di là delle chiacchiere da bar del premio nobel manica: questa gente non deve stare qui perchè non ci sono opportunità

SOLO il NUCLEARE risolve tutti i problemi alla radice
Chernobyl docet

forse un giorno, quando la realtà e i problemi quotidiani avranno purificato il cervello da tante informazioni velenose e ideologiche, i trentini riusciranno a capire che SOLO il NUCLEARE risolverà il problema energia:sicura e a buon prezzo!!!
Intanto paghino le loro scelte sbagliate.

La CEE ci ha regalato società intermedie da mantenere. C'è chi fornisce l'energia, l'acqua e il gas. E c'è chi commercializza il servizio. Prima invece faceva tutto un unica società. Sono aumentati i costi. E chiaramente paghiamo noi.

A inizio anno dicevano che nel corso del 2013 il costo del gas sarebbe diminuito, con un conseguente risparmio per tutte le famiglie.
Sarà... ma intanto l'ultima bolletta (chissà come mai??) è stata un salasso.

La situazione non è sicuramente delle migliori
però il non pagare anche da chi ha i soldi diventa una brutta abitudine anche da noi dove non lo è mai stato e poi sicuramente alcuni hanno il cellulare da 500 euro in tasca...

sigf: allora meglio aprire centrali a carbone... magari apriamone una vicino casa tua

e ci venite ad insegnare dove tagliare? magari spegnendo i led di sera? signori, siamo al frigo vuoto !! sono i politici che devono tagliare!

Non è proprio del tutto vero. Se vuoi installare un fotovoltaico la banca te lo paga. In pratica ti affitti il tetto e a te ne viene il risparmio in bolletta. Ovvio che l'incentivo se lo ciuccia la banca ma il risparmio in bolletta è notevole, te lo assicuro.

ora è anche tempo di tasse !! c'è da scegliere tra pagare le tasse, le bollette, i bolli dell'auto, il dentista (per un'emergenza). a chi la priorità ? si va sempre peggio !!

Come sempre all'aumentare dei costi dell'energia i più indigenti ci rimettono, chi ha soldi si mette al riparo investendo in impianti a risparmio energetico, vedi solare o pompe di calore e ne ha un doppio beneficio fiscale e sul consumo riducendo la spesa. Chi non arriva a fine mese non può investire e paga anche per chi ha il solare a cui vanno gli incentivi, Piove sempre sul bagna!

Ma cosa dici?????
Ma taci!
Io ne ho "le cosiddette" piene di questa gente che su ogni cosa tira fuori gli stranieri con COSE FALSE CHE NON FANNO ALTRO CHE ALIMENTARE LEGGENDE METROPOLITANE!!
Ma tu pensi che qualcuno paghi il gas agli stranieri??
Ma vergognati di quello che dici!

Non riesco a capire come mai i trentini in difficolta vengono lasciati soli, mentre gli stranieri sono super aiutati.

Non riesco a capire come mai i trentini in difficolta vengono lasciati soli, mentre gli stranieri sono super aiutati.

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emi :

In questa situazione c è solo da capire chi è il coniglio tra le due parti in questione..

22-10-2014 23:38
Bertol Bruno :

Facciamolo tornare, a codizione che "ci porti su da Roma" tutti i soldi dei suoi ricchi bilanci...

22-10-2014 23:27
Dan TN :

RIDICOLI! Il coniglio va eliminato. Di certo non è una razza in estinzione ed ha tassi di...

22-10-2014 22:26
Thomas :

La politica dei piazeroti in cambio di voti é dura a mollare,ma ora con meno soldi neanche...

22-10-2014 22:23
poero#2 :

SCANDALO!!1!!11
BISOGNIA DENUNCIARE LA LAV PER IL GRAVE SPAVENTO KE ANNO KUSATO AI POVERI...

22-10-2014 21:58