La  proposta, online i redditi degli eletti

Operazione trasparenza, si prepara una piccola rivoluzione per i consiglieri provinciali e, soprattutto, per quelli comunali. I primi saranno chiamati a pubblicare on line tutti i rimborsi pubblici ricevuti e anche la situazione reddituale e patrimoniale dei parenti fino al secondo grado. Per sindaci, assessori e consiglieri comunali, e pure per tutti i dirigenti municipali, arriva l'obbligo di allinearsi a quanto previsto da quest'anno per i membri del governo nazionale, mettendo on line i dati sui propri stipendi, redditi e proprietà.consiglio comunale trento
La bozza di decreto legislativo, preparata dal governo e in discussione alla prossima Conferenza Stato-Regioni, presenta un giro di vite per chi, tra gli eletti, non rispetta le norme sulla trasparenza. Sono previste multe da 500 a 10.000 euro per chi non pubblica i dati previsti.
A favore della pubblicazione dei dati si dice, per i Comuni,  Walter Kaswalder . Il sindaco di Vigolo Vattaro spiega di «non temere la nuova regolamentazione» in arrivo per i municipi. «Per quello che mi riguarda non ho alcun problema a pubblicare i miei dati - spiega Kaswalder - Al di là della norma, quello che manca è l'onestà delle persone, nessuna legge può limitare il fenomeno se chi fa l'amministratore non è onesto».
 Sara Ferrari , consigliere provinciale del Pd, apprezza la norma, ma non la parte che riguarda la pubblicazione dei patrimoni sui parenti. «Mi sembra quantomeno bizzarra una richiesta del genere: praticamente se mi candido devo chiedere ai parenti, fino al secondo grado, di mettere in piazza i loro affari. Credo che una norma del genere non passerà alla fine».
Pronto a versare la multa da 10.000 euro  Claudio Eccher , consigliere provinciale della Civica per Divina. «La colpa è dei media locali che spettacolarizzano le cifre, mettendo alla berlina chi ha un reddito elevato e che, invece, pagando tutte le tasse che deve andrebbe considerato in modo diverso: se venissero pubblicate solamente, senza parlare di Paperoni o commenti, allora andrebbe bene. Così, invece, sono pronto a pagare i 10.000 euro di multa». Insomma, nemmeno in questo caso si capisce che Eccher pubblicherà i propri redditi e patrimoni, a differenza di quasi tutti gli altri consiglieri.
La novità maggiore riguarda, per la nostra provincia, i consiglieri comunali. La bozza di decreto legislativo è chiara: non solo i parlamentari e i componenti del governo (per i quali è già previsto) ma anche i consiglieri locali dovranno mettere online stipendi e rimborsi. La mancata pubblicazione comporta una multa da 500 a 10mila euro. «Con riferimento ai titolari di incarichi politici di incarichi di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico di livello statale regionale e locale - si legge nel testo - le pubbliche amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i componenti l'atto di nomina; il curriculum; i compensi di natura fissa o variabile» e ancora «gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici» nonché le dichiarazioni dei redditi. Dati che vanno pubblicati entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina e per i tre anni successivi dalla cessazione del mandato.
Per i consiglieri provinciali, che già lo fanno, si tratta di aumentare la quantità di informazioni estendendole anche ai rimborsi pubblici e alla situazione patrimoniale dei parenti fino al secondo grado.
Per i Comuni sarà una piccola rivoluzione: oltre ai dati dei consiglieri e degli organi di governo, dal sindaco in giù, si prevede che vengano messi on line anche i dati relativi ai funzionari e ai dirigenti municipali. A livello di Conferenza Stato-Regioni alcune regioni hanno già fatto presente che, per la raccolta di alcune informazioni, come i rimborsi sotto certe cifre, si rischia di avere un appesantimento della macchina burocratica, e chiedono quindi delle modifiche.
Quest'anno la spesa per il funzionamento dei gruppi consiliari del Comune di Trento si ridurrà di quasi il 50%, passando da 40 mila euro a 21.279 euro. Il risparmio è frutto delle rinunce da parte di alcuni partiti di tutto o di una parte dello stanziamento. A dire no al fondo sono stati la Lega Nord, la Civica per Trento e il gruppo dei Socialisti, Verdi e Leali, che nelle scorse settimane tra l'altro è sparito dalla scena politica. Pd e Upt, che avevano gli appannaggi maggiori (l'80% dello stanziamento è calcolato sulla consistenza numerica dei gruppi mentre il 20% è uguale per tutti), se li sono ridotti della metà. Il Pd passerà così dagli 11.990 euro dell'anno scorso a 5.995; l'Upt da 6.766 a 3.383 euro. Uno dei consiglieri del gruppo misto rinuncia alla sua quota parte ad eccezione della spesa per l'acquisto di abbonamenti on line ai due quotidiani. Il Pdl riceverà tutta la cifra spettante di 5.460 euro, Patt e Insieme per Trento i loro 2.195 euro a gruppo.

28 commenti

come diceva mio nonno, meglio le pezze sul culo che su i oci!

Caro consigliere Claudio, se ti ritieni un costo può darsi che in cuor tuo ti senti di non meritare la cifra che ti viene versata dal tuo comune e forse è meglio che ti impegni di più!
In secondo luogo nel tuo sito ci sono solo i redditi derivati dal comune e non il tuo personale e quello dei parenti fino al secondo grado!! predichi bene e razzoli male!?

Personalmente ritengo che come Consigliere comunale sono un costo per la città ed è per questo che è doveroso che ad essa io debba rendere conto, informando e documentando, sia del mio operato che di quanto guadagno facendo politica… vedi link
http://www.claudiocia.it/trasparenza/

Personalmente ritengo che come Consigliere comunale sono un costo per la città ed è per questo che è doveroso che ad essa io debba rendere conto, informando e documentando, sia del mio operato che di quanto guadagno facendo politica… vedi link
http://www.claudiocia.it/trasparenza/

Senza offesa per nessuno, ma siete una manica di folli. Un consigliere comuale che "guadagna" la bellezza di 2 o 300 euro lordi all'anno (cioè ci rimette) dovrebbe pubblicizzare la sua situazione patrimoniale e quella dei suoi parenti. Ma nemmeno in Unione Sovietica! Avanti di questo passo e non si troverà nessuno disposto a mettersi in gioco. E' una vergogna. P.S. Non sono consigliere comunale

Giusto vedere tutte le voci di reddito che un politico percepisce dall'attività politica, mentre il resto sono solo affari suoi.

spero che questa proposta passi subito.credo che i politici che non hanno nulla da nascondere,saranno favorevoli.

Caro Claudiober
non è invidia, si chiama "giustizia sociale". Probabilmente saresti dovuto andare a scuola un po' di più per capire.

vannno messi in rete i redditi di tutti gli italiani anche quelli degli anni passati...nulla di + niente di - .!!!!!!!

Uhhh che populisti.... vedremo se lo faranno. Oppure inventeranno la solita scusa : dalla prossima legislatura!!

giustissimo , vedo troppi personaggi che entrano in politica con le pezze al culo , e dopo poco tempo esternano una ricchezza che definire sospetta è un eufemismo...

Perché tutta questa acredine verso i politici? Tutta invidia degli sfigati che nella vita non hanno saputo combinare niente.

Ora sono un pensionato. Fino a due anni fa, quando ancora lavoravo, tenevo in auto una copia del mio 730 da dipendente pubblico, pronto ad esibirlo quando con qualcuno si discuteva di reddito. Solo a dire ciò, è successo che un paio di volte l'interlocutore ha chiuso il discorso.

se dobbiamo sorbirci le professoresse che ci devono dire cosa fare e non fare (con la consueta presunzione di verità) anche dopo finite le scuole !!!

Che bello. E poi quando grideremo "vergognatevi" rinunceranno ai privilegi, vitalizi, gettoni, rimborsi, prebende, ecc.
Ci credete? AHAHAHAHAH

Ma cosa avete da nascondere? Ma non vi entra in zucca che se i soldi si fanno onestamente è un piacere farlo sapere agli altri. Forse è immorale guadagnare bene? No il problema è un altro è quello endemico del paese nessuno vuole pagare le tasse ma pretende i servizi e cosi non funziona!REDDITI ON LINE PER TUTTI!!!!

e a cosa serve??
se uno è miliardario di suo fa peggio di chi lavora in fabbrica??
poi pubblicare anche i redditi dei parenti...pff siamo alle comiche!

Sono un'insegnante con busta paga regolarmente inviata dalla PAT e, oltre a quanto percepisco con i gettoni di presenza, regolarmente conguagliati col reddito da lavoro dipendente, sono proprietaria di un piccolo appartamento ( circa 78mq) a Stenico.
Non ho auto, nè altri mezzi di trasporto.
Sono disponibile a pubblicare on line i redditi miei e della mia famiglia.Chiedo che sia fatto dai datori di lavoro, su richiesta dell'interessato.

Scommetto che il 99% dei consiglieri, assessori sindaci e presidenti durante il mandato politico hanno incrementato il patrimonio personale o dei parenti di secondo grado al netto delle indennità politiche.

non capisco cosa dovrebbe interessare i redditi dei parenti dei politici, facciano meno di fare i politici

Diano conto delle spese sostenute per la campagna elettorale, (vedi manifesti, convegni e quant'altro-escluso il porta a porta personale) e il proprio 730, per il resto si sa che per la "carega" vendono anche la propria madre.

Mi sembra un'ottima idea. Era ora! E chi non adempierà ai suoi obblighi, si beccherà la... patrimoniale! Perfetto.

vedremo i parenti divorziare

finalmente ci sara una più ampia visione di chi abbiamo eletto,sempre che non li abbia messi nel materasso.

Bene. Vedo che il programma del movimento 5 stelle viene applicato punto per punto

Secondo me, dovrebbero essere on line i redditi di tutti i contribuenti. Se ne scoprirebbero delle belle! Del resto, anche su l'Adige ogni anno sono pubblicati i redditi dei maggiori contribuenti, evidentemente la cosa è legalmente fattivile. O no?

Secondo me quella dei parenti fino al secondo grado scomparirà presto. Pensate ad un fratello con cui magari si va poco d'accordo oppure ad un nonno che abita all'estero. Mi pare proprio una cosa che non sta in piedi. Si rischia di andare dal troppo poco all'esagerato.

o niente o troppo!
Parenti fino al secondo grado significa partire dai nonni dell'eletto, includere fratelli e sorelle, figli, figlie, e nipoti.
Se io fossi nonno, fratello o nipote dell'eletto sinceramente non darei in pasto a chicchessia la mia situazione redittuale.

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