Debby, lo sboccio della maturità agonistica. Debby, l'orgoglio di rappresentare l'Italia negli Slam juniores. Debby, l'avventura in Australia dove iniziò la grande carriera di Mara Santangelo nel 2004 fino agli ottavi con lo scontro con la n.1 la belga Henin. Debby, arie di Melbourne che a 16 anni ti fanno entrare nel circus della racchetta internazionale. Debby, il fascino delle sfide mondiali. Quante emozioni si rincorrono nell'animo di una giovanissima atleta. All'inizio del suo girovagare nel mondo. Destino di un tennista che punta in alto. Deborah Chiesa ha salutato la fine del 2012 con la convocazione del Team Italia Junior per gli Australian Open ed aprirà il 2013 con l'imbarco, domani a Roma con scalo a Dubai e atterraggio a Melbourne, verso quella che già si prefigura come un'esperienza indimenticabile. Sentimenti ed emozioni già si accavallano nel cuore e nella mente di una giovane atleta chiamata ad affrontare il top delle juniores delle migliori scuole di tutto il mondo. «Non sto nella pelle - ci ha Debby, alla quale abbiamo chiesto cinguettii e foto su facebook di questa esperienza - e mi sono preparata bene. Anche oggi (ieri, ndr) mi sono allenata in palestra. Per me è un vanto essere nel novero delle migliori per uno Slam importante come quello del continente australiano. Darò tutto. So che la concorrenza è spietata, cercherò di farmi onore». La Chiesa, classe 96 e compirà 17 anni il 13 giugno prossimo, è stata scelta per merito: è tra le migliori quattro azzurre juniores del ranking mondiale Itf Juniors, assieme a Giulia Pairone, Camilla Rosatello e Alice Matteucci. Sono loro il poker in gonnella che partirà domani dall'Italia agli ordini di un capitano di provata competenza, quella Tathiana Garbin che è stata trionfatrice in Fed Cup nella squadra di Schiavone, Pennetta e Santangelo. La pattuglia maschile è affidata a Mosè Navarra, composta dal fenomenale Gianluigi Quinzi al vertice da n.1 del ranking internazionale junior, da Filippo Baldi, Stefano Napolitano il baby che si allena a Bordighera con Seppi nell'accademia di Max Sartori e Piatti, e da Antonio Massara. «Sicuramente il 2013 sarà un anno fondamentale per Deborah, per capire se può trovare uno spazio che conta nel difficile mondo del tennis internazionale. I suoi progressi, dalla crescita al Ct Trento con il maestro Nicola Bruno transitando dall'esperienza di Caldaro da Max Sartori e adesso, da due anni a questa parte, al fianco del coach Marco Boesso all'Accademia di Pietra Ligure, sono stati notevoli. Si tratta ora di confermarsi nella tenuta psicologica e nella continuità di gioco. Dopo essersi fatta le ossa nei tornei juniors, nelle selezioni azzurre a partire dall'under 12 e nei primi timidi set nei tornei Wta dove ha acquisito un punticino (ce ne vogliono tre per inserirsi nel massimo ranking) a Todi»: così babbo Alberto Chiesa, un punto di riferimento per Debby. Pensiamo ormai da anni, conoscendo bene l'ambiente delicato del tennis ad alto livello e la presenza spesso deleteria dei genitori che vedono un investimento economico troppo precoce nei figli avviati verso il dorato mondo dei top 100 cullati da sponsor milionari, che la sinergia tra papà Alberto e mamma Sandra Maistri, responsabilmente ancorati ai loro ruoli ed ex tennisti di buona fama in Trentino, e la talentuosa figlia sia stata sempre un filo conduttore di notevole positività per le scelte e la crescita sportiva di Debby. «Ora dovrà imparare, ma ne è perfettamente conscia e già lo ha fatto altre volte, a camminare con le proprie gambe. Ho insegnato a Debby a sar stare in squadra ed a fare spogliatoio nonché qualche segreto di un mondo sempre sul filo del rasoio psicologico che è il tennis, il resto lo fanno e lo faranno solo i tecnici. Dal suo coach Boesso e ora dalla ct azzurra Garbin. A Melbourne poi ci sarà anche l'amico maestro e coach di alto livello Jack Reader, che in Trentino ha lasciato segnali professionali di spicco a Riva e Trento. Debby è fuori di qualche posto dal main draw degli Australian Open e solo là, anche con la nuova classifica Itf attorno al n.80 Junior, saprà se eviterà le qualificazioni. Prima dello Slam le ragazze della Garbin e i ragazzi di Navarra saranno impegnati nel torneo di Traralgon nello stato di Vittoria. Poi il grande evento e il ritorno il 27 gennaio. Quindi per Debby si aprirà la stagione della caccia ai punti Wta in Future da 10 e 15 mila dollari fino ai Challenger». Per capire il valore, umano e tecnico, di certi contatti basti sapere che Jack Reader, estroso maestro neozelandese che abita a Sydney, è stato per 4 anni il coach rigeneratore di Alexandr Dolgopolov, l'ucraino che sotto l'egida di Reader ha scalato numerose posizioni raggiungendo dalla 400ª i margini della top ten (13), ma non riuscendo a confermare l'ultimo e decisivo step per affiancarlo ai migliori. Ora Reader seguirà in questo 2013 il serbo Viktor Troicki, già n.12 ed ora n.32 Atp, e il russo Igor Kunitsyn già n.35 Atp. Coach Boesso ha portato la pusterese Karin Knapp nel 2008 alle soglie della top 30. E' ancora presto per capire se Debby Chiesa è pronta per il grande salto. Certo è che con gli Australian Open si apre la nuova vita agonistica e la tenace trentina ha cuore e muscoli per supportare cervello e fisico. La competizione è enorme, dall'Est Europa alle Americhe e all'Asia. Debby ci proverà. Con il coraggio e con il sacrificio che finora l'hanno proiettata tra le migliori junior d'Italia e del mondo.
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4 commenti
quanta frustrazione... Sarebbe più semplice farle l'in bocca al lupo e gioire ddel fatto di avere una trentina agli Australian juniores invece che cavillare sulla terminologia italiana.
'na via de mèz no? Non occorre andare agli Australian per commentare di NON definire taleno una che ha appena cominciato a giocare. Se poi vogliamo dirla tutta, i campioni veri alla sua età già hanno ottenuto risultati. In questo caso non mi sembra, Signor Chiesa!
Marco da Mattarello è chiaramente uno che partecipa agli Australian tutti gli anni...
Ancora non è nata - tennisticamente, parlo - e già le danno del "talento", nemmeno fosse uno pumante trentino. Eh la Madò... aspettiamo i risultati, prima.