TRENTO - "Come risulta dalle costanti e puntuali verifiche della direzione sanitaria e ospedaliera, nella giornata odierna nelle unità operative di ostetricia e ginecologia, negli ambulatori, nell'unità operativa di neonatologia, la situazione è assolutamente tranquilla e ben gestita, pur registrando un aumento nel carico di lavoro di tutto il personale sanitario, come d'altronde era stato previsto con la chiusura del punto nascite del San Camillo".
Lo scrive l'Azienda provinciale dei servizi sanitari del Trentino in un comunicato stilato per rispondere a quanti hanno denunciato pesanti ritardi per i monitoraggi delle gravidanze a termine e a rischio.
"Per quanto riguarda il previsto potenziamento del personale di assistenza ostetrica e neonatale - prosegue l'Apss - il personale proveniente dal S.Camillo prenderà servizio con una opportuna programmazione, già concordata, che prevede uno scaglionamento da qui alle prossime settimane per una evidente necessità di affiancamento e di fruizione delle dovute ferie residue. I primi operatori del San Camillo hanno già preso servizio in questi giorni".




3 commenti
brava oliva.chi ha scelto questa decisione, non è certamente di sesso femminile (vedi CURIA ASSESSORI VARI ECC..)a meno che non siano di sesso cammuffato...staremo a vedere..ciao
SCELTA DA CANI.. IL SAN CAMILLO era per me e mia moglie l'esempio che il resto degli ospedali dovevano seguire.. una vergogna spero che vengano fuori casini in modo da far rimpiangere certe scelte politiche
I disagi si vedranno tra qualche mese mi domando chi ha preso questa decisione scellerata. Con un punto nascita che faceva di media 800 parti a l'anno e non parliamo del fatto che il San Camillo per chi doveva partorire psicologicamente era considerato il posto ideale spero che qualcuno dei politici paghi per questo. .