Carriola con doppio bidone e ruote di gomma, paletta in metallo e ramazza. L'unica concessione alla modernità sono le setole della scopa, in plastica verde invece che di saggina. Per il resto, l'operazione «ritorno al passato» è completa: da lunedì scorso per le strade del centro storico di Rovereto e lungo via Dante son tornati gli spazzini («servizio di carrello con operatore ecologico appiedato», secondo il lessico politicamente corretto delle istituzioni). «La scelta a prima vista potrebbe far sorridere - commenta il vicesindaco e assessore alla Risorsa ambientale e Turismo Giampaolo Daicampi - ma in realtà l'efficacia della pulizia manuale non è raggiungibile dalle macchine, per capillarità di intervento e la possibilità di operare in modo mirato. Del resto i principali centri urbani europei, soprattutto quelli con elevata incidenza turistica, adottano squadre di operatori ecologici appiedati per garantire a visitatori e cittadini strade e marciapiedi puliti».
Non solo. Il ritorno dei netturbini, secondo il Comune, oltre a garantire pulizia a una città con crescenti aspirazioni di meta turistica, dovrebbe anche avere un effetto formativo sui roveretani. La logica del discorso sarebbe questa: se il cittadino sa che la cartaccia o la lattina che getta per terra sarà raccolta da un addetto di Dolomiti Energia comodamente seduto su uno dei camioncini attrezzati per la pulizia stradale, non si sentirà troppo in colpa nel lasciare rifiuti in strada. Al contrario, la presenza di un operatore impegnato nella raccolta manuale dei rifiuti, senza l'ausilio di macchinari, dà una percezione maggiore del danno causato da piccoli gesti incivili, e disincentiva quindi i comportamenti scorretti. La pulizia urbana passa dunque anche dallo studio della psicologia. Del resto anche la dimensione dei cestini dei rifiuti in strada è il prodotto di uno studio in parte «psicologico»: se sono troppo grossi, la gente si sentirà autorizzata a depositarvi i sacchi del residuo, se sono troppo piccoli, invece, tenderà a lasciare il rifiuto ai piedi dello stesso.
Tornando agli spazzini, il servizio si svolgerà sette su giorni su sette e coinvolgerà otto operatori, impiegati su turni di sei ore. Gli operatori a piedi integreranno quindi il lavoro già in essere da parte di Dolomiti Energia, che consta di: due persone che si occupano dello svuotamento dei cestini dislocati sul territorio, della rimozione dei rifiuti abbandonati a terra e dello spazzamento con due motocarri; quattro persone addette alla gestione di due spazzatrici meccaniche con un autista e un operatore a terra per ciascun mezzo; una persona che si cura dello spazzamento con una macchina automatica supplementare. Il servizio di spazzamento è quotidiano nel centro storico con l'utilizzo del motocarro e la spazzatrice, mentre le altre due macchine, a rotazione, garantiscono la pulizia nelle circoscrizioni periferiche. La pulizia delle aree verdi è effettuata tre volte alla settimana nei giardini del centro e una volta alla settimana nelle aree periferiche.
Nonostante l'impegno dell'amministrazione rimangono, come forse è inevitabile, situazioni di criticità (vedi altro articolo in pagina). «Come sempre, 38mila persone che fanno una buona raccolta differenziata non fanno notizia, mentre un solo incivile che butta spazzatura per terra si fa notare da tutti» commenta Christian Roverato, dirigente del Servizio Verde del Comune. «In questo caso - sottolinea - è importante la reattività della cittadinanza nel segnalare tempestivamente casi di inadempienza, così che il Comune possa attivarsi in tempi brevi e rimediare».
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9 commenti
non sei da solo caro Roby, adesso devo scrivere le mie libere opinioni su altri blog perchè guai ad essere contrari allo spirito dell'articolo
L' imortante e' che non si scorpori il servizio dal Gruppo Dolomiti Energia e si crei una bella S.p.A. ad hoc, denominata " Spazzamento Strade Rovereto S.p.A. " ! Scherzi a parte ma, visti i tempi, mai stupirsi ed al peggio non c'e mai limite, mi permetto suggerire di riportare in certe zone e vie i cestini da strada : a Lizzanella, vedi Corso Verona, via Trieste, via Jacopino da Lizzana, via Filatoi, via XXIV Maggio etc. sono letteralmente scomparsi da mesi ! Ad maiora....
com'è che il mio commento non c'è? Non era certo offensivo...libertà di espressione, caro l'Adige, perché non si può dire che a Rovereto ci sono i mucchi di rifiuti in centri? L'avete documentato anche voi con ottimi servizi dell'ottimo Pfaender. L'assessore all'ambiente non sa che pesci pigliare e si limita a fare demagogia reintroducendo lo spazzino, bah...dove sono i politici lungimiranti?
questa è solo propaganda, altro che grandi novità! in giro per la città ci sono mucchi di rifiuti (bravo l'adige a far vedere quelli nella centralissima via Bezzi!), in zona industriale, vicino alle campane verdi. ecc. e l'assessore Daicampi cosa fa? Reintroduce lo spazzino, complimenti, davvero una genialata
Bello lo studio sulla dimensione dei bidoni... mmmm... spero abbiano pagato un consulente.
UNA VOLTA C'ERA ANCHE A LAVIS.
Mah basterebbe riorganizzare i servizi di Dolomiti energia, per scoprire che non servono nuovi spazzini. Peraltro, nel 2012, ci ostiniamo a tenere figure lavorative, che erano già vecchie negli anni 80.
Italia del progresso.
meglio delle macchine
Servirebbero anche a Trento per pulire le strade da piccole cose ed immondizia lasciata in giro dai soliti incivili che si credono i più furbi del mondo!.....