Soldi falsi per il gelato  Arrestato un moriano

gelatoMORI - Ci ha provato almeno per due volte a piazzare le sue banconote false. E forse qualche altra volta ci è pure riuscito, facendola franca. Stavolta però non potrà barare: la multa correlata alla pena per spendita di banconote false la dovrà pagare con soldi veri.


Stiamo parlando della vicenda che il giorno di Ferragosto ha avuto per protagonista un trentasettenne di Mori, V.C. le iniziali del suo nome. Si tratta di un uomo che risulta essere residente nella borgata lagarina, anche se non vive nell'abitazione di sua proprietà. Quella l'ha affittata, lui vive per strada, arrangiandosi.
Alla vigilia di Ferragosto si è presentato in una gelateria di Mori. Alla donna che lo ha servito a chiesto un gelato, un semplice cono a due gusti che costava un euro e cinquanta centesimi. Per pagarlo le ha dato una banconota da cinquanta euro. Non è cosa frequente ma capita che anche per saldare pochi spiccioli nel portafoglio non si abbiamo monete o banconote di piccolo taglio. Solo che quella era una banconota falsa, come hanno appurato in seguito. Quel giorno però sarebbe riuscito ad ingannare la gelataia senza conseguenze, incassando 48 euro e 50 centisimi «veri».


Il trentasettenne però non si è accontentato ed ha riprovato a piazzare un'altra banconota falsa. L'ha fatto il giorno successivo, giorno di Ferragosto, nella stessa gelateria. Anche la gelataia era la stessa, che a quel punto però si è insospettita ed ha chiesto l'intervento dei carabinieri.
La scena era la medesima del giorno precedente: l'uomo ha chiesto un cono gelato da un euro e cinquanta centesimi e le ha consegnato una banconota da cinquanta euro per pagarlo. Poi si è dileguato.


A quel punto i carabinieri di Rovereto, allertati dalla gelataia, si sono messi sulle sue tracce. E l'hanno intercettato in via Benacense, a Rovereto. Lontano dal luogo dov'è avvenuto il fatto, avrebbe potuto negare. Solo che nel portafoglio aveva altre quattro banconote false dello stesso taglio, tutte da cinquanta euro. I militari dell'Arma, dunque, lo hanno tratto in arresto con l'accusa di spendita di banconote false.

 

Tutto sull'Adige cartaceo

Questo qui ha imparato la lezione: se rubano gli altri perché non lo posso fare anch'io? Solo che ha sbagliato il luogo: in casa di ladri non si ruba ovvero non è ammessa la concorrenza, restando ben inteso che la gelateria è parte lesa in quanto deve pagare le tasse sullo scontrino emesso.

Ora, è importante che parli!
Che faccia il nome di chi gli ha procurato quei soldi. E risalire a chi li ha stampati!
Poi potremmo restare un po' più tranquilli!

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vpaulus :

se viene rieletto nel consiglio provinciale del trentino non vedo dove stà il problema. come...

21-10-2014 20:31
Rendener :

Sei stato clemente. La realtà è anche peggiore. Ad es ti costringono a pagare le tasse per...

21-10-2014 20:24
gluca :

Se lo dice lei siamo in una botte di ferro...oltretutto da Marco i profughi non erano stati...

21-10-2014 20:21
Getzemani :

però è inutile lamentarsi ora che lo abbiamo mandato addirittura al senato! Bisognava pensarci...

21-10-2014 20:19
ennevi :

ridicoli. Gli immigrati sono controllati sono i "vacanzieri" che non sono controllati. Come ha...

21-10-2014 20:17