«Ma set fòra??», disse Daniele a Barbara quando seppe che lei un giorno avrebbe voluto vivere lì. In quel paesaggio perso di colori e frescura, di verde e di montagna nella valle dei Mocheni a Fierozzo San Felice. Lui, operaio metalmeccanico con l'allergia alle graminacee (e questo particolare ha la sua importanza), che abita a Trento città. Le proposte delle donne, si sa, a volte paiono strampalate e uno non ci fa neppure tanto caso. Ma Barbara Pisetta , 33 anni (sangue mocheno nelle vene, vissuta per un po' di tempo ad Albiano) con una laurea in Scienze dell'educazione solo sulla carta, sapeva bene quello che diceva. Da piccola, con la cugina, trascorreva le estati proprio a Fierozzo San Felice nella casa di mamma Adelina che fino a quando non ebbe lei in grembo fece la pastora. Barbara fu una bambina nomade nei prati a contatto con i fiori, le erbe odorose e gli animali della stalla. L'infanzia felice, inutile dirlo, venuta fuori direttamente dal libro di Johanna Spyri fa breccia nell'animo e lì si radica. «Sapevo dentro di me che un giorno sarei ritornata», confessa Barbara. A fare cosa? «A viverci - risponde sicura - non di certo a fare la pendolare con un lavoro in città, che tra parentesi tutte le volte che ci vado mi procura un gran mal di testa con tutta quella gente e quei rumori. A mettere su famiglia e a creare un lavoro proprio qui». Ed è qui che Daniele , suo marito, incomincia a condividere il sogno di lei. Si trasferiscono nella casa che fu dei nonni e da un prato tirano su l'agritur Klopfhof che hanno aperto nell'aprile di quest'anno, costruito col legno non trattato dai cui pori esce ancora l'odore del bosco. Sono 1.400 i metri che separano Barbara e Daniele dalla valle, tutti di quiete per questa «microesperienza» che a noi sembra grandiosa. E che non s'improvvisa. Costa fatica e lavoro. Duemila ore lavorate fuori e nella stalla dove troviamo una coppia di maialini tailandesi, una mucca, una gallina che cova le uova in compagnia di una gatta con i suoi piccoli, un caprone, conigli, lama e asini. D'estate anche lo sfalcio dei prati che da principio fa tribolare Daniele allergico ma che poi, per una strana alchimia naturale possibile solo quassù, lo immunizza quasi del tutto. Quasi altrettante ore da lavorare in agritur ad accogliere gli ospiti dal Centro e Sud Italia (venti i coperti e tre stanze da letto) che quest'anno hanno fatto il pienone, a fare il formaggio e lo yogurt, le marmellate di tarassaco e persino gli sciroppi che fanno bene alla tosse. L'azienda offre anche insaccati di capra, di vitello e di bovino adulto. Per fare la fotografia Barbara e Daniele chiamano a raccolta i loro figli. Dal prato spunta fuori Adele, quattro anni con il visino macchiato dalle fragoline di bosco, seguita da Ruben che di anni ne ha quasi sei con una zazzera bionda e gli occhialini e Nicholas il più piccolo che ha gli occhi azzurri di cielo. A guardarli viene voglia di mollare tutto e fare il gran salto. Poi ci accorgiamo dai loro racconti che la ricchezza che vediamo è fatta anche di cose che non si comprano e stanno nella natura benevola dell'uomo, nella dedizione e nei sogni che a volerli forte, a volte, diventano reali. «Un ospite l'altra sera - racconta Daniele - mi ha detto che "vendo" anche la mia famiglia». Nel senso, ci spiega poi, che questa sintonia quasi perfetta è percepita come un valore aggiunto a quello che già offre il paesaggio e la struttura. Noi ne rimaniamo estasiati. È tutto un altro mondo quello di questi ragazzi che hanno scelto di vivere in un'altra dimensione e viaggiare a ritmo diverso col tempo, con le aspettative degli altri, poggiata sull'amore profondo.
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27 commenti
Secondo me sara` pur vero che hanno preso i soldi dalla Provincia ma l'hanno presi per CREARE QUALCOSA e ora devono LAVORARE DAVVERO, con gli animali e gli ospiti e hanno avuto il CORAGGIO di mettersi in gioco e auguro loro di avere un gran successo. Bravi! Alcuni commenti denotano la solita INVIDIA...magari la pat li da anche a voi i soldi...pero` bisogna avere un'idea!
4)Sarà pur vero che tra 10 anni potremmo scegliere altre strade, ma per ora ogni giorno si va in stalla, a fare il fieno, la domenica, ogni festività, anche quando gli altri sono in ferie e quando hai 39 di febbre…la "passeggiata" di fare e gestire un agriturismo (dove alla base c’è sempre, comunque e soprattutto il lavoro agricolo) e'aperta a tutti!E così pure l’accesso ai contributi!Per approfondire vi aspettiamo in agritur, davanti a “en bicer de quel bon”…
aBarbara e Daniele.Voi dovete difendere le VS scelte,ma non censurare nemmeno chi commenta l'articolo con parole semplici e chiare senza ingiurie o parolacce.ho commentato ben 4 volte,censurato!Ho sempre commentato cominciando con"ottimo articolo redazionale.."Da Voi confermato peraltro.
Ho l'ambizione di pensare che la vs.difesa sia partita per il rimorso di aver censurato l'ironia e la libertà da essa rappresentata(l'ironia..).Auguri
Brava Barbara! Ti ho consciuta anni fa, quando coltivavi questo tuo sogno... complimenti!!
2)Non abbiamo chiesto noi al giornale di pubblicare l'articolo, ma ci è stato proposto, e perchè dire di no?; 3)I contributi della cara mamma Pat (e se ci sono per l’agricoltura, non è che un bene per il territorio trentino)coprono solo in minima parte la totalità delle spese (soprattutto nel caso di nuove costruzioni) inoltre si devono rispettare rigorosi vincoli costruttivi,temporali,lavorativi...
Cari lettori e commentatori, siamo Barbara e Daniele, i titolari dell'agritur in questione. Premesso che ognuno è libero di pensare quel che vuole,facciamo alcune precisazioni: 1)Forse la giornalista non ha capito bene, ma noi abbiamo abitato per 5 anni nella baita dei genitori ma poi abbiamo costruito da zero la struttura agrituristica, acquistando il terreno e la vecchia stalla con i nostri soldini
Sarebbero stati più coraggiosi se la casa l'avessero comprata e avessero aperto un'attività senza contributi. Poi non vedo il motivo di osannare chi lascia la città per la montagna, TN non è una metropoli ma un paese un po' più grande di altri. E sono coraggiosa anch'io, a 27 anni a prendere casa in città con un lavoro precario! A quando un articolo sui giovani come me?
Beh in effetti la casa dei nonni e il finanziamento al B&B della PAT da coraggio no?Come per gli albergatori che si son visti rifare gratis l'albergo sempre grazie alla mamma Pat,o gli agricoltori e i dipendenti PAT...tutte categorie di privilegio in queste valli..agli altri non resta che pagare Trentino Riscossioni.....
E' sconfortante vedere come certa gente si lamenti che si danno solo brutte notizie, e poi quando si legge una bella storia come questa qualcuno, non si sa se per invidia, cattiveria o povertà di spirito trova il modo di lamentarsi e criticare. E quasi sempre si parla di denaro, costi, contributi. Fondamentalmente "vardandoghe en le scarsèle ai altri". Complimenti ragazzi, buona fortuna da uno che se n'è andato in cerca di un ambiente migliore, l'ha trovato ma forse non ce l'ha fatta.
Un tempo con mille metri di campagna ci campava una famiglia. Con l'era del benessere ci si ritrova schiavi del denaro perché in mancanza di questo o paghi ... o muori.
Bravo Giacomo... i ga' propri reson......
E' bello fare ciò che piace e in comunione.
Soldi....soldi! Tutto gira li...intorno ai soldi della Provincia!
Bravissimi!!!! Tantissimi complimenti..... Vi invio!!!
Si saranno anche bravi ma non ci trovo nulla di epico,casa dei nonni, soldi dalla provincia... Mio cugino e consorte lavoravano a riva hanno fatto la stessa cosa andando a stare in Val daone senza scriverlo ai giornali
i ga' reson......
queste sono persone da ammirare davvero!! complimenti e un grande in bocca al lupo x la vostra attività!!
No ma bell'articolo. Proprio bello.
Questa è una tendenza che si vede anche in altre parti d'Italia ed anche senza agritur. Persone che si stufano della città e se ne vanno a fare gli allevatori ed agricoltori in zone lasciate spopolate e stanno benissimo, molto meglio di prima. Lontani dai bisogni indotti, stress, inquinamento, sovraffollamento. Buona fortuna!
Grandi ragazzi avanti tutta!
Ma chi propone al giornale questi articoli? Spero non i 2 giovani in questione Ci sono storie più brillanti e particolari in Trentino, per carità bravi a questi due personaggi ovvio ma NON sono storie fuori dal comune
Giovani....giovani a 33 anni non si è più dai, si è già uomini o donne formati Giovani da lodare sono quelli di 20-25 anni che a Trento sono riusciti nei loro progetti di lavoro ed aprirsi imprese e ce ne sono più di quel che si crede
bravi putei !
Conosco più di una persona che ha fatto così, che ha intrapreso un nuovo stile di vita, anzi magari più avventuroso di loro due che alla fine non hanno fatto nulla di speciale se non trasferirsi nella casa dei nonni aprendo un agritur o b&b se al mondo ci si adatta e si ha qualche aiuto non è cosa epocale questa
Calcolando che ora tutti hanno il pallino dell agritur con mamma provincia che sborsa (vedi pure spiazzo ecc..) hanno fatto bene, anche perche ok ai contributi ma passati 10 anni o meno il posto è tutto loro
Complimenti è poco, per il coraggio che dimostrano, i giovani ci facciano un pensiero, in questi momenti sono novità per poter vivere in mezzo alla natura, poi arriveranno tempi migliori e si potrà volendo cambiare.
Complimenti !!
Che dire? Complimenti per il coraggio! Quaggiù in valle le cose vanno sempre più male e la vita si fa sempre meno umana. Mi sà tanto che un giorno o l'altro vengo su anch'io in qualche baita li vicino a passarci la vita...