TRENTO - È inutile girarci attorno. Il vicepresidente della Provincia, Alberto Pacher, oltre 15.300 preferenze alle elezioni provinciali, sa bene di essere il principale indiziato alla successione di Dellai in una logica di continuità. È lui il numero due della giunta e se Lorenzo Dellai si dimetterà in anticipo - a primavera - per candidarsi alle politiche toccherà a Pacher guidare la giunta fino alla fine della legislatura.
Ma sa anche bene che gli aspiranti non mancano e c'è chi spera che il «fortunato Pacher», che secondo i suoi detrattori fa carriera senza muovere un dito solo perché si trova sempre al posto giusto nel momento giusto, alla fine non se la sentirà di fare quel salto, che invece fece in Comune, per diventare il numero uno. Mentre già altri sgomitano da tempo, lui se ne sta coperto. Ma ora ha deciso di chiarire che considera il suo nome sul tavolo, ma solo se riuscirà a essere un candidato «espressione della coalizione più che di un partito». Pacher, insomma, non vuole essere il candidato del Pd ma di tutta l'alleanza e del resto le ostilità si fanno sentire soprattutto dall'interno del suo partito.
Vicepresidente Pacher, Dellai pensava a lei quando ha annunciato che nel 2013 non ci sarà alcun cambio di rotta e la vostra «visione» non sarà sostituita da altre?
Dellai ha detto che ci sarà una continuità rappresentata dalla giunta. Ci sono tanti nomi. Per quanto mi riguarda vediamo come si mettono le cose, ma siamo tutti della partita. Sarà alla fine la coalizione a dire cosa sarà meglio fare.




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