ROVERETO - Il ferito giaceva 40 metri sotto, in una forra profonda, nell'acqua ghiacciata, forse qualche frattura: nel giro di una trentina di minuti è stato imbarellato, recuperato, e affidato alle cure dei sanitari. A compiere l'operazione, che di impresa non ne vogliono sentir parlare, sono stati mercoledì sera alle 20 nella forra del Leno gli uomini del soccorso alpino di Rovereto, coordinati dal capo stazione Michele Righi, del vice Arrigo Zeni e con l'assistenza dell'istruttore Oskar Piazza. Un'esercitazione importante, per mostrare agli allievi gli accorgimenti essenziali a lavorare nella massima sicurezza.
La cronaca: tre volontari sono scesi a monte del torrente e poi si sono fatti trovare sul fondo del canyon mentre è stata calata una barella. Lentamente, un operativo l'ha portata fin dove si trovava il «ferito» a mollo e, sempre con estrema precisione, l'infortunato è stato assicurato e fatto risalire, mentre chi osservava faceva domande agli allievi e commentava il recupero. Non va trascurato nulla: è l'imperizia che caccia la gente nei guai, lo sanno bene i soccorritori che rimediano a situazioni assurde, in cui un nodo avrebbe salvato una vita.
Gli uomini in fila tirano su, con la ricetrasmittente dalla forra fanno sapere che ci sono degli spuntoni di roccia. Teoricamente con le carrucole un uomo da solo riuscirebbe a far risalire la barella carica, «ma non accadrà mai - precisa un soccorritore - perché siamo sempre in gruppo. Sempre». Tommaso è entrato un anno e mezzo fa nel Soccorso alpino, appena sedicenne: «Fin da bambino - racconta - ammiravo questi uomini che mi sembravano degli eroi. Poi ho avuto l'occasione di poter entrare come allievo, Sono contento». Intanto il «ferito» è sbarellato: il medico presente, Giuseppe Gottardi, dichiara: «Sano e salvo».




2 commenti
Nella speranza che non succeda mai un fatto simile nella realtà tragica è auspicabile che quanto prima i soccorsi giungano a trarci fuori dalla forra ... dei debiti.
Cose già fatte 20 anni fa, nulla di nuovo sotto al sole.
Comunque bravi, un saluto a Robertino barelliere.