Artigiani come una banca Prestiti alle piccole aziende

Gli Artigiani diventano banca per venire incontro alle esigenze delle micro-imprese che hanno fame di liquidità. Da settembre parte infatti il progetto del micro-credito erogato direttamente dal sistema associativo tramite la Cooperativa artigiana di garanzia e bypassando quindi il sistema bancario. Di fatto si partirà inizialmente con risorse limitate, pari a un milione di euro, per capire quante imprese vorranno accedere al nuovo strumento di sostegno dell'attività di impresa che ha un tetto massimo di 15.000 euro. In pratica, se tutti i futuri richiedenti arriveranno a sfruttare il tetto massimo, si potranno soddisfare circa 60-70 imprese. «È un'idea che ho fortemente voluto - spiega il presidente degli Artigiani trentini Roberto De Laurentis - e che verrà attivata in settembre. Le risorse le mettiamo direttamente noi: inizialmente dare un milione di euro come Cooperativa artigiana per andare a fare una prima sperimentazione. Se poi andrà bene, allora aumenteremo ancora di più il plafond e daremo maggiori risposte alle nostre aziende». L'idea è tagliata su misura per quelle ditte individuali che hanno necessità di prestiti a tassi bassi per sviluppare l'attività o fare fronte a situazioni di minore liquidità. «Pensiamo ad esempio ad attività come quelle degli acconciatori - spiega De Laurentis - o altre piccole realtà. Come funzionerà?
Una impresa viene qui da noi, gli apriamo la pratica e i soldi e le risorse vengono attraverso denaro che mettiamo noi come Cooperativa di garanzia».
Ma per quanto riguarda il sostegno diretto alle imprese artigiane, anche quelle più strutturate, ecco che nasce un nuovo sistema di sostegno, diverso da quello del micro-credito più mirato alle aziende con dimensioni inferiori.
«Lanceremo, sempre grazie alla Cooperativa artigiana di garanzia, un fondo di private equity, un po' come se fossimo Trentino Sviluppo, per entrare nel capitale delle aziende artigiane e sosterne la ricapitalizzazione».
De Laurentis spiega di aver ideato tale idea prima di quella delle Poste (vedi articolo qui sotto) che però ritiene poco adatta al contesto locale. «La prima riflessione sul sistema di concessione del micro-credito è che gà lo facciamo noi con accesso al micro-credito fino a 15.000 euro. Dall'altra parte temo che queste cose siano un po' come gli acquisti al supermercato con il credito al consumo che ti costa tantissimo. Forse rispondono a una esigenza reale, ma occorre fare i conti con i tassi». De Laurentis chiarisce pure che «non mi entusiasma questo modo di vendere prodotto con i soldi in questa maniera. Chi ha bisogno di questi soldi? Chi ne ha già, non va a prenderli, chi ne ha necessità rischia poi di non avere la posssibilità di restituirli».
Per quanto riguarda, invece, l'erogazione di prestiti da parte della Cooperativa artigiana, i tassi saranno molto più bassi. «La nostra struttura prevede di fornire i 15.000 euro massimi con prestiti da restituire in 36 mesi a un tasso del 4% e rate trimestrali». Anche se possono apparire importi ridotti, in realtà, in questa fase di difficoltà di accesso al credito, legata al fatto che i costi dei prestiti, quando vengono erogati, sono molto elevati, anche 15.000 euro possono rappresentare il discrimine per la continuità aziendale o per far nascere nuove imprese. «Pensiamo a dare fiato a piccole start up o un aiuto a ditte individuali che vivono un piccolo momento difficoltà». Una sfida alle banche? «Visto che se devono erogare alle industrie i soldi le banche li trovano sempre - conclude De Laurentis - ci facciamo la banca noi».

15 commenti

le banche aiutano solo a chi ha i soldi ma hai poveretti che hanno bisogno li fanno morire poi non parliamo della cassa rurale

E le casse rurali che fanno? Come sistema cooperativo dovrebbero essere in prima fila nell'aiutare chi ha realmente bisogno. Invece, si comportano come qualsiasi altra banca. Mi domando cosa servano al Trentino.

ben altro serve all'artigianato: meno burocrazia, più controlli sugli evasori e i lavoratori in nero, certezza nei pagamenti. Poi con 15.000 euro me compro nà casseta attrezzi...

siamo già in campagna elettorale per l'ex missino de laurentis

Gli Artigiani andrebbero aiutati con cambiamenti strutturali della pessima legislazione vigente in materia! Se l'impresa artigiana fosse giustamente sostenuta allora si potrebbe anche combattere seriamente l'evasione...non puoi portar via il 50% di quello che uno produce assumendosi tutti i rischi (che sono molti)e con praticamente zero tutele! Pace e bene

Mmh.. Non so... Qualcuno ha idea di quanto costi una struttura del genere? Sia in termini di personale impiegato (la normativa vigente è piuttosto complessa), che di costi della raccolta. Chi valuterà il merito creditizio degli affidati? Lasciate stare dai...sennò tra qualche anno verrete commissariati da Banca d'Italia!

Bene, così avremmo altri meccanismi di controllo. La crisi e la miseria sono essenziali per ridurci ad una globalizzazzione che porti CONTROLLO RICHEZZA e POTERE a poche caste.

ovvio, questa è campagna elettorale.

...sarà poco ma poco è sempre più di niente...

e comunque è un segnale intelligente

BRAVO PRESIDENTE!

IL SIGNOR ROBERTO INIZIA LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE....SPERA DI PRENDERE VOTI FACENDO LE SOLITE SPARATE DA POLITICO

Evviva Dio! In Austria e Francia queste iniziative sono già realtà da tempo. Dalla crisi del 2008 pure in America stanno nascendo come funghi. Chiamatele "banche etiche" o come volete, sta di fatto che "baypassano" le banche normali. L'ideale sarebbe che vi intervenisse anche la municipalità.

Sono d'accordo con Catone. Importi così modesti vanno bene per il micro credito in Africa. Qui con quindicimila euro non compri nemmeno un furgone...

Apprezzabile l’iniziativa ma considerati i modesti limiti di finanziamento appare più una provocazione verso l’immobilismo creditizio delle Banche che un efficace alternativa creditizia tesa alla sopravvivenza delle imprese artigiane. Molte imprese artigiane sono in difficoltà più per la mancanza di prospettiva di lavoro a partire dai prossimi mesi. Il repentino minor reddito impedisce loro di poter onorare i pregressi investimenti aziendali se non anche il pagamento degli oneri fiscali.

Bravi.

Io, con la quota di iscrizione finanzio da 40 anni l'Associazione e la Cooperativa. Devo ricevere 15.000 euro da artigiani per subappalti. Mi sono rivolto al solito avvocato che ha iniziato le solite pratiche. Mi chiedo: ora questi "miei" soldi vanno a quell'artigiano che mi deve pagare? Va bene aiutarci ma non prenderlo in quel posto da noi stessi. Quindi occhio a chi vanno e perchè vanno. se non è la solita sparata elettorale del mio amico Presidente.

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
I commenti sono limitati ad un massimo di 500 caratteri.
By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.
Versione stampabileSend by emailVersione PDF

Tag

mario drago :

ma che problema c'è , se decidi di usare la bici a Trento, te la rubano o demoliscono in...

19-06-2013 22:09
Bertol Bruno :

Imitare Magnago ,in certe cose,non sarebbe stato male!

19-06-2013 22:04
l'utente quotidiano :

ma che furbi quelli che condannano l'autore della lettera!!
1. In alcune città d'Italia...

19-06-2013 22:00
claudio della volpe :

bolghera: via adamello da via gorizia a via maranza, una pedonale che comincia nel nulla e...

19-06-2013 22:00
maraz :

A verona non esiste autobus senza aria condizionata. Si vede che se si vuole, si può (e hanno...

19-06-2013 22:00
 

Seleziona la provincia
Seleziona la tipologia