Export in crescita a doppia cifra, grazie anche all'ingresso nel mercato svedese, e Italia che aumenta, ma solo del 2%: due risultati che, assieme, consentono comunque di archiviare il 2011 con il record di fatturato di sempre per casa Lunelli. L'anno scorso, spiega infatti l'azienda «è stato per le Cantine Ferrari un anno molto positivo, che ha visto i ricavi complessivi, pari a 57,6 milioni di euro, aumentare del 4% ed il marchio rafforzarsi anche oltre confine, con un incremento delle esportazioni del 25%». Il numero di bottiglie è arrivato a quota 4,7 milioni (dato questo non record), mentre la marginalità è calata in termini di punti percentuali rispetto al fatturato, restando in linea con i dati del 2010 in valore assoluto. Il consolidato (che comprende anche le vendite di acqua e grappa) è arrivato a toccare 70 milioni di euro con Surgiva in crescita di fatturato del 4%.
La crescita in Italia viene considerato dalla società un risultato significativo quando si consideri che nell'anno si sono contratte le vendite sia di metodo classico sia di champagne. Nella grande distribuzione crescono le vendite di Ferrari, con il Brut che si conferma etichetta di bollicine leader in termini di valore.
Nel canale horeca (hotel, ristoranti, caffè), che continua a soffrire particolarmente la crisi dei consumi, si registrano comunque volumi stabili, corrispondenti ad un incremento della quota di mercato. Tale risultato è ascrivibile anche al successo del Ferrari Perlé Nero e Ferrari Riserva Lunelli, i nuovi Trentodoc dedicati alla ristorazione.
Le esportazioni sono aumentate in tutti i paesi. Oltre che in mercati storici come Germania e Giappone (nonostante i drammatici fatti legati al terremoto), si segnala l'ottima performance di Ferrari nei paesi scandinavi. In Svezia, in particolare, a seguito di una degustazione alla cieca tra moltissime etichette estere, Ferrari è stata selezionata dal monopolio dello Stato (che gestisce a Stoccolma il mercato degli alcolici) potendo così entrare contemporaneamente in 300 negozi. «Anche se si tratta di un mercato di dimensioni ridotte - spiega il presidente di Cantine Ferrari Matteo Lunelli - è un interessante per il fatto che gli svedesi sono consumatori di vini di qualità e apprezzano i prodotti italiani». Il peso del mercato estero sul fatturato del gruppo è ancora minoritario (il 12% contro l'88% legato al mercato Italia), ma in prospettiva è quello che promette exploit di lungo termine più importanti.
Riguardo ai dati del 2011, in generale, in casa Ferrari si respira un certo ottimismo. «È per me una grande soddisfazione chiudere con questi risultati il mio primo esercizio in veste di presidente delle Cantine Ferrari: manteniamo infatti la leadership in Italia e le esportazioni crescono in modo significativo commenta ancora Matteo Lunelli - Ritengo particolarmente importanti i segnali che ci giungono da oltre confine in quanto la nostra sfida oggi è quella di fare di Ferrari un marchio globale, simbolo dell'arte di vivere italiana. Sempre più spesso, nei miei viaggi all'estero, incontro persone che apprezzano la qualità delle nostre bollicine, amano lo stile di vita italiano e riconoscono il Trentino come una terra straordinariamente vocata alla produzione di metodo classico».
Per il 2012 si prevede ancora un andamento molto diverso tra Italia ed estero. «In base alla tendenza registrata finora - conclude Matteo Lunelli - puntiamo a confermare un aumento del 25/30% per il fatturato sull'estero. In Italia, che soffre di una situazione economica difficile, sarebbe già un buon risultato mantenere le vendite del 2011». Per i dati definitivi occorre attendere però la fine dell'anno.
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sei mesi e più per una semplice artroscopia per pulire il femore... già.. perchè a Trento in...
Si capisce perchè Durni fa queste proposte, lui ha studiato pochissimo. In ogni caso i nostri...
pazzesco, davvero pazzesco...
Al momento di scrivere questo commento non ne appaiono altri.
L'articolo e la storia ,che...
Onore agli Standschützen trentini,fedeli difensori della terra tirolese.Pagaste col camposanto,...