ROVERETO - Era la festa della città quella di ieri, il giorno dedicato alla patrona di Rovereto, Maria Ausiliatrice. E il decano don Sergio Nicolli, nelle celebrazioni religiose che rinnovano il voto secolare, l'ha colta come occasione per fare un accorato appello ai roveretani, un appello alla solidarietà.
«Dobbiamo fare un passo indietro nel nostro stile di vita - ha esortato il sacerdote dall'altare della chiesa di San Marco durante la solenne messa di ieri mattina -. Dobbiamo interrogarci come consigli pastorali, gruppi, famiglie e singole persone su cosa possiamo fare per aiutare chi ha bisogno. Dobbiamo rafforzare la solidarietà alle famiglie e promuovere iniziative concrete».
Il tema centrale dell'omelia di don Sergio Nicolli è stata «la difficile congiuntura economica che stanno vivendo molti stati». E gli ha fatto eco anche don Antonio Berera, parroco di San Giuseppe, nell'omelia che ha seguito i vespri del pomeriggio. «A Maria Ausiliatrice, la Madonna del momenti di difficoltà - come l'ha ribattezzata - non chiediamo miracoli o intercessioni divine, ma la forza di assumerci le nostre responsabilità e di trovare soluzioni per la situazione che stiamo vivendo».
«Sono sempre di più i poveri ed i bisognosi, è sempre più ampia la forbice del divario sociale» ha spiegato il decano di Rovereto che ieri concelebrava la messa con i sacerdoti della città. «Noi credenti non possiamo limitarci a guardare o ringraziare Dio per non essere stati toccati da queste difficoltà - ha continuato -. Speriamo che le decisioni economiche e politiche siano ispirate dal bene comune, ma dobbiamo anche condividere la povertà, cercando di crescere in una mentalità che ci liberi dal possesso geloso dei nostri beni».




10 commenti
Grande don Sergio!
@ chi dice alla Chiesa di dare tutti i suoi averi ai poveri: non si capisce perché l'aiuto ai bisognosi sia da attuare attingendo esclusivamente ai beni ecclesiastici. E comunque mi pare che tra caritas, collette, servizi assistenziali, servizi agli anziani, scuole, e chi più ne ha più ne metta, i beni della Chiesa siano gestiti meglio di tanti altri enti (soprattutto pubblici...)
gli utili delle azioni A22 della curia gli gireremo ai poveri, sul serio! f.to vescovo in pausa pranzo
Siete come quelli che fanno girare la mail per calare la paga a Roma ma non scrivono al loro Sindaco per fare la stessa richiesta. A Rovereto con le Parrocchie e la Caritas e molti altri in questi mesi stiamo risistemando una casa per i senza tetto. C'è posto anche per voi. I poveri non vivono dei vs commenti.
Lo Stato, e non la santa di Rovereto, ponga in essere le condizioni per sanare il divario tra ricchi e poveri e ponga le premesse per uno stato sociale ed economico meno discriminante.
siamo diventati una società di egoisti , pensiamo solo a noi stessi , la solidarietà e l'aiuto reciproco è solo un ricordo lontano , ormai pretendiamo solamente e vogliamo che sia l'ente pubblico a soddisfare le nostre richieste , diamoci una regolata e rimbocchiamoci le maniche come sempre abbiamo fatto
Con il massimo rispetto dovuto alle parole di don Nicolli ed alla sua personale onestà e ruolo, desidero ricordare a tutti noi quanto la comunità civile fa ogni giorno per chi è in difficoltà, che può essere di più ma non è poco ! Mi viene spontanea, peraltro, una'altrettanto rispettosa domanda : ma la Chiesa, romana e trentina, ritiene di fare abbastanza ? Non è che qualche maggior sobrietà e qualche sforzo in più ci si potrebbe aspettare da chi si affida giornalmente al Vangelo ?
Quindi la Chiesa devolvera' tutti i suoi beni ai poveri? ho capito bene? Bravo, vediamo.
Questi preti sono da scomunicare, visto che parlano di povertà e di solidarietà verso i più deboli.
Il Papa mi pare sia stato chiaro ieri (mi pare) parlando della necessità di allontanarsi dal cibo (perchè terreno e temporaneo) per elevarsi alla ricerca di valori a lungo termine come la religione.
Quindi : SCOMUNICATELI !!
Un amico frate mi ha insegnato perchè il Vaticano è pieno di Fede: perchè chi va li la perde ...
Si, aiutiamo i poveri immobiliaristi che non vendono più case a tre volte il loro valore col loro assegno in nero, oppure i negozianti di mutande da 100€ al paio col SUV, gli artigiani e professionisti col 60% del guadagno non dichiarato. Poverini ora che le vacche grasse sono finite...
ecco l'anticamera del comunismo...tutti uguali nel mondialismo di sinistra!!!!
ipocrisia.....