Una torta ministeriale da 650 milioni. È la somma del superbando Miur (Ministero istruzione università e ricerca) per progetti «smart cities e smart communities». Si tratta di progetti per lo sviluppo di tecnologie intelligenti, che dovrebbero produrre tre risultati: una migliore qualità della vita dei cittadini (si pensi, ad esempio alle pratiche burocratiche, superate alla riduzione della burocrazia cartacea), un risparmio per le pubbliche amministrazioni e un guadagno per il "pianeta impresa" del Paese. Inoltre i «progetti pilota», prmossi a livello regionale e provinciale, dovrebbero essere ricalcati nei vari territori.
Il bando per le città intelligenti consiste quindi in una gara fra poli della ricerca italiana. Concorre anche la Provincia autonoma di Trento con le sue fondazioni e la sua università. Il sistema è organizzato in due fasi: le proposte - che devono essere fatte entro novembre - e la presentazione dei progetti. I tecnici della Provincia stanno studiando i «pacchetti tecnologici» da sottoporre alla valutazioni degli «arbitri» del ministero della ricerca. I filoni su cui lavorare sono molti. Fra questi lo sviluppo della cartella socio sanitaria elettronica, la mobilità intelligente (controllo elettronico del traffico), la gestione dell'energia e le biotecnologie.
Difficile capire ora su cosa si punterà per poter vincere il bando. Certo è che il bando si presenta come un'occasione da non perdere. Lo Stato mette sul piatto 480 milioni di euro in crediti agevolati e 170 milioni. Di questi ultimi 25 milioni sono destinati all'innovazione sociale. Denaro, questo, destinato alle realtà della ricerca scientifica del Nord Italia. Il Trentino potrebbe puntare a progetti per circa 4 milioni in conto capitale.
Insomma la parola d'ordine è «innovazione». E ieri, nell'ambito del seminario sulle città e le comunità intelligenti - promosso dalla Provincia e ospitato nella sede collinare di Fbk, a Povo (gran cerimoniere Massimo Egidi, ex rettore dell'Università di Trento e oggi rettore della Luiss) - ne ha parlato a lungo anche il presidente della Provincia Lorenzo Dellai, ospite con il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, il presidente del consorzio Trento Rise Fausto Giunchiglia, il rettore Davide Bassi, Giulio Bonazzi (numero 2 di Assindustria) e, naturalmente, il ministro Profumo e il suo consigliere Calderini. Il governatore ha detto che il Trentino è pronto a collaborare con Roma per questo progetto definito di «ampio respiro»: competenze e scoperte messe a disposizione dai territori, come se - per usare le parole del ministro - si trattasse di un «Apple Store», dove si può andare ad acquistare le varie applicazioni. Dellai ha parlato di «disponibilità a fare del Trentino un "laboratorio alpino" nel quale testare nuove tecnologie e buone prassi nell'interesse degli altri sistemi regionali e dell'intero paese». Ricordando che il Governo è impegnato nel piano di contenimento della spesa pubblica, il governatore - questa volta senza parlare di «attacco all'autonomia» - ha detto che «noi ne sappiamo qualcosa». Poi ha ribadito l'impegno nell'Ict, dove però si registra una battuta di arresto. Dopo l'accordo Provincia - Telecom sulla distribuzione della fibra ottica in Trentino (obiettivo dichiarato: 20 megabyte per tuttii cittadini, fibra da 100 mega entro il 2017 e, come obiettivo in subordine, 40 megabyte) le società di telefonia concorrenti hanno accusato: «Concorrenza sleale». La Provincia è accusata di avere operato arditamente sul mercato, favorendo Telecom. Dellai respinge al mittente: «Questo scontro fra compagnie è concorrenza impeditiva. A causa di questo scontro noi siamo fermi da 18 mesi. Non oso pensare cosa possono aver fatto, in questi mesi, realtà come la Cina».
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13 commenti
Si, e8 proprio di qlluea volta che ho raccontato devo dire che rileggendola (prima avevo fatto solo un copia e incolla) mi sono commosso anc'io. Che esperienza!
Queste cose troppo intelligenti mi fanno sempre molta paura e non mi convincono molto! Poi quando vedo muoversi certi personaggi molto intelligenti e molto entusiasti....Il nostro Presidente poi che si cofronta con la Cina è il massimo!
Se giudichiamo dai fatti concreti, i discorsi dei nostri politici sono aria fritta! Non condiderano l'attuale gravità della nostra economia, con aziende che licenziano o chiudono. Oppure delocalizzano non solo in Cina e Romania, ma anche in Austria e Svizzera!
Quando "chiuderanno le stalle perchè i buoi sono scappati", quali scuse troveranno? Tranquilli! I capitali guadagnati con la politica, saranno sicuramente all'estero anche loro!
La provincia prende troppi soldi dal Governo: quello che può pagarsi da sola deve pagarselo da sola, altrimenti sono soldi rubati a che ne ha più bisogno.
Il Trentino continua a prendere più di ciò che dà: è una vergona nazionale!
fate quello che volete purchè sia realmente utile e concreto. Mi sà tanto che questi progetti qui sono 95% fuffa 4% lavoro fatto male, 1% lavoro fatto bene. Sennò piuttosto come dice Diogene
Esempio pratico: istituire una task force universitaria che OPERI AD ESEMPIO ALLE ACCIAIERIE VALSUGANA per elaborare con l'azienda tecniche di riduzione impatto ambientale..
Progetto pilota.. e se funziona BREVETTO UNIVERSITA' e RITORNO DI SOLDI...
LAVORO SUL CAMPO... e POCHE CHIACCHIERE
tutta propaganda. Fatti zero o quasi. Del bando, il trentino finora non ha vinto nulla. Parlare di 100 mb, e in subordine 40 mb/sec, nel 2017 (!) riguardo la banda larga, fa piangere. Nel 2017 saremo in un'altra era geologica! La tanto strombazza rete ad alta velocità della provincia semplicemente non c'è. E quel poco che c'è si appoggia a telecom! Vergogna! Per la banda larga non si è investito una mazza! Sol il costo di qualche rotatoria, giusto per far vedere che si faceva qualcosa.
condivido con il collega volatile.. speriamo nelle ricadute occupazionali perchè a tutte quelle cravatte e facce paramassoniche mi fanno presumere che i soldi se li spartiranno i soliti prof e amici degli amici
Il Ministro Passera ha detto chiaramente che i soldi arriveranno se ci sono risultati positivi sul mercato, verranno tolti se non ci saranno.
Quindi meglio puntare a poche cose e molto concrete se non vogliamo restare con un pugno di mosche.
Tutti i soldi ad Informatica Trentina! Così faranno un altro bel lavoro come il CBT (Catalogo Bibliografico Trentino). Una cosa da terzo mondo. O come l'accesso ai servizi digitali con la Tessera Sanitaria. Richieste varie per i codici, il lettore, e poi? Un servizio scomodo e povero. Da buttare.
E' vero quello che dice Dellai. In Italia vige la legge di mettere il bastone fra le ruote a chi fa con ricorsi su ricorsi al tar.
Magari la Telecom non è nemmeno la scelta migliore, ma se riflettono questi concorrenti: qui c'è ciccia per tutti! Se il progetto non va avanti non ce ne sarà invece per nessuno, utente compreso.
Progettazione e messa in opera di impianti tecnologici silenziosi?
Bonifica efficace degli esitenti?
L'apertura delle finestra come forma ecocompatibile di risparmio energetico?
Too smart..
ottima cosa la ricerca , l'importante che ci siano delle ricadute occupazionali consistenti sul territorio provinciale....