Venus Williams batte Sara Errani, con uno smash vincente: un milione e 950 mila followers contro 24 mila e spiccioli. Se sull'erba di Wimbledon o ai poligoni di tiro della Royal Artillery Barracks l'Italia olimpica qualche volta si difende con dignità e spesso attacca e va a medaglia, c'è un podio sul quale è impossibile salire per gli atleti azzurri: quello dei social network.
Nei primi Giochi tweet-friendly' della storia, c'è chi cinguetta dal villaggio o dalla sfilata della cerimonia, e chi posta foto personali su facebook per i seguaci della sua personalissima setta, come Bryant con la bandiera americana o Sharapova con la statua dell'orso («altro che cinque cerchi...»).
Inevitabile che i riscontri siano differenti. Il re assoluto, neanche a dirlo, è LeBron James, stella incontrastata della Nba e del Team Usa condannato a vincere a Londra: intanto il suo oro virtuale è assicurato, con 17 milioni e mezzo di followers nella classifica di atleti più seguiti dagli appassionati dell«uccellino» blu o della «f» di Zuckerberg. Non sempre esserci è un vanto: è il caso dello svizzero Morganella, calciatore cacciato dai Giochi per un tweet razzista contro la Corea, o Zoe Smith, cui qualche «follower» su di giri ha dato apertamente della lesbica sollevando una polemica sui giornali inglesi. Controindicazioni della democrazia estrema di Internet.
In ogni caso, qui non c'è allenamento o talento che tenga, per rimontare la classifica.
Sarà per questo che l'Italia artigiana e vincente nello sport fa qualche risultato reale e pochi virtuali: Sara Errani la prima italiana, è alla posizione 347, superata anche da «signor nessuno»» come il pugile haitiano Andre Berto (95.000), la colombiana del cross Mariana Pajone (74.000) e la tennista Slovacca Dominika Cibulkova (57.000).
Certo, in casi al femminile conta anche la posa della foto cui i «followers» compulsivi si agganciano: e quella della Cibulkova, nei panni di Eva ripresa dal lato B, è un richiamo innegabile. Ma non sempre bellezza e fama globale fanno rima, se anche la splendida e «casta» Blanka Vlasic raccoglie solo 18 mila followers. Sarà perchè non salta in alto a questi Giochi, ritirata per infortunio.
Il Cio, sempre attento a ciò che può globalizzare il glamour dei cinque cerchi, incoraggia l'abitudine. E ospita sul suo sito olympics.org lo spazio del villaggio globale in rete: alle centinaia di milioni di appassionati che seguono i Giochi, Londra 2012 offre per la prima volta un «calderone» dove dialogare via internet con tutti i beniamini olimpici. Così la top five vede LeBron staccato in testa, poi Kobe Bryant (13 milioni 692 mila), Federer (11.239), Nadal (11.073, e neanche c'è a Londra), Neymar primo calciatore con 10 milioni 805 mila.
La classifica scivola giù a colpi di milioni: Usain Bolt batte allo sprint Michael Phelps (sette milioni e sette contro cinque e nove). Primo a scavallare il limite del milione è Muhammed Ali, con 981 mila. Dietro la Errani c'è Flavia Pennetta (372/ma con 22.299) e Marco Pinotti (numero 407 con 18.021 seguaci) Resta a chiudere la classifica dei «cinguetti» una nuotatrice, la libanese Talita Baqlah: ha un solo follower. In fondo, i Giochi sono il villaggio più globale che c'è. Ma la primavera araba non abita ancora qui.
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