Una banale caduta in casa. Un piede messo in fallo o, forse, una disattenzione e l'anziana si è ritrovata sul pavimento di casa. La donna, 84 anni, accusava forti dolori al torace, alla gamba sinistra e all'osso sacro. A quel punto, proprio per appurare se avesse riportato qualche frattura, l'anziana è stata portata al pronto soccorso. All'ospedale Santa Chiara, però, le avrebbero diagnosticato solo una frattura allo sterno. Dimessa dopo tre giorni, la donna ha però continuato ad accusare dolori molto forti e un mese e mezzo dopo, sottoposta ad una nuova radiografia - su suggerimento di un fisiatra - ha scoperto la frattura al bacino.
Un presunto ritardo nella diagnosi che è ora al centro di un contenzioso tra paziente e Azienda sanitaria: la donna, attraverso gli avvocati Paolo Dal Rì e Nicola Degaudenz, chiede infatti un risarcimento dei danni.
L'incidente è successo il 24 marzo: la donna si trovava a casa sua, in via Veneto, quando è caduta. Il dolore era forte e all'ospedale Santa Chiara la donna è stata sottoposta agli accertamenti di rito. All'esito degli esami e delle radiografie i sanitari rilevarono una frattura allo sterno. Secondo quanto ricostruito dai legali, la donna venne sottoposta anche ad una radiografia al femore sinistro (ma non al bacino) che non rilevò alcun problema. Sta di fatto che l'ottantenne venne trattenuta tre giorni in ospedale e quindi dimessa.
Ma una volta tornata a casa l'anziana ha continuato a lamentarsi del dolore. I familiari stessi, ai quali - secondo la ricostruzione dei legali - non vennero date indicazioni particolari (circostanza che probabilmente sarà oggetto di battaglia con l'Azienda sanitaria), l'avrebbero dunque sollecitata ad alzarsi e non rimanere sempre sdraiata letto. Temevano infatti che, essendo la donna già restia a muoversi, la situazione potesse peggiorare. Ma, visto che i giorni passavano e il dolore non accennava a diminuire, i familiari si sono rivolti ad un fisiatra per chiedere cosa potesse causarle una simile sofferenza. E lo specialista, visitata la paziente, ha avanzato subito il sospetto che avesse il bacino rotto. La donna, l'8 maggio, dunque ormai un mese e mezzo dopo la caduta, è stata sottoposta ad una radiografia al bacino, che ha evidenziato la frattura. Peraltro, quella che inizialmente era una frattura composta, proprio a fronte del tempo trascorso e delle sollecitazioni, è peggiorata, diventando una frattura scomposta. Con conseguenze che si possono facilmente immaginare e un allungarsi dei tempi di ripresa, oltre che della sofferenza. Il perito al quale si è rivolta la famiglia ha rilevato che, già con la radiografia fatta al femore, si sarebbe potuta vedere la frattura al bacino. Da qui la richiesta risarcitoria.
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3 commenti
Aldilà dei commenti sarcastici vorrei far notare come l'Italia in fondo sia unica. E in particolare una cosa: i medici non sanno ascoltare i pazienti! Se la signora diceva di avere male in una certa zona, una lastra in più era doverosa.
Troppa superficialità nella medicina, troppo attenti ai soldi e basta questo medici.
Ma i danni gli ha chiesti l'infortunata o qualche parente, bisognoso di CONTANTI!
Perchè i parenti, coi tempi che corrono, servono anche a questo!
perchè spesso si hanno due avvocati? non ne basta uno?