Tutto l'Eurogruppo è pronto ad agire di concerto con la Bce per salvare l'euro comprando titoli pubblici dei Paesi in difficoltà attraverso il fondo salva-Stati Efsf. Ad annunciarlo è stato il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker a poche ore da un altro annuncio, quello con cui Mario Monti e Angela Merkel, dopo una telefonata tra loro, hanno dichiarato di essere pronti a prendere «tutte le misure necessarie per proteggere» la moneta unica.
Dopo Draghi, Hollande, Monti e Merkel, anche Juncker è quindi sceso in campo perché ormai «siamo a un punto cruciale» e «non c'è più tempo da perdere». In base all'andamento dei mercati, nei prossimi giorni, ha detto ancora il presidente dell'Eurogruppo, saranno decisi «tempi e modalità» degli interventi.
Ma intanto dalla Germania - dove un sondaggio dice che la maggioranza dei tedeschi ritiene che il loro Paese starebbe oggi meglio senza la moneta unica - nuovi siluri sono partiti alla volta della Grecia e della possibilità che Atene resti nell'eurozona. Il vicecancelliere liberale Philipp Roesler è tornato a esprimere forti dubbi sulla capacità ellenica di rispettare gli impegni. Ed anche il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha avvertito che non c'è più spazio per nuove concessioni ad Atene. Posizioni che hanno però scatenato l'ira di Juncker, il quale ha sottolineato che l'uscita della Grecia dall'euro «non fa parte delle ipotesi di lavoro» e che avrebbe «enormi ripercussioni negative». Ed ha poi accusato Berlino di piegare gli interessi dell'Ue a ragioni di politica interna: «Perché si permette il lusso di fare continuamente politica interna su questioni che riguardano l'Europa? Perché tratta l'eurozona come una sua filiale?»
Le parole di Juncker hanno confermato che quella che si apre è una settimana molto importante, forse decisiva, per il destino dell'eurozona. La riapertura dei mercati - dove l'Italia vuole collocare Btp a media e lunga scadenza per 3,5 miliardi - sarà il momento della verità per valutare se e quanto terrà la tregua sugli spread. Giovedì la Bce, in occasione della riunione del suo Consiglio direttivo, dovrà poi indicare come intende intervenire concretamente in difesa della moneta unica.
Monti e Merkel, nella nota congiunta diffusa dopo il colloquio telefonico, hanno rilanciato la richiesta di dare attuazione «senza alcun ritardo» alle decisioni del vertice Ue di fine giugno (scudo anti-spread, aiuti diretti alle banche e unione bancaria) e si sono dati appuntamento per la seconda metà di agosto, nella capitale tedesca, per un summit bilaterale. Intanto, nel corso della settimana, Monti continuerà a tessere la sua tela politico-diplomatica volando prima a Parigi dal presidente Francois Hollande e poi a Helsinki, dove vedrà il premier Jyrki Katainen. Per concludere il suo tour giovedì a Madrid dove avrà un incontro con Rajoy.
Oggi invece approderà in Europa il segretario al Tesoro americano Tim Geithner. Latore delle preoccupazioni con cui gli Usa guardano a un eventuale collasso di Eurolandia, Geithner vedrà Schaeuble sull'isola di Sylt, nel Mare del Nord, per convincere il titolare delle Finanze tedesco che la Germania non deve far mancare il suo essenziale sostegno alle forze che vogliono preservare il futuro del'euro. Successivamente Geithner volerà a Francoforte incontrerà Draghi.
In un'intervista pubblicata ieri, Schaeuble ha comunque ricordato ai suoi concittadini che «nessun altro Paese dell'eurozona trae vantaggi dall'euro come la Germania». Ed ha inviato i «falchi» ortodossi tedeschi, strenui oppositori di qualsiasi iniziativa della Bce a sostegno anche indiretto dei Paesi in difficoltà, a dare «prova di pazienza». Tornando anche a minimizzare l'emergenza spagnola.
Tutto ciò mentre anche in Grecia si apre qualche spiraglio sulla possibilità che le forze di governo trovino un'intesa per varare il nuovo pacchetto di interventi da 11,5 miliardi di euro che la comunità internazionale chiede per dare nuovo ossigeno - con una tranche di aiuti da 31 miliardi - alle finanze pubbliche elleniche.
foto
video
Blog




5 commenti
Più che proteggere l'euro sembra che si preoccupino per proteggersi loro.
no comment
Con le fabbriche che delocalizzano, scappano, i cittadini contribuenti sempre più col cappio dei debiti da onorare, i disoccupati che "volano a due cifre" vedremo cosa ce ne faremo dell'Euro. Di certo gli immigrati non ci penseranno due volte a ritornarsene ai loro paesi d'origine lasciando le casse dell'INPS al collasso. Buona notte.
Gia che c'erano potevano controllare la famosa notte della conversione di 10 anni fa
che come per incanto ha raddoppiato i prezzi o dimezzato il potere d'acquisto come si vuole intendere. Se una moneta ha questi effetti pervesi ( ma molto lucrosi per chi l'ha escogitata) è meglio non averla considerando poi che ci è costata 1000 mgl ( finora) per tenerla in vita.
Non tutti i politici sono da buttare:i complimenti a G.Santini che sabato col suo editoriale sull' Adige ha mostrato il coraggio della verità.Altrettanto Junker oggi im merito al sostengo del nostro futuro sulla Europa.Grazie e buon proseguimento su questa strada.