Spending review: ecco i primi tagli

Passa il vaglio del parlamento una delle misure della manovra di tagli (la spending review) del governo Monti che nell'immaginario collettivo rappresenta più di altri i tagli alle spese inutili: si tratta del riordino delle province, approvato ieri dalla commissione Bilancio del Senato, dopo un lunghissimo braccio di ferro tra il governo e i senatori. Entro dicembre si arriverà a un dimezzamento di questi Enti, dopo una consultazione delle Regioni e degli amministratori locali ai quali il ministro Filippo Patroni Griffi chiede di «guardare avanti».
In serata la commissione dovrebbe concludere l'esame del decreto affrontando l'altro grande tema di scontro, vale a dire i tagli alla sanità e alla spesa farmaceutica. Dopo giorni di stallo, in cui il ministro della Funzione pubblica ha fronteggiato le richieste di allargare le maglie.
Il meccanismo prevede che ora le Regioni, con i rispettivi Consigli delle autonomie, avanzino una «ipotesi» di riordino in modo che entro dicembre si arrivi al riordino definitivo, che porterà ad un dimezzamento di questi Enti Locali. Patroni Griffi ha lanciato un appello agli amministratori locali a superare «particolarismi e titubanze» e a guardare avanti.
In giornata la commissione ha approvato molti articoli ed emendamenti. Molti di essi hanno la stessa impronta: eliminare o limitare i tagli di spesa sostituiti con nuove entrate, il che contraddice la filosofia stessa del decreto. La più clamorosa della giornata è l'aumento delle tasse universitarie per i fuori corso, che aumenteranno da un minimo del 25%, per i redditi sotto i 90.000 euro, fino al 100% per quelli superiori ai 150.000.
L'altro braccio di ferro riguarda la spesa farmaceutica. I relatori giovedì notte hanno presentato un emendamento che lima il cosiddetto supersconto a carico di farmacie e aziende, e abbassa il tetto per la spesa farmaceutica territoriale. Ma su esso per tutta la giornata si è continuato a trattare. Stessa sorte per un altro emendamento bipartisan per allargare la platea degli esodati che beneficiano delle tutele. Ma su questo la Ragioneria generale non intende cedere, per mantenere invariati i saldi del decreto che serve a evitare l'aumento dell'Iva a ottobre.
Tra le altre misure: arriva il tetto di 300.000 euro per la retribuzione a manager e dipendenti delle aziende partecipate dallo Stato, non quotate, Rai compresa. Eliminato il taglio di 30 milioni sulla ricerca per il 2012.
Salta l'obbligo per Regioni, Province e Comuni di sopprimere o accorpare i propri enti ed agenzie, a patto che realizzino un risparmio del 20% per la loro gestione.Verrà istituita una Conferenza in ciascuna delle dieci province che saranno trasformate in Città metropolitane.

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
I commenti sono limitati ad un massimo di 500 caratteri.
By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.
Versione stampabileSend by emailVersione PDF

Tag

il giustiziere :

che tristezza questi commenti!

25-05-2013 14:29
Interista :

Ma quale alonso, ma fammi il piacere... Mazzarri è un mediocre, le sue squadre giocano un calcio...

25-05-2013 14:29
Claudio il militare :

Ragazzi ma come si fa a pensare queste cose, che vinca in Trentino e governi in Alto Adige....

25-05-2013 14:28
Algebra :

Più aumentano Tax + elusione + aliquota tassazione e Contenzioso( tempi e spese Giudiziarie) con...

25-05-2013 14:27
imprenditore :

Tanti miei colleghi imprenditori fanno in furbetti e licenziano in modo indiscriminato...

25-05-2013 14:27
 

Seleziona la provincia
Seleziona la tipologia