ROVERETO - Altro che coppie o ragazzi in cerca di trasgressione e di anonimato a ridosso del mezzogiorno: il nuovo sexy shop automatico di San Giorgio attira piuttosto attempati signori, meglio se accompagnati da amiche più o meno occasionali, e comitive di appassionati che con l'oggettistica a luci rosse ci passano la serata.
Nulla di male, si potrà obiettare, se non fosse che questi ragazzi, giustamente in cerca di goliardia, non trovano di meglio da fare che condividere con il mondo intero misure di falli sintetici o vestitini provocanti. E a farne le spese, come sempre del resto, sono i residenti, stufi di alzarsi nel cuore della notte per gli schiamazzi di chi gioca con giocattoli in teoria prodotti per la coppia cosiddetta moderna.
«Meno male che quando hanno aperto questo negozio ci avevano assicurato silenzio per via dell'anonimato. - protestano i dirimpettai - Invece tutti entrano ed escono urlando, ridendo, spiegando cosa c'è nelle vetrine. E passi se questo succedesse di giorno ma avviene ogni notte, soprattutto il venerdì e il sabato». Insomma, gli abitanti del quartiere non obiettano sulla tabella merceologica («sono affari loro») ma sull'inciviltà dei clienti, «che non ci lasciano dormire».
L'orario più gettonato, come detto, è quello accompagnato dalle tenebre: dalle 22.30 alle 2 di notte. In questa parentesi temporale arriva di tutto, «anche uomini che, insieme alle ragazze caricate in via Abetone, vengono qui a scegliere oggetti, giochi, abbigliamento, filmini. E lasciano il motore acceso, la radio a volume alto e commentano gli acquisti, ovviamente ad alta voce».
I frequentatori del sexy shop senza commessi (è completamente automatico e vi si accede con la tessera sanitaria o altre schede magnetiche che riportano il codice fiscale e dunque la prova della maggiore età) sono comunque eterogenei e indifferentemente uomini e donne. I problemi nascono quando si presentano allo sportello assieme perché, forse pregustando la trasgressione o uno scherzo ad amici, squarciano il silenzio della città con decibel non certo consoni all'ora.
«Siamo stufi, - si lamenta chi abita nella zona - ma perché questi negozi non li mettono nei centri commerciali o in aree lontano dalle case? Anche perché non ci frega proprio niente delle dimensioni degli acquisti o di come funzionano le bambole. Vogliamo solo dormire di notte».




6 commenti
sai ughetto .. a quello che ho sentito per voci di corridoio , invece che chiudere o delocalizzarlo ne aprono un altro a Rovereto .... pensi sia cosa sbagliata... e occhio a quando passi nei pressi del negozio ..potrebbe caderti addosso qualcosa..
Che tiri l'economia o che tiri qualcos'altro, il problema è sempre che tiri qualcosa!
Un plauso a chi ha creato quel business! I miei complimenti personali e l'augurio di ottimi incassi! Lo dico in tutta sincerità. E che il vicinato taccia perché è meglio saper che due voglion' far l'amore che prendersi a botte.
Finalmente c'è qualcosa che fa tirare l'economia!!! Di certo qualcosa lo tireranno anche gli inquilini del piano di sopra al "rumoroso" emporio: il sospiro di sollievo quando verrà delocalizzato in altra zona.
Gli abitanti hanno perfettamente ragione! L'interesse di un privato non può calpestare i diritti di svariate decine di famiglie. Ma perché non li fanno nelle zone industriali o vicino all'autostrada così i clienti possono divertirsi fino a tarda ora senza molestare chi nel suo diritto vuole dormire?
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