TRENTO - Chissà come la prenderà Bill Gates, socio d'affari nel centro Cosbi di Povo (Microsoft e Università di Trento). Molto probabilmente non gli piacerà affatto sapere che la Provincia di Trento ha deciso di abbandonare l'utilizzo dei software Microsoft a favore dei programmi «liberi». Certo, il colosso informatico di Seattle non andrà il fallimento per la perdita di un cliente, ma l'idea che anche le pubbliche amministrazioni - seguendo l'esempio di un sempre maggiore numero di utenti privati e piccole ditte - adottino programmi di scrittura, calcolo e presentazione dati «liberi» (cioè disponibili gratuitamente o quasi, su internet), può comunque essere fonte di preoccupazione.
La decisione della Provincia di non rinnovare in futuro le licenze Microsoft per programmi come «word» o «excel» si è concretizzata ieri mattina nell'approvazione di un disegno di legge proposto dal Pd e da Roberto Bombarda (Verdi). Una «rivoluzione» informatica che ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita dei cittadini; l'aumento di competitività del sistema economico trentino e lo sviluppo sostenibile del territorio.
Il cuore della nuova legge stabilisce che la Provincia, un po' alla volta, dovrà impegnarsi ad utilizzare programmi basati su licenze di software libero e a «codice sorgente aperto» nei suoi sistemi informatici. Con un vantaggio - a lungo andare - di diversi milioni di euro per i risparmi legati all'acquisto e al rinnovo delle licenze. «Certo - ammette il consigliere Bombarda - la migrazione verso sistemi open source è una scelta filosofica, ma anche economica. Si risparmieranno 5 milioni l'anno delle licenze, ma soprattutto si incentiverà l'economia trentina dando l'opportunità alle piccole imprese locali di costruire pacchetti aggiuntivi di applicazioni ai programmi principali». In pratica, permettendo l'implementazione di «optional» sui software standard, che con il pacchetto Microsoft non è possibile.
«A fianco di questo - continua Bombarda - ci sarà un grande investimento infrastrutturale con l'obiettivo di portare, entro il prossimo anno, i 20 mega nelle case di tutti i trentini».
La nuova legge prevede che venga istituito il Sinet (sistema informatico elettronico trentino) come superamento del Siep (sistema informativo elettronico provinciale) e «assicura la pubblicazione del codice sorgente delle applicazioni sviluppate per proprio conto secondo licenze di tipo Floss (free libre open source software)». Oltre ad utilizzare il software libero nei propri uffici, la Provincia diffonderà questa pratica nel mondo della scuola.
Non solo. Si metteranno in circolazione gratuita, naturalmente attraverso Internet, i dati pubblici (e non riservati) di proprietà e di utilizzo della Provincia, in modo che la conoscenza sia a disposizione di tutti. La nuova legge, infine, stabilisce che la Provincia può istituire il «Polo archivistico digitale territoriale del Trentino», per permettere l'archiviazione digitale di tutti i documenti, e che promuove i progetti di e-government e le iniziative per lo sviluppo della cultura digitale, anche con contributi per l'acquisizione di strumenti tecnologici.
Il disegno di legge è stato approvato con 19 voti a favore e 11 astenuti. Naturalmente hanno cotato sì i consiglieri di centrosinistra sottolineando con Mauro Ottobre (Patt) che la rivoluzione porterà notevoli «risparmi grazie all'adozione del software libero». Marco Depaoli (Upt) ha sottolineato come la banda larga sia «una grande opportunità anche economica, in particolare per i territori più periferici, come quello da cui io provengo (Primiero, ndr)».
Luca Zeni (Pd) ha evidenziato come questa nuova legge sposi «concetti come democrazia e libertà». «Ma c'è anche concretezza, lo sanno bene i giovani, per i quali software libero non è una parola astrusa - ha aggiunto -. Passare dal software proprietario a quello open source crea opportunità di lavoro, fa risparmiare denaro all'ente pubblico, è un'innovazione importante». Per Franca Penasa (Lega) la legge contiene «oggettive buone intenzioni». «Temo, però, - ha aggiunto - che sia un veicolo per giustificare ancora ingenti spese nel settore dell'informatica, dopo quelle enormi e discutibili degli scorsi anni».




46 commenti
x Andrea76. Beh qui alcuni dirigenti fanno piangere. Forse la situazione in Puglia è migliore:-)
x Pietro Pilolli: in Puglia la dirigente del SIT allo scorso convegno GFOSS del 2011 ha fatto ridere tutti. Fai te.
Non capisco tanto astio, anche a Bz tale passaggio lo hanno fatto da anni il bello dell'open source, è che si può imparare "come fare", (anche guardando dentro) cose che con altri OS è più complicato e costoso. Inoltre un Pc per open source costa 34 euro, inoltre le buone pratiche si possono copiare dalle altre amministrazioni = ergo risparmio immediato.
Speriamo che questa legge porti bene. In Puglia qualcosa si è mosso, qui sembra che abbiamo difficoltà persino ad avere rinnovati i progetti. Mi approfitto per pubblicizzare una distro open source per la didattica promossa a Trento chiaramente open source http://wiildos.wikispaces.com
open é molto di più del solito openoffice ma per sfruttarne le potenzialità hai bisogno di risorse da dedicare allo sviluppo, o le hai (se le trovi e te lo puoi permettere ..) o ti affidi alle consulenze. Tempi, costi e test (se hai produttività lo si vede a seguito sul campo con prodotto finito ) sono fattori da valutare molto bene prima di fare una scelta... Non é tutto oro..
@Anne: informarsi presidente. Verbale liberamente consultabile. Astensioni motivate. Strano che Lei avvalli la pubblicazione (freelist è pubblica) di commenti del tipo "quegli 11 non sanno nemmeno accendere il PC".
@linuxtrent: mi sono astenuto. Il Pc lo so accendere. Forse lo so usare meglio di voi. Le motivazione dell'astensione sono tante. E sono documentate dal Verbale. Basta informarsi.
@Daniele Zanotelli e LXT company: le motivazioni degli 11 astenuti sono chiare, sanno benissimo accendere un pc e smanettarci caro Luca e ben espresse da Franca Penasa, se solo leggeste bene; il progetto è ottimo dice, ma non vorrei fosse l'ultima scusa per dare appalti e consulenze e magna de qua e magna de là.
Inoltre si pone il problema, in mancanza di open standard, di monopolio da parte di chi per primo compie il lavoro di migrazione. Con annessi e connessi. Poi si pone il problema di applicativi che da Open diventano Non Open (openoffice è ormai sotto Oracle, la quale notoriamente non sviluppa cose gratis...)
finalmente! era ora.. per gli ignoranti che dicono che si abbattono i posti di lavoro vadano a chiederlo ai dipendenti della Foxxcon (Apple..) che si sono suicidati invece vadano a chiedere alle ditte che propongono e sviluppano il software libero quante opportunità ci sono. Parlare senza saper di cosa si sta parlando è uno sport comune di sti tempi ed è molto pericoloso.. ci sono i mezzi..informatevi!! Sennò a che serve l'INFORMATIca se non ti INFORMI??
Il costo per migrare su piattaforme completamente Open, in termini di consulenza sistemistica è altissimo. Per cui basta con sta storia del risparmio, non esiste. Che poi nel lungo periodo si possa creare un circolo virtuoso perchè al posto di rinnovare le licenze si implementa una piattaforma libera vero anche questo. Ma anche qui per l'implementazione se non c'è uno standard e si cambia ogni 2 o 3 anni il sistemista...siamo daccapo e i costi lievitano, poichè si rifà tutto da zero...
Era ora... possibile che i cittadini che si appassionano alle nuove tecnologie, usano l'ipad anche al cesso, non riescano a capire quanto ci stanno fregando? Meno male che c'e' qualcuno con una sensibilità maggiore e da forza alle idee di libertà, grazie.
p.s.: X Walter da Storo.. Openoffice è gratuito anche per le aziende.
Mah... due anni fa ho tentato di indirizzare tutto il software della mia attività sull'open source. Da qualche mese sono tornato mestamente al software non open source. In termini di produttività non c'è purtroppo paragone. La gallina dalle uova d'oro è un miraggio. Scommetto su un sacco di disservizi quando, se, la PAT migrerà davvero sull'open source. Con relativi costi annessi... quindi... alla fine risparmio zero.
Credo che vi sia molta disinformazione in relazione al concetto di open source e penso che nemmeno chi ha votato la legge abbia le idee chiare. Open source non significa gratis e ancor meno equivale a perdere posti di lavoro. Le aziende nate nell'ultimo ventennio sulla base di software open source sono infatti moltissime.
era ora...
@tutti
Ma per voi quando si parla di software è solo il pacchetto Office? Ma sapete cosa c'è sotto a più di 5000 postazioni? Non è il costo di un MS Word a fare la differenza...
Non c'è sw free che gestisca una struttura così complessa, e il supporto che si ha pagando un sw vuol dire avere disservizi minimi e ristretti di intervento.
Oltretutto la PAT usa OpenOffice da parecchi anni.
La gente sa troppe poche cose pensando di sapere tutto.
PS: Io sono un privato.
Forse la Microsoft non ha "foraggiato" bene la "magnadora"????
"permettendo l'implementazione di optional sui software standard, che con il pacchetto Microsoft non è possibile."
Ma le favole da dove le tiriamo fuori? Ms SPENDE un sacco per promuovere lo sviluppo di plug-in, ecc. per le sue piattaforme. Oltre a strumenti professionali, Office ha un potente strumento di sviluppo integrato! Per favore, BASTA disinformazione, a prescindere dalla bonta' delle scelta, non e' possibile scrivere senza verificare i fatti!
"Chissà come la prenderà Bill Gates" ma e informarsi prima di scrivere? Bill Gates ha lasciato MS da piu' di due anni! Sveglia giornalisti!!!! Ma d'altronde verificare quello che si scrive in Italia non e' uno sport diffuso....
forse qualcuno non aveva capito che la Provincia paga Microsoft per stare qui e produrre nulla, solo per tenere in piedi qualche posto di lavoro finto e fare bella figura..se qualcuno in Italia decide di tenersi i propri soldi beh amici e corregionali tenetevi forte ci sarà da ballare.
Il progetto e' molto interessante, spero che la questione OpenData vada un pochino aldila' di certi commenti e diventi una realta' tangibile.
Che poi l'articolo dia un taglio alla legge piu' di combattimento contro microsoft che di una battaglia a favore della gente comune e' ormai un classico.
Diaolin
P.S.: si, sono uno che usa Software Libero da una vita...
mi permetto di dire che non ho trovato un commento decente. E mi rivolgo anche al/alla sig/signore/a "informatica". Openoffice è gratuito per tutti i cittadini. Per le aziende è a pagamento: ma costa una miseria rispetto a microsoft office. Sveglia! E poi openoffice, anche se un pò diverso da Office della microsoft, è semplicissimo da usare ed ha tutte le funzioni E DI PIÙ della suite del buon Bill Gates. Non sparate cacchiate quindi.
Tutto bello ma Microsoft si fa pagare le licenze anche perchè paga dei dipendenti, mentre l' Open Source non crea posti di lavoro se è tutto gratis. Non c'era bisogno di lavoro per i giovani...
daccordo tutta la vita con
Cicillo, lo sanno tutti che funziona così, chi si ostina a parlare del contrario o ci lavora dentro o ha qualche intrallazzo.
Basta fare qualche stage per rendersene conto
@Cicillo e altri: è un po' di tempo che le postazioni di lavoro (excel+word compresi) non sono più gestite da Informatica Trentina. Sono in mano a una azienda a capitale interamente privato, efficiente per definizione, proprio come vuole Mario. Non ve ne eravate accorti?
@il mio nome e' mai piu'
al contrario di te io ho letto benissimo.
L'articolo parla solo dell'esempio di utenti privati e piccole ditte, io dico che sono molte anche le PA.
A questo punto suppongo tu debba esser stufo di te stesso.
@Paolone: se leggo il giornale al lavoro e spero che Monti "si accanisca" contro Informatica Trentina nella speranza che questo basti a saziarlo... probabilmente lavoro in un ente pubblico...
Se penso a quanto venne strombazzata la collaborazione P.A.T. - Microsoft...
Ohh, oggi tutti esperti IT! Daltro canto leggo il giornale su internet al lavoro, vuoi che non sia un'esperto?
Sapete solo lamentarvi.
per me free (o open) source significa invece proprio GRATIS!!
ci potranno essere costi di conversione della documentazione, ma saranno solo una tantum!
A regime non vi sarà nessun costo di licenza nè di manutenzione del applicativo.
ED ERA ORA GRANDE CHE MOLLASSERO MICROSOFT, che dei suoi "superpoteri" non si sa proprio che farsene
@ezechiele
troppo facile dare dell'allocco a tutti. una gran parte degli uffici usa word nel 99% dei casi...come se scrivesse le ricette. poi userà una mail.quindi di cosa stiamo parlando? non mi si dica che insegnare ad usare le funzioni base di equivalenti di word o access o altro per operazioni spesso banali sia incredibile o dispendiosissimo per favore!
ales è meglio arrivare tardi o non arrivare mai?anche perché tardi per modo di dire rispetto a gran parte d'italia
Se il software open sarà gestito come tutte le procedure informatiche pubbliche da informatica Trentina i costi lieviteranno di 10 volte.
E poi informatica trentina non dovrebbe essere chiusa per ordine di Monti.
Cos'è una delle tante scuse per mantenere in vita il carrozzone ?
Quante ignoranza: open source non significa "gratis" ... l'allocco crede di risparmiare dei soldi sulle licenze, ma poi si trova addosso costi di migrazione e assistenza. Chi usa Office/Word per scriversi le ricette di cucina potrà anche usare Open Office, ma non esistono strumenti alternativi per le funzionalità più potenti di Excel o Access.
Quindi pagavamo un progetto microsoft ( strombazzato e finito male ) e non avevamo neppure del software gratis??
che affaristi...
e poi appunto FREEsoftware non vuol dire gratis; Monti vuol far chiudere informatica trentina ( giustamente ) e questo progetto serve a tenerla in piedi
il trentino arriva in ritardo, come quasi sempre nelle cose tecnologiche, anche se strombazza avanguardie inesistenti
e voi criticoni cosa avreste fatto? tirate fuori proposte, avanti!
sempre a lamentarsi e deridere vero? alcuni non conoscono i programmi? li impareranno. non vuol dire gratis? è vero però siete gli stessi che nei blog di settore si agitano sul monopolio microsoft e starnazzano auspicando di uscirne e ora...lamentarse del brò grass!
Non so se i 3/4 dei dipendenti pubblici non sa usare il Word/Excel originale come dice max83, di sicuro lo usano a farla grande al 10% delle potenzialità (come macchina da scrivere, insomma). Adesso partirà il business dei corsi per per insegnare le differenze di uso fra il sw libero e quello proprietario. Mah! Forse questa operazione doveva essere fatta come minimo 10 anni fa.
Ma sapete quanto costa passare ogni singolo computer da Microsoft a open source? E Informatica Trentina è in open source? E il Parlamento? Piantiamola di correre dietro alle mode.
Ma già 3/4 dei dipendenti pubblici non sa usare nemmeno il Word/Excel originale, se passi al free, il quale non è proprio uguale uguale uguale, saremo poprio alla frutta..tant'è per risparmiare va bene..
Free software gestito da Informatica Trentina a costo tre volte tanto per postazione di lavoro. Bel risparmio!
x Lorenzo:
cosa non ti e' chiaro nella frase "seguendo l'esempio di un sempre maggiore numero di utenti privati e piccole ditte"?
No perche' mi sono un po' stufato di gente che commenta senza leggere.
però ricordatevi che open source non vuol dire gratis...
Dall'articolo sembra che la PAT sia il primo ente pubblico a passare all'open source. La realtà è che molte amministrazioni pubbliche italiane ed anche alcuni stati usano esclusivamente software open source da diversi anni.