Le imprese turistiche trentine stanno vivendo una fase di profonda incertezza. Se un andamento positivo si registra nelle zone dove è forte la presenza di ospiti stranieri, come nell'Alto Garda e nella zona di Levico, nel resto del territorio provinciale sarebbe sensibile il calo delle presenze, con una diminuzione media del volume d'affari pari al 10% rispetto allo scorso anno, con qualche punta del 20%. Sintomo della riduzione della capacità di spesa delle famiglie italiane.
La fotografia della situazione è del presidente dell'Unione albergatori Giovanni Bort, che ieri mattina ha incontrato l'assessore provinciale al turismo Tiziano Mellarini con il resto del consiglio dell'Unat. Bort ha manifestato una certa preoccupazione per l'abbassamento dei prezzi come reazione al calo delle presenze. I membri dell'Unione hanno chiesto dunque all'assessore di tornare a discutere di prezzi minimi, affinché la fatica e gli investimenti di chi ha investito sulla qualità riconvertendo le proprie imprese non siano stati inutili: «Lo sforzo di chi si è attivato per elevare l'offerta turistica viene vanificato dalla "svendita" del territorio con promozioni di ogni genere».
«Purtroppo non posso fare nulla - è stata la risposta di Mellarini, affiancato dal proprio dirigente generale Paolo Nicoletti - In un periodo di forti pressioni verso le liberalizzazioni del governo italiano ed europeo, è impensabile che l'ente pubblico assuma provvedimenti. Tocca agli operatori parlarsi e fare squadra. I territori devono dialogare e trovare una soluzione al loro interno».
Non manca poi una certa ansia a causa dell'occupazione. Secondo alcuni consiglieri, ad esempio, il sistema degli amortizzatori presenterebbe numerose anomalie che distorcono il mercato. È toccato dunque all'assessore al turismo chiarire che «finché la competenza non passerà ufficialmente alla Provincia, come peraltro previsto dall'Accordo di Milano del 2009, non è possibile intervenire. L'idea della Provincia è di creare una cassa al pari di quella edile, che garantisca continuità e sicurezza a chi lavore nel settore».
«Il turismo - ha aggiunto Mellarini - è il settore trainante del Trentino, è la vera industria, però abbiamo pochi manager turistici. dobbiamo fidelizzare e qualificare la professione turistica». E l'assessore ha pure strigliato il sistema bancario: «In alcuni casi le banche non finanziano progetti anche largamente garantiti, dovrebbero invece credere di più nelle imprese e lavorare al loro fianco».
Tra gli altri temi trattati nel corso dell'incontro, la necessità di fornire dati più dettagliati e non limitati soltanto ad arrivi e presenze, e l'importanza di promuovere eventi di livello come i ritiri estivi delle squadre di clacio, le infrastrutture per attirare turisti e l'organizzazione di campagne promozionali. Le opere richieste dagli albergatori riguardano campi da golf e sentieri per le mountain bike, sport in larga crescita. «È la disciplina sportiva con il maggiore appeal - ha commentato Mellarini - e cercheremo di trovare una soluzione per il divieto, comprensibile, di percorrere alcuni sentieri di montagna». Della questione si starebbe occupando una commissione ad hoc, che si occupa di far convergere le varie esigenze. Accannto a questa ipotesi, esiste l'idea di realizzare piste apposite per discipline specifiche come il downhill.
Per quanto riguarda la promozione, infine, l'accordo siglato fra Trentino Marketing ed alcune reti televisive nazionali permetterà di associare la promozione del territorio provinciale con le previsioni meteo: «In base al tempo previsto sarà promossa un'attività compatibile con il tempo previsto, suggerendo che in Trentino praticamente non esiste il maltempo» ha illustrato l'assessore, secondo il quale la Spa di marketing manterrà la propria autonomia all'interno di Trentino Sviluppo.




21 commenti
Poco male per quest'anno (e per un paio di anni prossimi venturi) i signori albergatori non cambieranno la mercedes, il bmw o il suv e se ne staranno un po' tranquilli che il periodo delle vacche grasse è finito.....
Inizio di luglio,voglio farmi qualche giorno in montagna.mando una mail a 12 hotel di una valle dell'Alto Adige.I 3-4 stelle mi confermano che sono pieni!(da notare che il prezzo a giorno va dai 60 ai 150 euro circa a testa in mp). L'unica camera che trovo disponibile è in un garnì a due stelle!(ci vado volentieri)
Forse cari albergatori trentini l'offerta che voi proponete non è sinonimo di qualità come i vostri vicini altoatesini!!! FINITELA DI LAMENTARVI
Pure tu Gatthauser con la sintassi non scherzi...
Dias, piuttosto che andare a L'ESTERO, è meglio che impari prima l' italiano.
Io farei una legge che se prima non imparate la grammatica a dovere dall' Italia non uscite. Ma sai quanti danni fate ?
Andare a l'estero costa 50% in meno andiamo tutti a l'estero fino chi non calano i prezzi in Italia
Ma chissà, a quelli che prendono in giro direi che non conoscono i sacrifici che comporta quel tipo di professione. Sul Garda ringraziamo i tedeschi che comunque ci sono; quelli che si lamentano son forse i soliti impiegati pubblici che il turismo mantiene. Mi raccomando tra una pausa caffè e l'altra guardatevi bene le pubblicità delle isole della micronesia dove andrete a fare le vacanze
@mah: A S.Domingo un cameriere viene pagato 200/300 $ al mese, ad esempio, ma la camera la paghi come in Italia se non di più. Stesso per Maldive, Indonesia... Guarda, io il mondo l'ho girato tutto, non dico che in Italia siamo certo d'esempio ma occhio a parlare di qualità fuori dall'Italia. Esempio? Parigi, 10 gg fa, 4 stelle sup. e cimici nel letto. Ne ho a iosa se vuoi...
Se si lavora alla pene di veltro è chiaro che le presenze calano. Con la Germania così in forma e la Cecoslovacchia sempre più presente quest'anno dovrebbe essere invece un +20%. Personalmente sono ad un +14% rispetto all'anno scorso. Poi, come ho detto, se uno lavora con gli italiani sono peni non dolci. Incontestabile.
Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari
(Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261). Ben pochi, credo.
Si tratta di un referendum, si, l’ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica.
La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012
< Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari
(Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261). Ben pochi, credo.
Si tratta di un referendum, si, l’ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica.
La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012
non preoccupatevi albergatori, presto la PAT risolvera' con qualche bel milione di euro da erogare per farvi stare tranquilli anche quest'anno!!! non disperate, arriveranno! invece di puntare sul turismo leggero, sul territorio da salvaguardare, solo alberghi di super lusso con spa! ma chi credete possa piu' permettersi questi prezzi e poi per vedere cosa? vigneti e meleti ovunque? ma per favore!!!!
Caro Giovanni Bort anchio sono preoccupato per il calo nel mio potere di acquisto, con dirti che da DUE anni non andiamo in feri (ho due figli minoreni): SOLDI NON NE HO. Capisci Bort? e tu credi che questo problema è solo mio da mandarmi a c..g.re? No! cari albergatori siamo in crisi. Dovete scendere nella realtà, grazie mille.
Che strano, con la crisi che c'è il calo si contiene solo nel 20%? Il popolo comune ha rinunciato a ben più del 20% dei suoi soliti e necessari consumi! Speriamo non intervenga il solito "aiuto" della PAT.
Francesco-Riva del Garda (albergatore!)
i "piagnoni" si preparano , mellarini e panizza pure...
Ero preoccupato , siamo al 18 luglio e gli albergatori dovevano ancora lamentarsi del calo-presenze !!! Meno male che poi ho visto questo articolo !!! Tranquilli amici albergatori , adesso dellai vi manda i soliti soldi pubblici, così il SUV potete cambiarlo anche quest'anno !!!
sinceramente non condivido la posizione del presidente degli albergatori sulla necessità di mantenere alti i prezzi...
forse anche questa è una delle cause del problema.
Perchè all' estero, in molte località, riescono ad offrire la stessa qualità a prezzi di molto inferiori???
E' inevitabile, dobbiamo mettercela via.
Sul fatto poi che con un po' di offerta migliore si possa recuperare un po', è un altro discorso.
Comunque che non sia sempre la scusa dei finanziamenti a pioggia.
Ovvio ci sia un calo, gli stipendi da terzo mondo degli italiani se ne vanno ormai tutti in alimentari, carburanti, tasse, bollette, ecc..
Quando si è abituati al filetto...
io sostituirei il "fino al 20%" con "almeno del 20%"