Lo hanno ritrovato privo di vita lungo il sentiero che stava percorrendo in sella alla sua mountain bike, all'altezza di malga Lanciada, nei boschi sopra Tione. Ancora non è chiaro se a stroncare Sandro Vettori, di soli 54 anni, sia stato un malore oppure un trauma successivo alla caduta.
A ritrovarlo, sono stati i suoi stessi familiari, attorno alle 21 di ieri: preoccupatisi nel non vederlo rientrare a casa, a Roncone, per cena, hanno battuto palmo a palmo i sentieri del circondario, che il cinquantaquattrenne amava percorrere in sella alla sua bicicletta appena aveva un momento libero.
L'allarme è stato immediato, non appena i familiari hanno potuto scendere quel che basta dai 1.200 metri circa perché i telefoni cellulari recuperassero il segnale: sul posto si è subito portata un'equipe sanitaria del 118, ma per Vettori, non c'era ormai più nulla da fare: i medici, di fronte ai parenti attoniti e ammutoliti dal dolore, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Ancora non è chiaro - oltre alla modalità in cui si è consumato il dramma - neppure l'ora della disgrazia: quel che è certo è che Sandro Vettori, era partito da casa nel tardo pomeriggio, procedendo da Roncone verso Bondo, per poi lasciare il fondovalle e salire per i sentieri che conducono, più in alto, verso la Val Breguzzo. Da Pradibondo aveva puntato verso malga Lanciada, lungo sentieri che aveva percorso centinaia di volte.
Ma arrivato nei pressi della malga, qualcosa non è andato come tutte le altre volte: saranno ora i carabinieri della stazione di Tione e della compagnia di Riva del Garda a dover stabilire con esattezza che cosa. Un malore, l'ipotesi che fino alla tarda serata di ieri sembrava più probabile, oppure una caduta che gli ha procurato traumi che non gli hanno lasciato scampo.
Sandro Vettori, che lascia la famiglia con tre figli maschi, era conosciuto in tutta la Valle del Chiese: lavorava da tempo come operaio allo stabilimento di Condino della Cartiera di Carmignano, ed aveva una passione profondissima per la bicicletta: era tesserato con la locale società ciclistica, il Gruppo sportivo Amici del Pedale di Roncone, con il quale aveva partecipato a numerose corse non competitive, come ricorda il presidente Bernardo Amistadi: «Amava molto la mountain bike, e soprattutto utilizzarla per pedalare nei boschi, tanto che preferiva spesso uscite in solitaria, come ieri. Con noi correva ogni tanto: ricordo le partecipazioni alla Vecia Ferovia della Val di Fiemme, ad esempio. Ma anche alla Granfondo dei Sibillini, nelle Marche».
Vettori, oltre alla passione per lo sport e la natura, era anche uomo dalla religiosità profonda: era infatti impegnato nel movimento dei Focolari. Per Roncone e la Valle del Chiese, un nuovo triste momento dopo quello di appena qualche settimana fa, per la scomparsa dei coniugi Stefano Fioroni e Laura Bazzoli. Le. Po.
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2 commenti
Ciao Sandro,
ti ricorderò sempre, per avermi accompagnato nella difficile salita in MTB al passo Bregn de l'ors e in altri momenti difficili della mia vita.
Roberto Marchioro
Condoglianze alla famiglia. Vorrei solo aggiungere che la foto che avete messo su l'Adige online e cartaceo si riferisce a Malga Cengledino e non a Malga Lanciada. Saluti