BORGO - Stop alle operazioni chirurgiche d'emergenza nel fine settimana all'ospedale San Lorenzo. Il provvedimento, per ora provvisorio, è stato adottato da poco tempo e comunicato in questi giorni agli amministratori della valle. Ne ha discusso anche il consiglio della salute che ha preso atto di una decisione che non è però definitiva.
L'Azienda provinciale servizi sanitari ha fatto sapere che in questo periodo verrà garantita la presenza di un chirurgo nel fine settimana per gli interventi di pronto soccorso. In caso di necessità e di emergenza, però, è previsto l'immediato trasporto del paziente all'ospedale Santa Chiara di Trento.
Una situazione, quella del San Lorenzo, al centro di una interrogazione presentata dai due consiglieri di minoranza di Borgo, Patrizia Dallafior e Stefano Bellumat , al sindaco di Borgo Fabio Dalledonne.
«Nel programma di governo di tutti i gruppi consiliari dell'attuale amministrazione ci si impegnava a sostenere e valorizzare il presidio ospedaliero, soprattutto nella salvaguardia dei servizi di primo livello sul territorio e con la garanzia di offrire uguale dignità a tutti gli ospedali periferici. Ora, una delle preoccupazioni di cui ci facciamo portavoce è la crescente preoccupazione della cittadinanza per il reparto di chirurgia. La recente nomina a primario del dottor Marco Fichera ha sancito la presenza di un professionista locale di indubbia professionalità e competenza con l'Azienda sanitaria - si legge nell'interrogazione - che oltre al primario ha previsto sei chirurghi nella nostra pianta organica periferica di chirurgia e la messa a punto di un nuovo reparto di ortopedia nel nostro ospedale».
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3 commenti
Purtroppo invece tutti noi Trentini ci aspettiamo sempre in ogni ambito l'intervento della Provincia che e' percepita come una entita' quasi esterna alla realta' dispensatrice di ogni bene solo apparentemente a costo zero e con risorse infinite. Il mondo sta cambiando rapidamente e sarebbe utile che ii trentini iniziassero a tornare con i piedi per terra...
I cittadini trentini dovrebbero essere informati dei costi di tutti i servizi locali ed in qualche modo responsabilizzati. Nel caso di Borgo gli extra costi per il mantenimento in loco di strutture onerose dovrebbero essere in qualche modo fatti pagare ai cittadini della Comunita' di Valle che ne usufruiscono.
E' ora di finirla: il cittadino trentino è abituato ad avere tutto sotto casa ma ci sono delle realtà che non possono sostenersi.
E' giusto che ci sia un pronto soccorso ma non tutta una struttura replicata al Santa Chiara