Siamo in recessione e da quindici anni l'economia italiana ristagna, ma c'è un settore che brilla: il fotovoltaico. Nel 2011 siamo stati i primi al mondo per crescita, con 9,3 Gw istallati, contro i 7,5 della Germania e gli appena 1,5 in Francia e Stati Uniti. Siamo ormai anche la seconda «potenza» mondiale dopo la Germania (ahimè solo in questo settore), con 12,7 Gw istallati (fine 2011), contro i miseri 4,2 degli Usa e 2,5 della Francia. È però un primato che pagheremo caro, visto che nell'anno in corso il Gse dovrà erogare sussidi per circa 6 miliardi, scaricandoli sulle bollette elettriche. In Germania il costo totale per sussidi è solo di poco più alto, ma loro hanno istallato 25Gw, cioè hanno sostenuto un costo per unità di potenza pari a poco più della metà del nostro.
Basterebbe questo a sottolineare la folle e scriteriata generosità dei nostri incentivi nei due anni passati, e gli enormi profitti che abbiamo offerto a chi ha approfittato della «sbadataggine» dei ministri allora in carica. Oltre a loro, ne hanno tratto beneficio soprattutto i produttori di pannelli cinesi.
Recentemente però il ministro tedesco della Tecnologia (Philipp Rosner) ha dichiarato che il balzo dei sussidi al fotovoltaico è «una minaccia per l'economia». Anche la Germania, come la Spagna, si appresta a un brusco taglio negli incentivi, e lo stesso avverrà in Italia con l'entrata in vigore del nuovo decreto presentato dal ministro Passera (quinto conto energia). Abbiamo fatto un gran bel falò, però con la paglia, e ora ci saranno chiusure di imprese e cassa integrazione anche in questo settore, mentre resterà un macigno di 120 miliardi da pagare sull'arco dei prossimi venti anni.
L'Autorità per l'energia e il gas (Aeeg) ha recentemente aggiornato la stima del costo annuo della bolletta elettrica per un consumatore tipo (consumo di 2.700 KWh): i sussidi alle energie rinnovabili e assimilate generano un aumento del 21% del costo, quelli al solo fotovoltaico del 13%. Circa la metà dell'incremento totale della bolletta elettrica negli ultimi due anni è dovuto proprio alla «esplosione» dei sussidi alle rinnovabili, e la Aeeg ha già previsto un ulteriore incremento del 5% circa.
La forte crescita della produzione da fonti rinnovabili avviene mentre scende la domanda complessiva di energia elettrica. La produzione nazionale è diminuita da 314 TWh nel 2007 a 301 nel 2011; nei primi quattro mesi del 2012 v'è stato un ulteriore calo del 3% rispetto all'anno precedente. Diminuisce la produzione termoelettrica (e restano sottoutilizzati impianti efficienti) mentre aumenta la quota delle rinnovabili; il fotovoltaico è salito, nei primi quattro mesi dell'anno, al 5,14% del totale (era l'1,35% l'anno prima). Potrebbe sembrare una buona notizia, non fosse per il fatto che sostituiamo fonti che costano 60-65 euro a MWh con fonti che costano 430-450 euro a MWh, con conseguenze per il tenore di vita e la competitività del paese ben immaginabili.
L'apporto che la nostra produzione fotovoltaica darà al miglioramento della qualità dell'aria del pianeta può ritenersi pressoché nullo, e comunque straordinariamente caro. Si stima che ridurre una tonnellata di CO2 producendo energia fotovoltaica costi attorno a mille dollari, mentre sul mercato europeo il prezzo è di 8 dollari.
Un aspetto poco noto è poi lo sbilanciamento della rete dovuto alla forte variabilità della produzione fotovoltaica ed eolica. Si stima che, nei prossimi mesi da giugno a settembre, la produzione fotovoltaica rappresenterà più dell'8% della produzione totale, ma nelle ore centrali del giorno questa quota potrà salire al 30%, per di più concentrata in alcune Regioni come la Puglia. Se la rete non riesce ad assorbirla, l'energia prodotta non viene ritirata dalla Terna ma è ugualmente pagata (come già avviene per l'eolico): oltre al danno anche la beffa. Le energie rinnovabili hanno comunque precedenza per accesso alla rete: quando queste producono, le termoelettriche devono chiudere, salvo poi essere pronte a ripartire la sera, se cala il vento o quando il cielo si rannuvola.
Quanto sarà il costo richiesto da chi gestisce centrali termoelettriche per tenere a disposizione tanta capacità di riserva? Già oggi è aumentato di molto il costo dell'energia tra le 19 e le 21. Si parla poi di costruire enormi sistemi di batterie per accumulare l'energia in esubero: ma sono follie che può permettersi un paese in via di impoverimento come il nostro?
Giorgio Ragazzi
Già economista al Fondo Monetario Internazionale, tra il 1980 e 1984 è stato direttore esecutivo della Banca Mondiale. Oggi svolge attività di consulenza




21 commenti
Bravo Jack! Proprio gli economisti parlano! Ridicole macchiette.
Quando l'obiettivo e' il guadagnarci in salute, nessuna spesa va condannata..
Non per demonizzare nè nucleare nè fotovoltaico, con i risvolti negativi ormai noti per entrambi. Pericolo di terremoti, stoccaggio scorie ecc; rese insufficienti, costi elevati ecc per il fotovoltaico.
Entrambi migliorabili tuttavia, insieme al mixer delle fonti energetiche. Estromettendo dalle decisioni mafie e speculatori di ogni genere.
Invece di dire le cose come stanno, i politici fanno da megafono alle varie lobbies, e danno ascolto a chi gli darà il voto. Hanno disatteso il loro compito di programmare, valutando i pro e i contro. Per il nucleare, il fotovoltaico e tutto il resto. Dopo tanti errori in campo economico, è ora di cambiare registro! Basta con le deleghe! Una politica partecipata e trasparente non farebbe tali errori!
Mah... non ci capisco molto in questi ragionamenti. Quello però che capisco molto bene è che questi economisti sono gli stessi che hanno impostato l'attuale sistema economico che fa acqua da tutte le parti. Quindi, per quel che mi riguarda, le opinioni di questi soloni della sola sono carta straccia, null'altro.
è solo un parere e come tutti i pareri ne prendo atto,i fatti sono che se non c'erano gli incentivi col cavolo che recuperavamo anni di ritardo per le risorse rinnovabil.Una cosina volevo segnalare questi saranno incentivati ma lo stato non paga un cent. per 20 anni per riparazioni e manutenzioni e questo non conta?
Se stati come Germania, Francia e stati del nord europa non hanno preso esempiop dall'Italia è perchè hanno visto ancora prima che non era alla fine un energia in cui si puo guadagnare..., cmq pure i pannelli non sono molto ecologici per il loro smaltimento!!
Il vero errore è stato dare incentivi a tutti, alla fine chi ci perde è chi non ha fatto il fotovoltaico perchè si vedrà aumentare la bolletta senza un vero motivo se non per pagare gli incentivi di chi ha fatto il fotovoltaico
Andreas tanto per informarti ci sono centrali nucleari in Francia, in Slovenia e Germania e non mi sembra siano stati lontani dall'Italia....anzi sono alle porte se salta una centrale li pensi che i danni qui non si sentirebbero??? Poi è ora di piantarla con la storia delle scorie ecc, ormai pure le centrali nucleari sono pulite, quelle pericolose son quelle vecchie
Leggere sotto che il nucleare era la soluzione non contando quanto viene a costare a livello di manutenzione e arricchimento dell'uranio oltre a costruire depositi per stoccare mi viene assai da ridere. La soluzione sarebbe semplice aumentare la produzione elettrica dalla geotermia e dalle maree e togliere gli incentivi a chi produce energie false come quelle assimilate.
Pare che in Germania il fotovoltaico sia in crisi , ci hanno solo anticipato.....mentre qui pensavano a guardare nelle mutande del Berlusca , se lo lasciavano lavorare ....aveva visto lungo anche con il passaggio al nucleare....
Finalmente qualcuno che dice la verità. L'importante è sapere che il fotovoltaico costa tantissimo e che il bilancio della CO2 è pari a zero, poi se agli italiani va bene, andiamo pure avanti così.
è vero che le energie rinnovabili hanno un costo ma è di molto inferiore a quello che pagheranno le generazioni future per i danni che stiamo producendo al pianeta con i combustibili fossili. Le tecnologie per le fonti rinnovabili sono già ad un buon livello ma sono spesso frenate da poteri forti che si oppongono allo sviluppo e ispirano anche valutazioni distorte come quelle contenute in questo articolo!!
Per una volta molti paesi europei dovrebbero prendere esempio dall' Italia
che articolo, spero che L'Adige dia spazio anche a chi la pensa in modo differente....poi dire che l'occasione per l'Italia era il nucleare.....neanche il tg4 di fede sparava boiate del genere
E' un articolo un po' tendenzioso. Gli incentivi costano ma si deve tenere conto del crollo del prezzo dell'elettricità alla borsa dell'energia nelle ore centrali della giornata, quando la domanda è più alta e il fotovoltaico produce al massimo...
E la posizione dell'Adige, nei confronti delle energie rinnovabili, quale verrebbe ad essere?
Sembrerebbe critica,
e tutti quegli inserti che avete pubblicato fino a qualche mese fa dove si decantavano le meraviglie del solare, la salvaguardia del pianeta , i nuovi posti di lavoro creati, la possibilità di risparmio per le famiglie, l'esaltazione della Green generation?
Come cantava Jannacci
" Se me lo dicevi prima...."
Ma il sig. Giorgio Ragazzi viene a dircelo solo adesso? Poteva parlare prima sarebbe stato più utile.
Ci dica il signor Ragazzi cone è composto il costo della bolletta, quanto stiamo ancora pagando per il nucleare che non esiste più. Se non compriamo petrolio togliamo potere a qualcuno e questo non piace ai potenti.
è vero che le energie rinnovabili hanno un costo, ma è anche vero che ci è stato imposto da un trattato firmato dal nostro governo.
se si può fare un a critica veritiera è che molte imprese hanno approfittato del busines, mentre andavano incentivati, a mio avviso, solo i privati.
In merito poi al fabbisogno di energia elettrica, vi ricordate qualche anno fa quando gli amici di Silvio volevano il nucleare? non era sufficiente!
oggi invece a quanto pare avanza..... boh..!!!!
Complimenti, bellissimo articolo! L'occasione dell'Italia era il nucleare, purtroppo e' andata persa.
Buoni tutti ad installare fotovoltaico per ricavare massicci sussidi dell' Ente pubblico. E si sa che in questo MEGA AFFARE ci stanno entrando massicciamente le mafie varie come nell'eolico. Saremmo i detentori quasi record di produzione energie rinnovabili ma quanto ci costa in fatto di denaro (paghiamo tutti in bolletta) ed in fatto di infiltrazioni di delinquenza organizzata?