Alberto Pacher:  «Metroland si farà»

L'intervento di Alberto Pacher

 

 

Tra i tanti pericoli che la crisi che stiamo attraversando porta con sè vi è anche, e certamente non all'ultimo posto, quello di «perdere il filo del discorso», di frammentare il senso della propria visione politica, di farsi rinchiudere in un percorso obbligato basato sulla prevalenza del pensiero di tipo tecnico-finanziario.


Sulla drammatica serietà della crisi che stiamo attraversando è inutile tornare in queste righe, così come mi guarderò bene dall'avventurarmi nella produzione di visioni di scenario. D'altra parte, anche il recente Festival dell'Economia ci ha dimostrato abbastanza chiaramente come se sulla diagnosi di questa malattia dei nostri sistemi finanziari vi è una certa qual convergenza, sulla prognosi e sulla terapia il quadro è certamente più variegato, quando non addirittura piuttosto disorientato sull'individuazione di possibili vie di uscita.
Fatto sta che la cifra che mi pare caratterizzare il momento che stiamo vivendo è, e temo sia destinata a rimanere abbastanza a lungo, quella dell'incertezza. Incertezza sui tempi di questa crisi, ma anche incertezza su «cosa sarà di noi», delle nostre consuetudini, della nostra qualità della vita, della nostra collocazione sociale, del nostro lavoro, della nostra sicurezza sociale. In buona sostanza, del nostro futuro.

 

 

Ora, questa incertezza, che attanaglia con diversa intensità l'intera Europa, nel nostro Paese è accuita da una disarmante afonia della politica, dallo scolorare progressivo di un pensiero politico in grado di almeno abbozzare un disegno di futuro. Il governo Monti si affanna nel duplice, lodevole, sforzo di contrastare le manovre speculative che investono anche in nostro Paese, da un lato, e di recuperare il gap funzionale in cui lunghi anni di mancate riforme hanno sprofondato l'Italia, dall'altro.

 

I partiti, dal canto loro, stanno cercando di risolvere alcune delle distorsioni più marcate del sistema della rappresentanza democratica, legge elettorale in primis. Mi pare che da questo quadro manchi qualcosa, quel qualcosa capace di dare un senso alla fase che stiamo vivendo, anche di dare un senso alle fatiche che stiamo vivendo e a cui saremo chiamati anche in futuro. Manca, appunto, un discorso politico, una proposta di futuro, la definizione di una prospettiva o almeno di qualche linea guida che apra la porta ad una speranza di futuro basata non su un ottimismo di facciata (su questo mi verrebbe da dire che il nostro Paese ha, ahimè, già dato anche troppo in questi ultimi anni) ma sulla fiducia nelle proprie capacità di capire, di vedere e di fare, sulla ragionevole certezza di alcuni fondamentali. E, come sempre succede, ogni spazio lasciato vuoto dalla politica viene immediatamente riempito da qualcosa d'altro. In momenti come questo, dove manca la proposta prevale quasi sempre la protesta.

 

 

Ma veniamo a noi. Il Trentino è, come tutte le altre Regioni, investito in pieno dall'onda della crisi e, come tutte le altre Regioni, partecipa allo sforzo collettivo di risanamento della finanza pubblica nazionale finalizzato a conseguire un duraturo equilibrio del bilancio dello Stato. Negli ultimi tre anni è andato componendosi un complesso quadro di interventi finalizzati da un lato a ridurre la spesa, soprattutto per quanto riguarda il funzionamento del sistema pubblico provinciale, e dall'altra a sostenere per quanto possibile il sistema produttivo provinciale e quindi l'occupazione.

 

 

Nel periodo 2008 - 2012 la spesa corrente, compresi gli interventi anticongiunturali a sostegno del reddito dei singoli e delle famiglie in difficoltà, ha registrato un tasso medio annuo di crescita pari al 2,8 come valore nominale e 1,2 come valore reale. A titolo comparativo, nel periodo 1998 - 2003 il tasso medio era al 3,5% come valore reale.
Come è noto, è stato definito e avviato un programma di contenimento della spesa dedicata al funzionamento dell'apparato amministrativo pubblico il cui obiettivo è di abbattere del 10% i costi del sistema, conseguendo in tal modo un risparmio di almeno 120 milioni all'anno. Il tutto in un quadro in cui la ricerca dell'equilibrio tra contenimento della spesa e mantenimento dei livelli occupazionali è quanto mai difficile.

 

 

E poi gli interventi a sostegno del sistema economico provinciale. Si tratta di interventi conosciuti e di cui si è ampiamente dibattuto in tante sedi, destinati sia a stimolare la domanda privata (incentivi per le ristrutturazioni e il risparmio energetico) che a sostenere sul fronte finanziario e dell'accesso al credito le imprese del territorio.

 

 

È chiaro per tutti, credo, che questi interventi non si pongono nell'ottica di mettere al riparo il nostro sistema dagli effetti della crisi: nessuno in Europa si può porre obiettivi di questo livello, al di fuori di - sempre possibili - deliri di onnipotenza. Si trattava e si tratta di cercare di mantenere aperti dei margini di agibilità operativa, di favorire gli sforzi di chi non si arrende, di estendere il tempo dei processi, non fosse altro che per attenuare l'immediatezza degli effetti della crisi (leggi, perdita di posti di lavoro).

 

 

Ho letto nei giorni scorsi le preoccupazioni di chi teme che questo insieme di misure abbia accentuato una sorta di dipendenza del nostro sistema produttivo dalla politica (immagino si volesse dire dalle scelte politiche.). Io francamente non credo, almeno non più del consueto, almeno non più di quanto l'intera economia italiana guardi con estrema attenzione (e forse dipendenza) alle decisioni del Governo in materia di politiche per la crescita. Si badi bene, credo sia innegabile che decenni di sviluppo fortemente incentrato sulla forte presenza, a volte anche «sostitutiva», della politica provinciale come soggetto economico abbiano in qualche caso contribuito a, diciamo così, «intorpidire» alcuni ambiti imprenditoriali.


So bene che è abbastanza diffusa l'idea che questa crisi possa e debba servire a una sorta di selezione «darwinista» all'interno del nostro sistema produttivo. Ora, a parte il fatto che certamente questa crisi porterà e in parte ha già portato di suo a una selezione (che tradotto vuole dire alla chiusura di centinaia di imprese e alla perdita di migliaia di posti di lavoro a livello nazionale), trovo davvero difficile pensare a una sorta di «eutanasia» industriale - o artigianale - a opera dell'Ente Pubblico. Ma davvero qualcuno pensa che, in tempi come questi, gli interventi della Provincia abbiano la possibilità di tenere in vita artificialmente chi in vita da solo non starebbe?

 

Il nostro sistema produttivo è, come tutti, inserito in dinamiche grandi, spesso nazionali e internazionali, e da queste condizionato. Noi possiamo, ed è quello che si è cercato e si cerca di fare, incentivare la ricerca e il trasferimento tecnologico, la stabilizzazione di posti di lavoro, l'apertura di canali per l'inserimento nel lavoro di giovani e donne, di favorire le logiche aggregative. Possiamo anche completare gli interventi per accrescere le potenzialità prestazionali del territorio, quali il completamento della rete in fibra ottica. Possiamo anche, ed è quello che si è fatto e si sta facendo, cercare di rendere più fluide, più certe e più accessibili le procedure per l'accesso ai bandi di gara per gli appalti pubblici.


Sta poi alle imprese, agli imprenditori, mettersi nella condizione di divenire competitivi, di provare a giocare la partita, di scendere in campo. Di cogliere le occasioni, quando ci sono. Nessuno può sostituirsi a loro, alla loro capacità di impresa, alle loro abilità e al loro coraggio. Abilità e coraggio che nessuno può dare, se non ci sono.

 

Un'ultima osservazione. Io credo che, soprattutto in fasi come questa che stiamo attraversando, alla politica e quindi a noi venga chiesto di non perdere il filo del discorso, di cercare di mantenere in vita una visione di futuro in cui tutto ciò che si fa possa trovare senso e orientamento. Parte di questa visione, pur non senza qualche contraddizione, in questi anni si è articolata attorno a un nuovo modello di sviluppo basato su criteri di sostenibilità diffusa, a partire anche dal tema centrale della mobilità.

 

METROLAND 

 

Il progetto di infrastrutturazione ferroviaria del Trentino, più noto come Metroland, è esattamente questo, è pensare a un Trentino in cui sia più facile muoversi e lo si possa fare in maniera ambientalmente leggera, attraverso un sistema di trasporto pubblico efficiente e competitivo. È un progetto pensato in maniera modulare, in cui i singoli interventi hanno una propria logica e compiutezza pur rientrando in un disegno d'insieme. In questo senso, l'assunzione di responsabilità diretta nella gestione della ferrovia della Valsugana è Metroland, il prolungamento della Trento Malè verso Mezzana e poi Ossana e la Val di Pejo è Metroland, i miglioramenti previsti sulla linea del Brennero è Metroland. Anche il collegamento tra la Valle dell'Adige e l'Alto Garda e poi Tione è Metroland, così come il collegamento con e tra le Valli dell'Avisio.

 

È un progetto grande, certamente impegnativo, ma è una visione di futuro a cui non credo si debba rinunciare. Si farà quello che si può e quando si potrà, però sarebbe sbagliato arrendersi. Il realismo e il senso di responsabilità ci impongono di non fare passi avventati, di calibrare con attenzione le nostre azioni. Così come cerchiamo di lavorare per preparare un mondo un pò migliore a chi verrà dopo di noi, cerchiamo di prestare altrettanta attenzione a non lasciare «conti in sospeso», a non caricare le future generazioni di pesi finanziari derivanti da scelte avventate. Per questo si è pensato a un modello modulare, graduale e progressivo, la cui realizzabilità è strettamente legata alle condizioni finanziarie del momento e potrà facilmente essere articolato su tempi e modi compatibili. Per questo credo sarebbe sbagliato archiviare questo progetto in nome del rigore e della sobrietà, in senso astratto.

 

Abbiamo bisogno di mantenere visibili le linee guida del nostro disegno politico, del modello di sviluppo a cui ci riferiamo, di un Trentino capace di futuro. Senza questo anche il necessario rigore e la necessaria sobrietà diventano tecnica, e noi sappiamo bene che la tecnica deve essere strumento a servizio dell'idea di futuro e non potrà mai - speriamo - sostituirsi a essa.

65 commenti

Hai detto bene,potrebbe!!!. Sistemiamo prima le strade, che sicuramente ne abbiamo lavoro da fare.

2013 E' VICINO. Togliamoceli di torno, qualunque cosa è sicuramente meglio, tornate al lavoro...

@ Sem gimkana da Storo.
Capisco che a quelli di Storo o di Tione, Metroland potrebbe andar bene!
Ma fino a quale prezzo per tale servizio? Anche se pagassero loro meno di un decimo dei costi, scommetto che molti userebbero le strade attuali!
In un progetto del genere, chi ci guadagna sono solo progettisti ed imprese costruttrici. Per gli altri e per il Trentino intero, un'opera ingestibile ed un'ipoteca sul futuro!

Un buon progettista, prima di tutto deve dimostrare la propria capacità nel far funzionare quello che c'è già. Soprattutto quando i margini di miglioramento esistono, i costi di gestione sono contenuti e l'infrastruttura è gia stata pagata ed ammortata. Soprattutto quando per trovare i soldi bisogna tagliare su opere e servizi più importanti.
Altrimenti è pura follia!

Ma come fanno a progettare Metroland se non sonO capaci neanche di rendere efficaci semafori sincronizzati e sistema dei parcheggi?
Questi IMPIEGATUCCI PUBBLICI non sono stati scelti per le loro capacità, ma per le loro ambizioni personali e il loro servilismo.
Sono MEDIOCRI e delegano poi scriteriatamente all'esterno, pagando salatissime consulenze a carico di noi contribuenti.
Quanto ci costarà ALLA FINE Metroland?

A me Metroland fa pensare al ponte sullo stretto di Messina:
una celebrazione del culto della personalità, che vale per i grandi dittatori come per i politicanti locali.
Il livello di narcisismo è lo stesso.
Questi uomini hanno perso il senso della realtà e si dimenticano di affrontare problemi improrogabili, come la disoccupazione.
I disoccupati e i loro familiari non usciranno più di casa per risparmiare, altro che Metroland!

Mi stupisce l'assurdità e la stoltezza di persone politiche del calibro dell' Ass. Pacher nel non capire che LA GENTE E' STUFA DI VEDERE I PROPRI SOLDI SPESI A PAGARE PROFESSIONISTI; AVVOCATI etc.etc. perchè proggettino e difendino l'indifendibile. METROLAND non crea posti di lavoro li toglie.

Sono questi alcuni degli interventi che i cittadini chiedono, ci creda la linea azzurra TIONE –ARCO -Rovereto non interessa a nessuno, se non a quelli che di trasporti non ne capiscono nulla.

Ass. Pacher, non pensa che prima di progettare gardaland si meglio raddoppiare la linea TN Male tra Trento e Mezzolombardo? e la Valsugana nessuna modifica rispetto al progetto Austroungarico? Con tutto quello che ci avete speso dietro ora ci sarebbe un tunnel doppio binario tra Trento e Pergine e forse i treni viaggerebbero meglio

Ass.Pacher, lei sa che la Provincia di BZ ha acquistato per € 9.000.000 5 autobus Mercedes a idrogeno da 12 mt ovvero 60 di posti? Lei con la stessa cifra acquista 2 autobus da 18 posti (mondiali in val di fiemme).Ci spiega la differenza?

Ass. Pacher, ma non è lei che ha fatto acquistare 2 minibus da 18 posti “Fuel Cell Dominant” a idrogeno per un importo pari a € 3.600.000 che a noi cittadini costeranno fine finanziamento € 9.000.000, o L’Adige racconta … ?

Assessore Pacher, ma non è lei che ha soppresso alcuni treni della Valsugana sostituendoli con autobus perché poco utilizzati e a suo dire perche il treno costa troppo?

Mancano i soldi per gli asili, mancano i soldi per autobus e corriere. I dipendenti che vanno in pensione non verranno reintegrati. All'ospedale spesso non hanno i macchinari per determinate visite. E si vogliono buttare i soldi per una buffonata inutile e costosa come Metroland?

Caro PACHER
METROLAND NON SI FARA'........fai discutere i Trentini su cose inutili e non su cose del momento come la riduzione anche del suo stipendio o i 6500 disoccupati che ci sono in trentino e su altre strade che sono delle mulattiere.

Puoi tranquillamente togliere quel "dovesse". Nel 2013 Pacher SARA' il nuovo presidente della PAT. E nelle braci ci cadrai tu, non i trentini. Questi, in stragrande maggioranza, lo hanno votato e lo rivoteranno perche' condividono i suoi sogni..

Aiuuuuuuuuuuuuuto!!!!!!!!!!!!!!!
Chiudelo dentro!!!!!!!!!

metrolando come il ponte di messina! Si farà!

Povero Pacher, cosa non si digerisce pur di non infastidire il "lungimirante" Dellai ed il suo fido De Col, il vero infatuato di Metroland, e sperare cosi' di diventare governatore nel 2013. Poreto Pacher... A quando un'idea tua al 100%?

Perchè non si comincia a mettere mano al degrado dentro e attorno alla città di Trento e a collegare l'asta dell'adige con mooderni sistemi di trasporto peraltro gia collaudati in paesi piu avanzati con trasporto bici e servizi collegati? E i bus a idrogeno? Non sono forse una panzana per buttare qualche mil di euro a detta degli stessi ingg dei trasporti caso aclatante quello delle olimpiadi di di Torino dove quelli a celle sono li ad arruginire?

Follie di fine impero, nefandezza ecoINsostenibile, scorrettezza ideopoliticologica, una vera porcheria come l'inceneritore o le discariche di inerti. Ricordatevelo quando amdrete a votare!

se il signor pacher dovesse diventare presidente della provincia andiamo dala fuoco alle braci...

su un progetto simile, che rischia di distruggere l'ambiente trentino, e che impegna le future generazione caricandole di debiti che nessuno sa come pagare, sarebbe necessario, anzi doveroso, un referendum. E' innammissbile che una decisione simile possa essere presa da una sola persona! Ma che siamo in Unione Sovietica?

Sono coloro che amministrano i nostri soldi! Prendevano 1.200 € al mese e ora gestiscono milioni di euro come fossero loro! Cultura da piccoli ominucoli di provincia (basta vederli e sentirli) che si considerano degli illuminati! Ogni 2 legislature a casa.... (anche per cariche diverse), che tornino a lavorare. Basta rinnovi per sostenersi uno con l'altro.

Ei,Alberto detto pachera, prima di fare i megagalattici sogni...Fai funzionare decentemente quei quattro rottami sulla Valsugana. Poi, deciditi di terminare quei lavori eterni sopra Cadine bivio per Baselga di B.ne, sopra Mezzana, al Lago di tenno per Pranzo ecc. Lavori iniziati anni addietro e mai finiti. Una copia della Salerno - R. Calabria in Trentino.

Pacher: basta pagliacciate come via Brennero da scorrevole a ingorgo permanente. Le strade si allargano non si restringono, per i pedoni ci sono sempre i passaggi pedonali!!

Per chi non lo sa è il dirigibile della Zeppelin che ha preso fuoco nel New Jersey, morirono 35 persone.
Ha preso fuoco perché era pieno di idrogeno ed è bastata una scintilla per provocare l'incendio.
Macchine/autobus a idrogeno .... no grazie.

Se avete un parente anziano che sta male provate a cercare un posto letto .... e cedrete che non ce ne sono, mancono i fondi! Invece per metroland forse ci saranno ma quel che è peggio è che ci sono 9 (nove) milioni di euro per 3 autobus a idrogeno + stazioni di servizio. Ed è la terza idiozia sugli autobus: la prima è stata quella degli autobus elettrici per la collina: dove sono finiti ?, la seconda quelli nuovi senza aria condizionata)

Per la verità opere finite se ne vedono ben poche dalla barzelletta ormai dell'inceneritore, a quella del Villa Rosa presunta eccellenza ( ma qualcuno ha mai visitato quello di Notwill in Svizzera o quelli in Austria o Germania? )che dura da 20 anni alle bonifiche di TRENTO dove per degrado l'accostamento con il terzo mondo non sarebbe fuori luogo come del resto nell'area della motorizzazione. Belle cartoline per Trento che tolto il centro....

progetto totalmente demenziale, ma ormai non si vuole ammetterlo. Sono gli stessi che avevano progettato un inceneritore da 330mila tonnellate, ora ridotto a 75 mila e forse neppure necessario. Metroland sarà il colpo di grazia del paesaggio trentino ma non solo: caricherà di debiti le future generazioni solo per far contenti alcuni megalomani irresponsabili.

non 500.000, ma 499.900..
Il centinaio di trentini che io conosco sono a favore dell'iniziativa metroland. Un centinaio di persone normali, con intelligenze diverse, ma tutti convinti che il futuro va inventato adesso e che, se non ci pensiamo noi ora, ci pensera' la fine del petrolio e quella della nostra salute a determinarne le direttive. Spero solo che il tuo commento, cosi come quello dei tuoi simili, sia dettato da intolleranza politica e non da mancanza di intelligenza.... o no ?!

Ancora il signor Pacher, tira fuori dal cappello 9 milioni di euro per 3 autobus a idrogeno che serviranno a scorrazzare turisti per un mese e poi chissà. Nel mio piccolo, proprio non riesco a trovare un senso a queste scelte. Ma tanto, dovremo pagarle lo stesso. Noi.

Pacher parla di "razionalizzazione" del trasporto urbano, ma in realtà si è pensato solo a tagliare corse, oltre che a licenziare autisti. Sempre il signor Pacher, ora, pensa in grande e vuole realizzare Metroland, manifestando un'attenzione al trasporto pubblico che stride con il disinteresse con cui viene trattata la questione del trasporto urbano.

Le deviazioni dovute ai lavori in corso nei vari cantieri della città non sono segnalate (se non nelle fermate temporaneamente "soppresse"), gli indicatori sonori e luminosi sugli autobus non riportano i nuovi itinerari. Nei giorni festivi, molte linee sono interamente soppresse. Altre terminano alle 21, la domenica sera la città diventa off-limits. I sobborghi sono sempre più isolati, da Gardolo a Villazzano.

Negli ultimi tempi si sta andando in direzione completamente opposta, quasi vergognosa, per una città come Trento.
Il trasporto urbano sta degradando verso l'indicibile, gli orari estivi condannano chi è costretto ad usare i mezzi pubblici, a tempi di spostamento biblici, e ad attese infinite alle fermate, quando le corse "saltano" o sono in ritardo.

L'obiettivo di una mobilità sostenibile e della riduzione del traffico, passa attraverso il miglioramento dei servizi di trasporto pubblico offerto ai cittadini. Avendo a disposizione autobus, treni, in condizioni decenti, ad orari decenti, che rispettano gli orari, con coincidenze e interscambi affidabili, la gente sarebbe molto più motivata a lasciare a casa l'automobile, sia per il pendolarismo extraurbano, che per gli spostamenti urbani.

Viva Metroland, yu huuuuuuuu !!!!!!!!!

Ricordiamo che il nostro voleva anche interrare la ferrovia e costruivi sopra un viale alberato per modici 800 milioni di euro. Adesso vaneggia della ferrovia alpina che neanche lo sceicco del Dubai si potrebbe permettere.. Grisenti mandalo a casa passando per la tua galleria di Martignano !

Prima di far girare i treni e le corriere a vuoto è meglio che alla gente possano girare i soldi nelle tasche e con quelli poi si pagheranno i mezzi pubblici, che non sono gratis e se i biglietti sono a "prezzo politico" chi paga è il contribuente. Quelli che vogliono correre sono le imprese che lavoreranno semmai per la costruzione.

Pacher, comincia a lavorare presso un privato, che da quando hai finito le scuole sei stato solo un parassita pubblico. Ma no gh'era zà stà 'l Mario che 'l voleva metropolitane a Trent?

x Sem
La maggioranza dei Trentini no la sa che farsen de metroland la viagia da Dio adess. A parte via brennero dove guarda caso c'è lo zampino di Pacher. Tutti in fila indiana dietro all'autobus a inquinare ai 10 km/ora per le fermate fatte in mezzo alla carreggiata ogni 300 metri. Perchè farne una in una rientranza l'era massa da studiadi vera? Figuriamoci col metroland.

Oltre i privilegi da difendere solo il nulla sotto vuoto spinto, dopo, molto molto dopo, quattro piazeroti e un pò di fumo per comprare e confondere i TrenToni!

Metroland ci vuole tutta, come fanno in Spagna, in Belgio, in Europa...
non possiamo restare indietro.

Titta, parla per te !
La maggioranza dei trentini io compreso vogliamo Metroland, ma perchè sparli ?

Perché le fisse e le scelte di un uomo solo devono prevaricare sulla volontà di 500 mila abitanti del Trentino che non sanno che farsene di metroland? Costi, soldi, spese di manutenzione per un'opera che piace solo a Pacher. Se questo é il suo modello di innovazione e modernizzazione, lasci perdere e cominci con progetti meno faraonici e più adeguati alla nsotra microrealtà.

DEMENTROLAND !!!

Invece di far progetti faraonici campati per aria che si faccia una cosa x volta dove serve veramente perchè il bacino di utenza è ampio! Ad esempio come si fa a metterci 35 mimunti per fare Pergine-Trento?...le volte che il treno arriva ovviamente!...e i concorsi di idee che li paghino i politici di tasca loro!

Un intervento filosofico più che operativo,Metroland è una pazzia già nel proporlo,non ci saranno i soldi nemmeno per lo studio progettuale,non vorrei che anche il PD e Pacher prendessero per il naso i Trentini,portiamo lavoro e occupazione nelle valli e vedremo subito il calo del traffico.Sviluppiamo i distributori a gas e metano e incentiviamo le macchine elettriche.

in merito ai tagli della linea urbana di trento : il 6/ era scandaloso, sempre vuoto. era stato introdotto per potenziare la linea 6 ma lo hanno programmato malissimo

È dal 2007 che Pacher & Co. Spendono soldi in studi e studioli pe rum progetto che NON È economicamente sostenibile. E la si smetta di usare la parola AMBIENTE sproposito!,!
Per ora sperpereranno 750 MILA euro di soldi pubblici per un concorso di idee inutile per poi ficcare il progetto in un cassetto. Mandiamoli a casa, le elezioni sono vicine !!,!

E bravo il signor Pacher, la famosa Metroland si farà, giustamente per potenziare il trasporto pubblico, però ha fatto i tagli sulle corse del servizio urbano di Trento.
CHE VERGNOGNA.

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