Un bel bagno, per tuffarsi nell'estate. Accanto ai consueti, immancabili gavettoni, per la fine dell'anno scolastico 2011/2012 gli studenti di istituti tecnici, licei e scuole superiori del capoluogo si sono ritrovati ieri anche lungo il Fersina.
Anzi, per l'esattezza non soltanto lungo, ma proprio dentro. Un'idea lanciata dagli studenti del Galilei, che per primi hanno trasformato in insolito lido cittadino le acque del torrente, all'altezza della passerella in cima a viale Bolognini, a due passi dalla sede dell'istituto. Idea loro, ma ben presto sposata anche da numerosi studenti di altri istituti, che in molti casi hanno scelto quell'immersione a non certo clementi temperature per completare con sprezzo del pericolo un'opera già iniziata dai compagni a colpi di bottogliate e palloncini.
Un bagno per liberarsi anche fisicamente dalle tossine di un pesante anno sui banchi, o temprare il corpo in vista dell'ultimo sforzo, quello con gli esami di maturità ai quali - almeno per mezza giornata ieri - i ragazzi dell'ultimo anno delle varie scuole suoeriori cittadine, hanno giustamente preferito non pensare.
O ancora una «tonca» senza pensieri per chi a settembre si ritroverà a dover ripetere l'anno: via, alle amarezze e ai rimpianti si penserà più avanti.
Rimpianti - o meglio, semplice nostalgia - che ieri, come ogni anno che il cielo manda in terra, la sfrenata allegria degli adolescenti di oggi ha risvegliato in tutti coloro che quella gioia irripetibile l'hanno già vissuta qualche anno, o qualche decennio prima.
Perché è inutile girarci attorno: la vita riserva tante gioie. Anche più grandi, più profonde, più importanti. Ma non c'è niente da fare, sono cose diverse: come l'atmosfera e la libertà che si respirano all'ultimo giorno di scuola, non ce n'è.
Gli studenti del capoluogo che se la possono ancora godere a pieni polmoni, ieri in città non hanno scelto solo il bagno. Ma anche i prati del parco Santa Chiara, da sempre ritrovo collettivo dopo l'ultima campanella dell'anno.
A centinaia, fin dalle 10.30, hanno cominciato ad «accamparsi» nell'area verde all'interno della città, ingaggiando una battaglia a colpi d'acqua dalla quale in pochi si sono salvati.
Anche qualcuno tra i passanti, è rimasto coinvolto nelle schermaglie, ma senza prendersela più di tanto, contagiato dallo spirito del momento, dall'inconfondibile profumo di libri chiusi, interrogazioni finite, levatacce sospese, verdetti la cui attesa comincerà, sì, ma da oggi, o da domani. Non ieri.
Acqua, terra, aria (fresca, freschissima), ma anche fuoco, tra gli elementi di questo sabato atteso come non mai: non sono mancati, infatti, neppure piccoli falò di faldoni di appunti, quaderni, libretti: per incenerire in pochi secondi nove mesi che tutti questi ragazzi rimpiangeranno tra meno lustri di quanto loro stessi possano immaginare adesso, ma che ora come ora sono stati soprattutto uno stress da esorcizzare, di cui disfarsi in un rito collettivo.
Che tuttavia le forze dell'ordine, allertate da alcuni cittadini allarmati per il fumo e l'odore di carta bruciata, hanno dovuto interrompere.
Quando però ormai la missione era compiuta, e per terra è rimasta solo cenere, da far sparire con un soffio, leggero, come l'estate che si para davanti a tutti loro.




2 commenti
Salve! Dove potrei trovare le foto di questo articolo?
grande 5°E del Galilei! abbiamo dato il buon esempio!!