Come il resto della gdo (grande distribuzione organizzata) il Sait tiene botta nei volumi ma dimagrisce i margini. Fatturato in su di quasi il 3%) a 315 milioni, utile tagliato del 40% a 1,3 milioni, ristorni alle Famiglie coop 3,2 mln. Illustrando ieri alla stampa i dati del bilancio 2011 che anticipano l'assemblea dei soci di domenica, il presidente Renato Dalpalù esprime soddisfazione per la tenuta, ma non nasconde le preoccupazioni sul futuro e le prospettive per il sistema.
Dalla disamina delle voci di bilancio è stata evidenziata una sostanziale aderenza alle previsioni espresse nel piano industriale 2009, segno che «nonostante il perdurare della crisi economica il sistema ha dimostrato lungimiranza e capacità di tenuta. L'attuale struttura - ha sottolineato Dalpalù - è stata in grado di confermare e concretizzare quanto progettato dalla passata gestione».
«Questa - ha proseguito il presidente - è una crisi di fiducia. Per questo si punta al recupero del rapporto fiduciario con i clienti e con i nostri soci».
I numeri indicano una sensibile riduzione nell'utile: dai 2.327.921 euro del 2010 si è calati a 1.336.448 euro. Spiegazione: aumentano gli ammortamenti, le imposte e gli oneri finanziari (nel 2011 si è passati da un costo del denaro del 2,2% al 3,7%).
Sotto controllo la situazione debitoria: l'esposizione verso le banche passa dai 65 milioni del 2010 ai 64 del 2011, mentre i debiti con i soci diminuiscono dai 33,7 milioni del 2010 a 24,1, con una riduzione di 9,6 mln. «Una contrazione significativa che offre maggiori opportunità di investimento per le famiglie coop che hanno utilizzato queste risorse per i loro investimenti» ha evidenziato Dalpalù.
Ammontano a circa 14 milioni gli investimenti effettuati nel 2011 dall'insieme delle cooperative. Il patrimonio del consorzio Sait assomma a 91 milioni, mentre il valore della produzione è stato di 315 milioni di euro (+2,76%), mentre i ristorni si confermano a 3,2 mln.
Ormai consolidati i rapporti con i cugini altoatesini: «Puntiamo a rafforzare i rapporti di sistema fuori dal Trentino» ha spiegato il direttore Luigi Pavana, illustrando quanto fatto a Varna per garantire il presidio del territorio. Oltre all'aumento dei volumi, particolare attenzione alla razionalizzazione dei costi: si punta, per quanto conveniente e funzionale, a possibili accorpamenti tra Famiglie cooperative di aree omogenee.




1 commento
Pessimo esempio di come si rendono «sexy» non solo gli articoli ma persino i titoli che riguardano certe realtà a cui non bisogna pestare troppo i piedi. Si titola il +3% del fatturato ma si omette il -40% di utile!!! Adige, con questi giochini perdi credibilità, possibile che tu non lo capisca?