"Dire, fare, lavorare" si chiama l'iniziativa sperimentale, inedita a livello nazionale, che permetterà l'inserimento temporaneo di studenti nelle aziende del Trentino, nel periodo estivo, grazie ad un accordo fra Confindustria Trento e sindacati. Tra giugno e ottobre i giovani selezionati dall'Agenzia provinciale del lavoro potranno svolgere lavori in fabbrica, offerti dalle aziende, con due tipologie contrattuali, concordate con i sindacati: il tirocinio di orientamento retribuito, per una durata tra due e 12 settimane, e il contratto a termine applicabile da un minimo di due settimane ad un massimo di 15. "Vogliamo dare maggiore fiducia ai giovani facendoli confrontare con il mondo del lavoro, dando loro un'opportunità formativa ed economica, per creare senso di sicurezza di fronte alla crisi", ha sottolineato il presidente di Confindustria Trento, Paolo Mazzalai, presentando l'iniziativa. "È una piccola innovazione nel rapporto fra giovani e lavoro - ha aggiunto - che vuole restituire dignità e importanza al lavoro manuale, che la scuola non valorizza". L'iniziativa, che prenderà il via con la fine dell'anno scolastico, è rivolta agli studenti di istituti superiori (almeno sedicenni) e università (compresi i neolaureati). In Trentino, nel 2011, il tasso di disoccupazione giovanile (fra i 14 e 24 anni) ha raggiunto il 14%, con un aumento nell'ultimo trimestre, ha ricordato il presidente dell'Agenzia del lavoro, Michele Colasanto.
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13 commenti
@ Lama n°1.
Accetto le tue osservazioni, ma solo in parte! Rispetto ad una volta, oggigiorno la quasi totalità dei lavori richiede un' attenzione ben maggiore. Passare dai banchi di scuola all'uso di macchine complesse e sofisticate, non è un impatto da poco! Troppi giovani si fanno male, o addirittura... muoiono alle prime esperienze di lavoro! Solitamente diverso da quello imparato a scuola!
Ma se non c'è lavoro nemmeno per gli adulti e cassaintegrati vari....
Anche io lavoravo nelle estati del liceo, alcune volte legale alcune volte a nero per tirarmi su un po' di soldini. Ma penso che non debba metterci dentro il naso l'Ente pubblico come al solito!....
Vorrei rispondere a "Pippo"
Ma come può uno studente che non ha MAI lavorato "studiare e analizzare" il lavoro che viene svolto SE non matura esperienza sul campo !!! ...e il sistema produttivo poi ..!!
PRIMA lo si mandi a lavorare (..E nelle mansioni BASE ).. Solo così riuscirà POI ad avere idee " creative ed intelligenti " .
L'iniziativa mi sembra molto valida. Andavo anch'io a lavorare d'estate per poter avere un piccolo gruzzolo da spendere senza chiedere nulla ai miei genitori. Sempre gradito il ritorno alle vecchie care abitudini sane.
..finalmente si inizia a parlare di queste cose,io ho iniziato a 15 anni a fare stagioni nei rifugi e negli alberghi e devo dire che è stata un esperienza importantissima per imparare a vivere,e ora,da cinquantenne (non bamboccione) ricordo con grande nostalgia quel periodo della vita che mi ha portato grandi esperienze e amicizie
@ ALex
Secondo me la maggior parte dei giovani d'oggi ha molta più voglia di lavorare della maggior parte dei cinquantenni di oggi, che storicamente sono i veri bamboccioni della nostra società...
Molti si se non hanno i genitori con il portafoglio facile .
ma secondo voi i giovani di oggi hanno voglia di lavorare ?
Un'idea? Nel periodo estivo, prima di coinvolgere studenti in mero lavoro manuale, assegnerei loro il compito di studiare ed analizzare il lavoro che viene svolto. In termini di sicurezza anzitutto. Poi come migliorare il sistema produttivo di quell'azienda.
Si creerebbe così un utile raccordo tra scuola ed il lavoro da svolgere.
Con creatività ed intelligenza!
Coraggio giovani!..........Lanciatevi nella nuova esperienza!
Cara MA MA MA, non va mai bene niente. per una volta che qualcuno si accorge che esistono i nostri ragazzi e gli danno una possibilità, immediatamente troviamo il difetto. Largo ai giovani, sono il nostro futuro
Hanno scoperto l'acqua calda... personalmente sono passati 15 anni dalla mia prima "stagione estiva"...l'estate tra seconda e terza superiore..non avendo ancora compiuto i 16 anni ricordo che dovevo lavorare massimo sette ore al giorno...due mesi estivi...esperienza edificante...e coi soldi a pagar libri e pulmann...
bei ricordi
TEORICAMENTE BELLO ,MA CHI NON VA' A SCUOLA E NON TROVA LAVORO, AVRA' ANCORA MENO POSSIBILITA'DI TROVARE OCCUPAZIONE...