Soros: l'Ue? Una bolla

TRENTO - Presentato dal giornalista Federico Fubini, Soros ha esordito dicendo che "la crisi chiama in causa le basi stesse della teoria economica, basata sulla fisica newtoniana. Fra scienze naturali e scienze sociali c'è una certa differenza. Nelle scienze naturali i fatti hanno valenza oggettiva. Gli eventi sociali sono il risultato di soggetti pensanti che hanno una loro volontà, non di puri osservatori. Il mio approccio è basato su Karl Popper, il mio maestro, che mi ha insegnato come l'interpretazione della realtà quasi mai corrisponda alla realtà stessa. Fallibilità e riflessività sono le caratteristiche di questo tipo di conoscenza, di comprensione, che è fallace. Esse producono una discrepanza fra le aspettative degli attori sociali e ciò che realmente si verifica. Io ho cercato di focalizzarmi sul ruolo degli errori, su come essi influenzino il comportamento degli attori economici, ad esempio nel caso delle bolle finanziarie. Insomma, dobbiamo abbandonare l'idea che i modelli di carattere universale siano in grado di prevedere il futuro.


Fino al 2008 in pochi la pensavano come me. Dall'inizio della internazionale le cose sono cambiate. Anche la crisi dell'euro dimostra quanto sianimportante il ruolo delle convinzioni errate. Le autorità hanno pensato che fosse generata da un problema fiscale, e quindi hanno usato la medicina sbagliata. Hanno applicato politiche di austerità anziché espansive. La crisi dell'euro minaccia di distruggere l'Unione europea. Ma la stessa Unione è una bolla, un oggetto irreale. E' nata inizialmente per iniziativa di un piccolo numero di statisti, che hanno scelto la politica dei piccoli passi, ben sapendo che una volta che il processo fosse giunto a maturazione essa si sarebbe rivelata insufficiente. Il problema è venuto presto alla luce: si era realizzata l'unione monetaria ma non un'unione politica. Presto la Germania ha accresciuto la propria competitività mentre altri paesi, grazie alla facilità di accesso al credito, sono diventati meno competitivi e dal 2008 in poi hanno accresciuto il proprio disavanzo. Sono diventati come i paesi del terzo mondo quando, a suo tempo, si erano pesantemente indebitati in una valuta molto più forte della loro. Alcuni paesi sono diventati creditori, altri debitori. Oggi la Germania e gli altri paesi creditori stanno spostando l'onere dell'adeguamento alla crisi ai paesi debitori.

 

Le banche hanno bisogno di un sistema di garanzia dei depositi a livello europeo. I paesi gravemente indebitati hanno bisogno di respiro. E' indispensabile il sostegno del governo tedesco e della Bundesbank. Comunque andranno le cose da qui a ottobre, è probabile che l'euro sopravviva. Altrimenti gli stessi paesi creditori, Germania in testa, si troverebbero con una montagna di crediti inesigibili. La Germania quindi probabilmente farà il possibile per salvare l'euro, ma nulla di più. La periferia probabilmente diventerebbe una zona perennemente depressa, cosa che renderebbe la Ue una cosa ben diversa rispetto a quella sognaata in origine. Del resto i tedeschi non capiscono perché una ricetta che ha funzionato per loro, basata sull'autorità, oggi non funzioni su scala europea. Dobbiamo fare il possibile per convincere la Germania ad assumersi interamente il ruolo di leadership che le spetta, e abbiamo solo pochi mesi per farlo."


Fubini ha incalzato il finanziere ricordandogli che molti lo considerano uno dei responsabili della crisi, al pari di altri grandi attori della finanza mondiale. Soros ha glissato: "Anch'io ho visto l'Unione europea come un bellissimo sogno, e cerco come posso di difenderla. I passi dimostrano come le politiche di salvataggio adottate fino ad oggi non funzionino. La responsabilità principale ricade sulla politica, non sugli hedge funds, non sui mercati finanziari, che in fondo fanno ciò per cui sono stati creati. La politica scarica le proprie responsabilità sui mercati finanziari, ma è come sparare sul messaggero. La crisi non è stata creata dagli strumenti finanziari."

In alcune nazioni esiste un mandato di cattura per questo signore, che skifo!

Certo che è dura convincere gli imperialisti a deporre la corona per creare un governo unico. E' proprio dura.

La Grecia non uscirà dall'Euro. Non perché non sia fallita. Non le sarà permesso di uscire. Se accadesse, tutti vedrebbero ( dopo i primi anni veramente duri), quanto meglio starebbe. Quindi per logica seguirebbero altri Paesi e questo a qualcuno non piace. Dai, facciamola finita. Ritorno alla Lira e ripristino dei confini. Anche se al Brennero devo fare 15 minuti di fila ed esibire i documenti non cadrà il mondo, anzi!

Pecunia non olet ! Soros

Chissa' se dopo aver guadagnato l'ennesima montagna di soldi con la distruzione dell'euro troverà' qualcuno in europa come quel %%%% di Prodi che lo laureo' onoris causa a Bologna dopo che aveva distrutto la lira nel 1992...

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