Ora anche le ragazze  si mettono a bere

TRENTO - I giovani trentini sempre più dediti all'alcool. In una regione che si pone ai primi posti in Italia per il consumo si registrano preoccupanti abitudini legate all'abuso ed alla diffusione di bevande alcoliche. Una tendenza generalizzata, che non risparmia nemmeno le donne, ed inizia ad interessare in modo preoccupante i ragazzi in giovanissima età (undici o dodici anni).
Insomma, se il consumo degli alcolici ha sempre rappresentato una piaga sociale, la situazione attuale appare veramente allarmante, ed il consumo - un tempo in relazione alla produzione vinicola locale - si sta spostando verso superalcolici, birre e apertivi svincolati dalla tradizione territoriale. Inoltre, a dispetto di quanto si possa pensare, ad abusare maggiormente di alcolici sono le persone con un titolo di studio più elevato.
A studiare la tematica, proponendo anche alcuni interventi volti alla responsabilizzazione dei consumatori è Manuela Menghini.
Quanto è diffuso il consumo di alcolici e cosa si beve?
Secondo gli ultimi dati statistici, i giovani dediti al bere sono in progressivo aumento. Inoltre, a dispetto di ciò che accadeva negli anni scorsi, una percentuale sempre più consistente di questi ragazzi sono di sesso femminile.
In generale, possiamo dire che si sono definiti due fattori legati alla problematica sociale dell'alcol: innanzitutto l'assunzione avviene principalmente fuori dai pasti; in secondo luogo, si è affermata una pratica (chiamata «binge-drinking») che consiste nel bere cinque o più bevande a gradazione alcolica in una sola occasione.
Per quanto riguarda la scelta, invece, prevale la birra, seguita dagli «alcolpops» (bevande gassate a bassa gradazione aromatizzate alla frutta) e dagli aperitivi. Agli ultimi posti, il vino ed i superalcolici, o gli amari.
Per quale ragione la pratica del bere è così diffusa?
Vi sono diversi motivi, tra cui l'ambivalenza culturale connessa alle bevande alcoliche. Da una parte si considerano delle bevande della tradizione (ad esempio, il vino), dall'altra se ne conoscono i rischi e le caratteristiche proprie delle droghe (crea dipendenza, alterazione delle funzioni cerebrali e assuefazione). Inoltre si è affermata una sottocultura sociale che ha portato a considerare come accettabili i rischi connessi alla salute. Una frammentazione etica connessa alla convinzione che qualsiasi decisione sia reversibile.
Cosa si potrebbe fare per disincentivare i giovani?
Credo che fare campagne di terrorismo psicologico serva a poco. Per prima cosa è necessaria un'applicazione puntuale della normativa (non si può permettere ai gestori dei locali di servire alcolici ai minori) ed un'informazione capillare sugli effetti e sui rischi correlati all'alcool. Ma queste due iniziative da sole servono a poco: bisognerebbe anche potenziare il capitale sociale del territorio (estendendo la partecipazione ad associazioni, gruppi e comunità) e formare anche gli adulti.

20 commenti

x romoletto e al commento per "a suor carla": complimenti, i vostri commenti sono veramente costruttivi oltre che inutili.

il mio non è un commento, ma una constatazione
le donne hanno sempre bevuto, magari meno percentualmente
la differenza è che fino a pochi anni fa lo facevano in casa e non si mostravano in pubblico

caro suddito!
non hai letto bene l'articolo!
il problema non è il consumo moderato del vino ai pasti, ma il consumo smodato di superalcolici fuori da pasti
sveglia!!

Detto da una suora il termine "poverine" io lo considererei un complimento!
Ci sono tantissimi motivi per cui dire "poverine le suore".

Semplice, in un mondo dove si deve dimostrare sempre qualcosa a qualcuno (oltre che a se stessi) è logico che i giovani si sballino. Poi l'alcol è legale, a basso costo, si trova dappertutto in abbondanza nonostante che sia da considerare uno stupefacente pesante. Ragazze e ragazzi ora sono uguali, quindi anche i vizi vari. Iniziamo a far sparire le pubblicità alla televisione ed a combattere l'alcol seriamente... Ma ci sono TROPPI INTERESSI in ballo....

I giovani?
Un sete tremenda!
Strano che in una regione ricoperta di vigneti, vi sia la piaga dell'alcol.
In afghanistan non ci sarà mica, per caso, la piaga dell'oppio?

Si beve per stordirsi e per non pensare alla (non) propria esistenza. In questo modo di (non) vivere siamo maestri

Bevete. Il vostro fegato vi ringrazierá. Quando poi leggo cose del tipo: "ma cosa si può fare per divertirsi se non bere" cascano le braccia e qualcos'altro. Che orizzonti limitati!

ormai tutti i vizi : bere , fumare , bestemmiare , arroganza , scopare che fino a poco tempo fà erano patrimonio dei maschietti ora lo sono in maggioranza per le ragazze ..... come al solito le famiglie sempre pronte a prenderne le difese.....

chissà perchè da giorni non pubblicate più i miei modesti commenti.
Forse ho ferito nell'onore qualche vostro giornalista con qualche apprezzamento non gradito ma magari giusto?

MA AVETE SCORDATO IL MIO COMMENTO????

o che bella! avete scoperto l'acqua calda...anche le ragazze bevono.
A quando scoprirete che anche le ragazze scopano???

Cara Suor Carla, le prime che bevono sono proprio le suore. Quindi, basta sparar sentenze....

Parlando da Ex frequentatrice di bar ormai cresciuta... io credo che spiegare ai giovani le conseguenze dell'alcool o punire i venditori di bevande alcooliche non serva a nulla! bisognerebbe semplicemente dare ai giovani una giusta alternativa... ditemi un po' oltre ad andare al bar, al pub, al tendone cos'altro può fare un ragazzo per divertirsi???? ve lo dico io NULLA

forse chi ha uno "studio più elevato" ha anche un "portafoglio più pieno" e quindi più soldi da sperperare... gli altri (forse) non si fermano a PENSARE, come dice Suor Carla, solo non hanno tutti quei soldi da poter buttare ... sono pazzo a pensarla così????

Complimenti Manuela, per il tuo lavoro di ricerca!

"l'ambivalenza culturale connessa alle bevande alcooliche"... che accidenti vuol dire?
E poi qualcuno nel 2012 si accorge che anche le ragazze bevono?

Emancipazione...

Poverine non hanno niente da fare........
Eppure basterebbe trascorrere il tempo a PENSARE...ci si troverebbe in un abisso senza fondo

La prima cosa da fare è evitare di usare questi stupidi termini inglesi che ci stanno schiavizzando (alcolpops, binge drinking) e poi mettere una tassa statale per cui il bamboccione che si reca al pronto soccorso e richiede i flebi per uscire dal coma etilico...paga un ticket di mille euro. O lo paga mammà.

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grazie di averci fatto conoscere questo ragazzo , è triste quando una giovane vita se ne va.

23-05-2013 21:18
 

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