Mentre prosegue la stretta al credito da parte delle banche, è boom dei prestiti delle finanziarie non bancarie. In Trentino a fine 2011 le finanziarie hanno accordato crediti per 2.195 milioni di euro, il 18,7% in più di un anno prima. Nello stesso periodo il credito bancario è sceso del 2,5% a 22.366 milioni. In pratica in un anno le banche hanno prestato 584 milioni in meno, le finanziarie 346 milioni in più. Certo, in questo campo rientrano molte operazioni diverse: il credito al consumo e gli acquisti a rate, i crediti personali, il leasing, il factoring. Ma sia le famiglie che, ancora di più, le piccole imprese si sono affidate di più alle finanziarie in alternativa alle banche che chiudono i rubinetti.
Secondo i dati della Banca d'Italia, dei 2,2 miliardi di crediti accordati dalle finanziarie al 31 dicembre 2011, alle famiglie sono andati 725 milioni, 117 milioni in più di fine 2010, pari ad un incremento del 19,2%. La cifra è stata completamente utilizzata, anzi le famiglie debitrici sono scoperte di 1 milione: hanno utilizzato in tutto 726 milioni. Ma le finanziarie sono garantite: le ipoteche a carico dei debitori ammontano a 693 milioni, il 95% della somma prestata. Nel caso delle banche, siamo al 71%.
Tra i prestiti delle finanziarie alle famiglie, il credito al consumo propriamente detto vale 176 milioni e non risulta in crescita. Il resto sono crediti personali di vario genere o anche mutui, magari come prestiti destinati ad altri scopi e garantiti dalla casa. È questa la quota che è aumentata.
Alle famiglie produttrici, cioè alle ditte personali e familiari, le finanziarie hanno prestato 188 milioni, 21 in più dell'anno precedente pari ad un aumento del 12,6%. Anche in questo caso l'utilizzo, pari a 189 milioni, ha sconfinato di 1 milione sull'accordato. E le garanzie, pari a 160 milioni, superano l'85% del valore dei finanziamenti.
Le altre imprese, piccole, medie e grandi, sono indebitate con le finanziarie per oltre 1 miliardo, 1.194 milioni, il 20,4% in più della fine del 2010, con un incremento di 202 milioni. L'utilizzo delle linee di credito è quasi totale e pari a 1.149 milioni, con un balzo del 27,4% in un anno, superiore a quello della cifra accordata, come accade appunto quando il credito è razionato. Nonostante non tutto l'accordato sia stato usato, Bankitalia registra anche 10 milioni di sconfinamento. Nel caso delle aziende, l'importo garantito è molto più basso, 224 milioni.
Nei crediti delle finanziarie alle imprese sono comprese una serie di forme tecniche specifiche delle società non bancarie. Il leasing, ad esempio, che in Trentino a fine 2011 raggiunge gli 833 milioni di accordato e gli 811 milioni di utilizzato, ma che è cresciuto in un anno solo dell'1,7%. O il factoring, la cessione di crediti, che in provincia ammonta a 137 milioni di crediti acquisiti, il 20% in più dell'anno prima, con 148 milioni di anticipi erogati, anch'essi in forte crescita.
Dei prestiti delle finanziarie alle aziende abbiamo anche la distribuzione per settori. All'industria sono andati 375 milioni di accordato, 11 in più di fine 2010, con 357 milioni di utilizzato. I finanziamenti alle costruzioni ammontano a 163 milioni, 37 milioni in più di dodici mesi prima, con l'utilizzo delle linee a 161 milioni e 44 milioni di garanzie. Il balzo più consistente è stato nei servizi, a cui sono stati prestati 623 milioni, 150 in più del 2010, un incremento cioè del 31,7%. L'utilizzo è a quota 606 milioni, l'importo garantito è pari a 142 milioni.
I prestiti delle finanziarie appaiono più disponibili di quelli delle banche, ma costano anche di più. Sempre secondo Bankitalia, a fine 2011 il tasso annuo effettivo globale (Taeg) sui crediti personali era l'11,40%. I prestiti contro la cessione del quinto dello stipendio o della pensione costano in media il 12,55% fino a 5.000 euro e l'11,08% oltre questa cifra. Con il credito finalizzato si va dal 10,05 al 12,05%, mentre il credito revolving legato a carte di credito arriva a costare il 16,85% per importi sotto i 5.000 euro. Le offerte «civetta» a tassi più bassi sono quelle delle grandi società finanziarie legate alle stesse banche, come l'8,88% sul prestito personale di Findomestic, del gruppo francese Bnp Paribas che in Italia controlla Bnl, o il 9,79% del prestito Compass, che fa capo a Mediobanca.




5 commenti
Bravo za za, pure io condivido il tuo pensiero. Dopotutto chi ti obbliga a sostituire l'auto? E' solo la stupidità umana che spinge a fare queste scemenze, per non apparire un "pezzente".
Bravo za za.
Condivido al 1000%: perché non si può vivere con ciò che si può avere senza indebitarsi ?
In fondo non serve poi tanto e a ben guardare abbiamo di tutto in abbondanza.
Premesso che è meglio "stare al passo con i tempi" imparando bene una lingua straniera e non cambiando telefono o televisione ogni 6 mesi,vi informo che la Casa di Soggiorno per Anziani di Rovereto fatica a trovare personale per le sostituzioni ferie dei dipendenti.
E poi mezzo Trentino(politici compresi) a sbraitare che non c'è lavoro...(anche se qualcuno del settore definisce questo lavoro"uno spalar merda da mattina a sera".Ma ci è mai entrato in una CSA???).
Mi chiedo perchè le finanziarie,possano concedere crediti a tassi usurai del 17/18% ....
Le finanziarie chiedono meno garanzie anche perchè danno prestiti più brevi e di minore entità anche se hanno in genere costi più elevati. MA E' MAI POSSIBILE CHE LA GENTE NON SIA CAPACE A VIVERE SENZA INDEBITARSI sempre per cambiare frigorifero, televisione, cellulare o macchina? RICORDATEVI che poi i debiti bisogna SALDARLI!