«Bisogna copiare Innsbruck»

La lezione dev'essere chiara a tutti: prima di dire sì o no al grande impianto da Trento al Bondone, bisogna individuare la strategia e gli obiettivi che si vogliono perseguire. Questa la lezione che gli amministratori pubblici e i manager devono imparare per evitare di buttare altri soldi dalla finestra: i 60 milioni spesi finora per il rilancio della montagna con pochissimi ritorni devono far riflettere.
A sostenerlo è il professor Michele Andreaus, docente alla Facoltà di economia, direttore del Dipartimento di Informatica e Studi aziendali, ma anche frequentatore da bimbo (sugli sci) e da adulto (in bicicletta) del Bondone.
«In Trentino - premette - possiamo suddividere le stazioni sciistiche in tre categorie: quelle che si autosostengono come la Sitc di Canazei, o Campiglio; quelle che non hanno bilanci in utile ma che sono indispensabili per sostenere l'indotto economico locale, come Pinzolo e San Martino di Castrozza; infine quelle marginali che non riescono a generare praticamente nessun indotto come la Polsa, e la Panarotta».
 

E il Bondone?
Negli ultimi 20 anni è passato dalla seconda alla terza categoria: aveva la sua posizione economica che però è andata via via marginalizzandosi.
 

Eppure, come si è dimostrato ieri, soldi (soprattutto pubblici) sulla montagna ne sono stati pompati tanti.
Mi pare di poter dire che però è mancata una visione d'insieme e tutto è ruotato intorno agli impianti di risalita. Anche adesso leggo che si ragiona sulla super funivia, allo stesso modo che per il collegamento tra Levico e Panarotta. Va bene, ma l'impianto non dovrebbe essere il fine bensì lo strumento. Prima di qualsiasi mossa va definita la strategia.
 

Con la vecchia gestione dei Bertoli si è tentato di fare del Bondone una nuova Marilleva. Ora, invece, pare di capire che si voglia trasformarlo nell'appendice alpina della città con collegamenti rapidi al fondovalle.
Questo pare lo schema. Ma non vedo una particolare responsabilità delle funivie di Folgarida e Marilleva. Fino agli anni Ottanta il Bondone era la montagna dei trentini, personalmente ci andavo spesso da ragazzino. Poi lo sci è diventato uno sport maturo. Non bastano più le piste: la sciata è solo un aspetto della vacanza in montagna. Servono servizi, wellness, eccetera. Contemporaneamente sono aumentati i costi di gestione degli impianti, e lì per il Bondone sono iniziati i problemi.
 

Ed ora?
Siamo di fronte ad una grande scommessa: riuscire a inserire il Bondone come uno dei tasselli dell'offerta turistica cittadina, come fa Innsbruck con Axamer Lizum, che dal centro città è anche più lontano di Vason. La funivia si fa ma solo se rende, cioè se l'investimento porta un ritorno economico maggiore della spesa. Trento è l'unico capoluogo che ha una stazione sciistica sul proprio territorio: non è una cosa banale. Città e montagna assieme potrebbero essere un pacchetto interessante.
 

Non si poteva capirlo 10 anni fa?
Del grande impianto parlava ancora Graffer 50 anni fa. In effetti era una cosa su cui riflettere al tempo in cui Bondone iniziava ad entrare nella fase della marginalizzazione. Invece è prevalsa la logica dei patti territoriali e la creazione di posti letto in quota. Io sono andato su di recente in bici. La situazione è desolante: alcuni hotel sono stati rifatti e sono molto belli, ma altri sono indietro di 30 anni.
 

Soldi buttati?
Il Bondone è uno dei posti più belli delle Alpi ma non è valorizzato a dovere. Probabilmente si poteva fare come in altre località austriache e svizzere dove non c'è nemmeno una macchina: in una situazione simile l'impianto diventa strumento di mobilità e l'ospite può decidere se alloggiare su e scendere la sera in città, o pernottare qui e salire di giorno per sciare o per fare altre attività. Certo, per arrivare a ciò ci vuole il coraggio di prendere delle decisioni che magari possono andare contro le istanze del territorio ma solo con le logiche «a breve» non si va avanti.

15 commenti

per fare come ad Innsbruck bisognerebbe avere la mentalità mittel-nord europea. Purtroppo siamo arabo-mediterranei e quindi è meglio lasciar perdere

Il vero problema del Bondone non è l'offerta o la tipologia delle piste ma semplicemente uno solo: non c'è un paese, un paesino che lo identifichi, dove la gente possa uscire la sera, dove quelli che non sciano possano fare altro. Allora avrebbe senso fare wellness center o altri servizi.
Folgaria per questo è molto meglio.

Con le politiche sul turismo fatte fino ad ora, non passeranno molti anni per veder "bondonizzato" tutto il Trentino.Se sopravviveranno un paio di località sarà già una conquista.

Trentini, accontentatevi della funivia di Sardagna, pensate a spendere meglio i soldi incece di cementificare pensate a restaurare ed a bonificare le aree dismesse che gia ci sono.

Le hanno tentate tutte ma, da operatore turistico quale sono, posso dire che probabilmente alla fin fine è proprio il posto che non funziona. E nessuno prende questa variabile come soluzione. Si può fare di tutto ma se il posto non tira, si ritorna punto ed a capo.

Le solite critiche..su come sono stati spesi i soldi,sui politici ecc..mai una volta che arrivi un'idea, una proposta da voi dei blog,siamo capaci tutti di criticare. Chi parla di ambiente poi di sicuro non lavora nel turismo,và benisssimo,tutti amiamo l'ambiente, ma con le belle parole non si porta gente negli alberghi e nelle attività commerciali.

Quande che 'n Bondon neva su quatro malgari le robe le neva meio.

professor Michele Andreaus, docente alla Facoltà di economia, direttore del Dipartimento di Informatica e Studi aziendali, ma i soldi ce li mette lei? in questo momento i problemi sono altri famiglie che non arrivano a fine mese ecc ecc ecc.... tornate al Neandertal tutto è più facile e tutto cosata meno.

Bravo Ales, veramente dei vandali senza idee!!! Nach Haus paiazi parlanti! bisogna ricordarsi nomi e cognomi di certi politici... si deve valorizzare solo l'ambiente e quel paradiso delle viote lasciandolo incontaminato!!!

un bike park e il bondone lavora anche l'estate....

soldi sprecati,,,,,,

Per copiare la realtà di Innsbruck, i nostri politici dovrebbero avere una qualità di cui ne noto ben poca: la modestia e la buona volontà. Quando devo fare qualche cosa, nel mio piccolo, prima chiedo consiglio a chi ha già realizzato ciò di cui abbisogno, poi assieme a lui apporto le modifiche per migliorare.

è proprio vero allora quando dicono "trentini cinesi d'italia"!!!

siamo solo capaci di copiare, ma quando qualcuno fa qualcosa, ci mette analisi, filosofia e motivazione.
Chi copia ha un appoccio (molto) ignorante e parassitario.

aprite una miniera di diamanti forse cosi il Bondone si salverà...

Dopo vari "rilanci" costati già 60 milioni di euro e che hanno prodotto disastri, non ultimo il devastante parcheggio nella piana delle Viote, volete avere ancora fiducia nei politici? Sono dei vandali senza idee. Il Bondone non ha bisogno di altri "servizi" come centri wellness eccetera, sono stupidaggini. Il miglior “servizio” che il Bondone ha da offrire è l'ambiente! Punto! Ma se ogni anno si sconcia sempre di più, hai voglia a fare centri wellness!!

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Bertol Bruno :

Peccato! Speriamo nel Consiglio di Stato.

25-07-2014 20:53
frenk :

MA QUESTI PERSONAGGI COSA MANGIANO A PRANZO E A CENA,BISTECCHE D'ORO E PER CONTORNO DIAMANTI?...

25-07-2014 20:44
davideTN :

SE andava fatta, era da fare 30 anni fa.. Adesso meglio investire in qualcosa di più efficiente...

25-07-2014 20:32
Straniero :

Basta fare la multa a 100 euro à testa. Cosi entrano 36 milla euro al mese. Mi sa che puoi...

25-07-2014 20:31
stefano p. :

sono senza vergogna e i sindacati anche a difenderli questi sono parte della rovina dell'italia...

25-07-2014 20:30