«Slot, a cosa serve  la tolleranza zero?»

TRENTO - «Ora che il Trentino è pieno di sale da gioco, molte delle quali distano meno di 500 metri da scuole, case di riposo e ospedali, le amministrazioni comunali fanno a gara per approvare regolamenti finalizzati a contrastare la ludopatia. Dovevano pensarci prima». È questo uno dei numerosi messaggi arrivati a www.ladige.it sotto la voce dipendenza da videopoker. Proibire l'installazione di slot nei pressi di «luoghi sensibili», aree, cioè, frequentate da bambini, anziani e soggetti deboli – l'ultimo a muoversi in questa direzione è stato il Comune di Trento – è considerato da diversi utenti del nostro sito un provvedimento tardivo. Forse inutile.

 

«La tolleranza zero – scrive Caterina - avrebbe avuto un senso qualche anno fa. Anche se da adesso in poi in provincia non aprisse più una sola sala, i giocatori non avrebbero nessuna difficoltà a trovare locali con le maledette macchinette. Ce ne sono per sempre». Si dovrebbe per lo meno provare a bloccare quelle esistenti.

 

Per Massimiliano , avvocato, è una partita persa: «Giuridicamente i regolamenti antislot non stanno in piedi. Vedrete come andranno a finire i ricorsi degli esercenti e dei concessionari. Le slot in Italia sono legali. Di che stiamo a parlare? Si devono cambiare le leggi, a livello nazionale». Riccardo , dopo aver ricordato che nel 2011 i trentini hanno speso per il gioco quasi 700 milioni di euro, il 21% in più rispetto al 2010, e che i malati da gioco in Italia sono circa 800 mila, invita i sindaci a farsi sentire a Roma: «L'ente pubblico non può continuare a fare soldi speculando sulle persone che per disperazione dilapidano stipendi e risparmi al videopoker». Acido il commento di Ipocrisia legalizzata : «Prima li roviniamo con slot, alcol, vizi vari e poi ci lamentiamo che sono drogati. Dei nostri giovani, questa è la verità, non ce ne importa nulla». Luigina : «Le slot machine ci sono e al momento è illegale vietarne l'installazione. Non si risolverà nulla».


Buz si chiede, a ragione, perché i politici «non iniziano a fare crociate pure contro il Lotto, il Superenalotto, la Tris, il Winforlife ed i Gratta e Vinci». Omero , attraverso www.ladige.it, lancia un appello: «Finché siamo ancora in tempo chiudiamo tutto. Andando avanti così, avremo milioni di nuovi poveri e diseredati, il tutto a carico di noi contribuenti». Forti perplessità ci sono sull'ipotesi di vietare ai minori di 18 anni l'ingresso nelle sale. Dove sta Za Za: «Mah, secondo me poi alla fine verrebbe fuori come con i distributori automatici di sigarette che erogano il prodotto solo dopo che si inserisce la carta d'identità. Non importa di chi sia. Non c'è controllo». Un flop.

Il gioco è legale: è impensabile proporre di eliminarlo. Va però regolamentato per impedire il gioco ai minori e per contrastare la ludopatia.
Solo attraverso una tessera non cedibile (non certo la tessera sanitaria o la carta dei servizi) si potrà contrastare il fenomeno. Il giocatore deve rendersi conto di quanto spende, altrimenti è fin troppo facile cadere nel vizio. L'unica soluzione è una tessera biometrica: economica, sicura, e garantisce la privacy del cittadino.

Tra l'altro, specialmente per i giovani, c'è la possibilità di giocare "on line". Su internet. E su questo il nostro Comune non può neppure fare finta di fare qualcosa...

Ci sono altri passatempi!
Che costano poco e non rovinano nessuno!
Le slot-machine sono una droga in più.
Una costosa "dipendenza" quando giochi, ed anche quando la devi curare!
Per lo Stato tuttavia, è legale l'illegalità, se lo fa guadagnare.

Rottamiamo queste macchine oppure convertiamole in Internet point.

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