POZZA DI FASSA - Stagioni turistiche sempre più corte, un calo di presenze invernali tra il 15 ed il 30 per cento, entrate che diminuiscono, spese in continua crescita, la stretta creditizia che mette in grande difficoltà molte aziende, le tasse, la burocrazia che soffoca le imprese.
Sono problemi sempre più di stretta attualità anche per il mondo turistico alberghiero, come ha sottolineato ieri pomeriggio a Pozza, nell'aula magna dell'Istituto Comprensivo Ladino di Fassa, il presidente Celestino Lasagna , aprendo con una articolata relazione l'assemblea di primavera degli albergatori del Centro Fassa.
Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire, visto che certi temi ormai si ripetono da anni, ma le preoccupazioni crescono, per un comparto che rappresenta ancora l'elemento trainante dell'economia trentina, ma che, come ha ricordato in modo allarmato il presidente della sezione Asat di Moena Davide Moser , è ormai «giunto alla frutta», imponendo l'urgenza di lavorare tutti uniti per cercare di risalire la china.
Tra le sollecitazoni di Lasagna, una adeguata mobilità interna (ci sta lavorando il Comun General, attraverso il piano stralcio della valle, come ha ricordato la procuradora Cristina Donei ) ma anche relativa alle strade di avvicinamento, nuove infrastrutture, servizi di qualità, manifestazioni ed eventi di grande spessore sportivo, culturale e sociale, la soluzione dell'annoso problema delle Terme («Pozza è favorevole» ha precisato il sindaco Tullio Dellagiacoma «ma deve essere risolto il problema della concessione, dopodichè il Comune farà la sua parte»), una aggiornata promozione via Internet, in tutte le lingue possibili, la difesa delle specificità locali e delle peculiarità del mondo ladino, arte, cultura, tradizioni, senso di appartenenza.
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16 commenti
Tenere i prezzi un'pò più bassi male non farebbe, magari limitare le seconde case così da non avere paesi fantasma per otto mesi all'anno. L'importante è non distruggere il territorio con altri impianti di risalita semplicemete aberranti. Ed infine zero orsi dato che a nessuno piace fare la parte della selvaggina. Sveglia.
C'è un'immagine romantica di questo tipo di lavoro e stile di vita (perchè il lavoro in questo caso diventa uno stile di vita), ma conosco pochi giovani che sono al di fuori di questo mondo, che sarebbero in grado di sostenerne i ritmi, lo stress, le responsabilità.
Naturalmente anch'io credo che il mondo del turismo debba ancora fare dei passi da gigante per poter crescere, un po' perchè alcuni si sono fermati, un po' perchè nel turismo non ci si deve fermare mai.
A Trento poi di albergatori non ce ne sono molti, ma mi sambra che i macchinoni abbondino, come le super case.
Io personalmente non conosco altri imprenditori al di fuori del mondo alberghiero e ristorativo che lavorano almeno 10 ore al giorno, senza contare che se si riescono a prendere un giorno libero a settimana è un lusso. Per non parlare del logorio che porta il seguire gli ospiti, i collaboratori, i consulenti, la burocrazia,...
E' vero che vengono dati dei contributi al mondo turistico, ma sono solo una piccola percentuale rispetto agli investimenti che fa il privato. Inoltre vengono riservati percentuali di contributi molto più alte ad altre categorie.Considerate che è con il turismo e l'agricoltura che il territorio vive anche nelle vallate. In altre regioni ci sono piccoli paesini disabitati o quasi, perchè i giovani vanno nelle città per lavoro.
Ben detto Francesco, vivo in UK ed i colleghi di qui cuna volta venivano in Trentino a sciare da qui (moltissimi vanno in Francia ora) non hanno più voli e servizi navetta con le nostre località: bloccati in colonna sulle nostre mulattiere... che pena
E c’è ancora chi crede di poter risolvere il problema con la mobilità interna o con le solite miopi ricettine? Ma fatemi il piacere! Le infrastrutture, quelle vere, quelle che rendono il turismo aggiornato ai nostri tempi sono ben altre, ma nessuno le ha mai volute anzi, sono sempre state osteggiate.
chiagne e fotte !!!!!
Gli albergatori trentini potrebbero fare scuola: un esempio di scarsa lungimiranza, inesistente gentilezza, poca propensione a sfruttare le nuove tecnologie, livello culturale basso, sfruttamento del lavoro nero (specialmente con lavoratori stranieri), continui pianti per avere contributi dati a caso dalla PAT.
Loro ci mettono la peculiarità del territorio , arte, cultura, tradizioni, senso di appartenenza;gli altri (PAT in particolare) ci devono mettere i soldi,ovvio.
Da albergatore posso solo dire che il 90% dei colleghi non comprende che il turismo è cambiato da 20 anni a questa parte. Una volta i tedeschi scendevano 2 mesi d'estate, adesso ti fanno sì e no 3 giorni. E' nata Sharm, sono nati i voli low-cost... il mondo s'è allargato. Punto. Innovare e diversificarsi. Questa è la chiave.
Poveri albergatori! Vorrà dire che per quest'anno niente vacanze ai Caraibi dopo la stagione,e niente acquisto dell'ultimo modello di Suv o fuoristrada! Valà cari,è ora di finirla coi piagnistei, ed ostinarsi a vendere le mezze pensioni a più do 100euro al giorno!!! La gente fa bene a non venire più! I tempi son cambiati anche per voi, e tra un po perderete pure i clienti dell'Est(ultimo polmone d'ossigeno) come è successo con i germanici già da tempo!Eh si...siamo proprio alla frutta....
concordo con dani...
Gli albergatori? Ora piangono in quanto sono state vittime del GIGANTISMO sia nelle strutture che negli investimenti negli anni passati, mettendo seriamente a rischio sia il territorio che l'economia.
La provincia dopo aver elargito a fondo perduto i nostri soldi in ristrutturazioni alberghiere, sarà pronta nuovamente a calare i pantaloni per questa lobby piagnona. Lavoratori a 1000 euro incrociate le braccia!
Io gli albergatori e i contadini li ho sempre sentiti piangere.
i "lamentosi e piagnoni" lanciano l' attacco ai soldi della provincia.....