Nidi, più domande Dal 2013 via al serale

Sono trecento le domande di ammissione al nido presentate al Comune di Rovereto entro il 30 aprile scorso dalle famiglie che per i loro bimbi vorrebbero poter usufruire dei servizi per l'infanzia presenti in città. Sono soltanto dieci più dell'anno scorso, in termini di numeri dunque non indicano un aumento significativo. Il dato rilevante in questo contesto però riguarda le richieste, in crescita anche quest'anno, anche da parte di quei genitori che non lavorano.


Intendiamoci: il fatto che mamma o papà non abbiano un lavoro che li impegna quotidianamente non significa che non possano aver diritto a chiedere l'ammissione al nido per il loro piccolo. Oltre che un'esigenza reale quando non ci sono i preziosi nonni e decisamente più conveniente di una tata a tempo pieno, il nido può essere anche una scelta educativa. È il primo approccio alla vita sociale, in cui fin da lattanti si impara a vivere e condividere le regole di una piccola comunità, sotto l'occhio attento e premuroso degli educatori.


«Devo dire che ci aspettavamo qualche richiesta in meno quest'anno, ci ha un po' sorpreso notare che sono addirittura qualcuna in più dell'anno scorso perché credevano che la crisi economica avrebbe influito anche in questo» commenta Mauro Viesi, dirigente del personale al Comune di Rovereto. «Invece sono di più anche le domande di ammissione da parte di quelle famiglie in cui solo uno dei due genitori lavora, forse perché molti mettono le mani avanti nella speranza di trovarlo un posto di lavoro nei prossimi mesi».
Del resto con il nuovo indice Icef (introdotto a Rovereto già dal settembre dello scorso anno) le rette mensili che la famiglia paga per questo servizio di prima infanzia sono calate: in media vengono chiesti 226 euro al mese, ma chi ha l'indice più basso arriva a pagare soltanto 50 o 60 euro al mese. «Se pensiamo che il costo di un singolo bambino che frequenta il nido ammonta a più mille euro al mese, è decisamente poco» sottolinea ancora Viesi. «Questo costo viene coperto in larga parte dalla Provincia, per una quota dal Comune e in parte minore dalla famiglia».


I nidi comunali a Rovereto sono otto, uno in più rispetto all'inizio dello scorso anno scolastico. Da gennaio infatti è entrata a regime anche la struttura di Noriglio. I posti disponibili, nel complesso, sono poco meno di duecento, ma il numero esatto per l'inizio del prossimo anno scolastico si conoscerà tra qualche settimana. Il 21 maggio infatti verranno rese note le graduatorie di ammissione ai vari nidi. Ciascuna famiglia poi avrà cinque giorni di tempo per confermare o rinunciare al posto assegnato e l'elenco verrà quindi aggiornato, tenendo conto anche dei posti che si liberano per il passaggio dei bimbi alla scuola materna.
Degli otto nidi cittadini, che spesso arrivano a garantire posti anche ai lattanti provenienti dal resto della Vallagarina, cinque sono gestiti attraverso il personale comunale. La gestione degli altri tre è in appalto: uno è Noriglio, per gli altri due (Rosmini e Marco) la concessione è in scadenza ed è stata avviata la procedura di appalto alla quale hanno partecipato, per ora, due cooperative.


C'è un ulteriore novità che riguarda il prossimo anno (settembre 2013), un nuovo servizio che il Comune di Rovereto sta cercando di organizzare per andare incontro alle mutate esigenze delle famiglie. Si tratta del part-time pomeridiano: a Trento questa possibilità viene offerta da due asili nido della città che hanno organizzato il proprio servizio per soddisfare le richieste di part-time sia al mattino che al pomeriggio. I bambini vengono accolti nelle aule appena dopo pranzo e possono rimanere all'asilo fino alle 19.30.


A Rovereto questa soluzione dovrebbe prendere il via dall'anno prossimo, a settembre del 2013. Per il nuovo inizio di settembre 2012 era stata avanzata infatti l'ipotesi di un ulteriore prolungamento dell'orario per chi frequenta il tempo pieno. Era un'idea legata agli orari del commercio, pensata dunque per cercare di agevolare chi lavora fino a ora di cena nei negozi. È stata scartata però (troppo un'intera giornata al nido per bimbi così piccoli), e prende piede l'ipotesi del «serale».

Vorrei precisare che l'articolo intende semplicemente fotografare la situazione attuale in quel di Rovereto: l'aumento delle domande da parte di genitori che non hanno un lavoro è un dato di fatto, non contiene un giudizio su questo aspetto. Tanto più che chi scrive ha un posto di lavoro e un bimbo al nido per tenerselo stretto il lavoro, ma anche perchè crede nella valenza educativa del servizio

Per Chiara:chi 2 anni fa lavorava (visto che l'icef da presentare è del 2010) e ora è disoccupato si ritrova la retta massima e la beffa di finire in fondo alla graduatoria(+ lavorano in famiglia + alto è il punteggio).. Quindi di rubare c'è ben poco, se mi posso permettere, se ci sono sempre 200 posti e le domande sono sempre 300 forse non sarà il caso di aggiungere nuovi asili invece di prendersela con chi ha la moglie o il marito disoccupata/o ?

Probabilmente chi scrive l'articolo un lavoro lo ha, mentre chi fa domanda al nido con un genitore senza lavoro (la mamma nel 99.9% dei casi) lo fa perchè MAGARI il lavoro lo ha perso per la gravidanza e MAGARI vuole poter rientrare a lavorare visto che molti hanno mutui da pagare e con la crisi uno solo che lavora NON è più accettabile.

Lavorando serve il nido e lavorando il reddito aumenta e si paga di più. Sulla totalità quanti sono che cercano lavoro? Sono sicura che per 50/60€ al mese ci saranno famiglie che "rubano" posti a costo della provincia. Vergogna! Io sto impazzendo tra baby sitter e qualche volta la nonna di 80 anni per tenermi il posto il lavoro (in attesa di un posto al nido)! Basta! Mi verrebbe da votare Lega, altroché!

è ARRIVATO IL GENIO ZA ZA! I GENITORI CHE NON LAVORANO SPESSO UN LAVORO LO CERCANO... E SE LO TROVANO COSA IMPROVVISANO PER IL PARGOLO?

Mai pensato che i genitori che non lavorano possano essere alla ricerca di un lavoro? Cosa che richiede tempo se lo si fa sul serio. Senza contare che se uno lo trova poi rischia di perderlo subito se non sa come gestire il pupo...

...VERGOGNA in una provincia ricca come la nostra si deve fare la coda per trovare posto nei nidi pubblici...e intanto le "ricche" famiglie di lavoratori pagano 500€ al mese! Un plauso ai nostri geniali amministratori!

Ma genitori che non lavorano e mandano i pargolo al nido? Ma che lo avete fatto a fare mi domando e dico? A scaricarlo subito sulla pubblica amministrazione? Oppure perchè come dice l'articolo costa meno mandarlo al nido che tenerlo a casa oppure perchè c'è lavoro nero? Sarebbe molto bene approfondire la cosa.

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è evidente mai si erano prima interessati agli orsi

31-10-2014 21:05
Dj Garzia :

@sandro hai ragione ....non Serve perforare le montagne, La strada che esiste già basta...

31-10-2014 21:03
Gianni Zacchia :

Perfetto, così invece di avere un offerta distribuita per i vari lavori, questa scelta porterà...

31-10-2014 20:42
ilcomasco :

@Sandro - Concordo con il commento. Le grandi opera si fanno perché la torta da mangiare e...

31-10-2014 20:21
Autonomia :

L'ignoranza e la stupidità sotto una divisa permette di sentirsi intoccabili e arroganti.
...

31-10-2014 20:18