«Palazzi aperti», a Trento week end con il pienone

Non è prouderie, ma evidentemente sbirciare e mettere il naso in casa d'altri piace sempre. Soprattutto quando la casa è un monumento dal valore storico artistico e l'«occhiatina» la si può dare con tanto di guida al seguito. La formula di «Palazzi aperti» ha colto nel segno anche a Trento nel fine settimana. Come in numerosi centri di tutto il Trentino, l'edizione 2012 dell'iniziativa proponeva nel capoluogo e nei sobborghi l'opportunità di visitare luoghi e monumenti solitamente inaccessibili.
Se ad Arco l'opportunità offerta era addirittura quella di passeggiare tra i giardini e le celle delle suore di clausura, e in Valsugana la proposta era legata a spuntini e itinerari variegati dopo un viaggio in treno, anche senza troppi sforzi di fantasia a Trento e dintorni i promotori hanno fatto comunque il pieno. Il fascino ce l'hanno messo dimore e giardini di conca e collina.
Questo infatti è stato il tema scelto dall'assessorato alla cultura del Comune capoluogo, assieme all'Apt di Trento e del Monte Bondone e alle circoscrizioni cittadine.
Tra sabato e ieri, tutti e sette gli appuntamenti in calendario hanno fatto il pienone: sold out al desk dell'Apt di via Manci cui era obbligatorio prenotare per poter partecipare. Tanto che in molti casi, promotori e padroni di casa hanno fatto volentieri uno strappo alla regola, accogliendo anche visitatori oltre al tetto limite previsto in partenza.
Oltre ai classici come il Castello del Buonconsiglio, che soltanto ieri ha accolto - al netto di mostre e visitatori standard - 150 visitatori nei turni allestiti per «Passaggi nascosti tra Medioevo e Rinascimento» (un percorso attraverso gli ambienti affrescati di Castelvecchio, parte dei quali aperti per la prima volta al pubblico), in molti hanno scelto anche l'itinerario «Trento fuori le mura: da Porta Nuova al convento di San Bernardino», un'insolita camminata tra i giardini delle Canossiane e di casa Moggioli, fino al convento dei frati minori.
Ma la sorpresa è stata la risposta ottenuta dalle proposte legate alle residente private sparse per il circondario: piccoli gioielli nascosti di cui spesso poco sanno anche i residenti: da villa Melchiori Ceschi a Spré, una perla da poco ridata al suo splendore che domina Povo a fianco del Salé guardando perplessa il modernume sgraziato della «Margherita Grazioli», fino alle ville Salvetti e San Carlo a Villazzano e a quella Spath Julg di Tavernaro o al Palazzetto cinquecentesco di via Conci o la casa abbaziale a Piedicastello. Senza dimenticare le proposte andate in scena in settimana, come il tris di ville Gentilotti-Sardagna-Scotoni su per le Novaline a Mattarello.
Un successo che va in archivio a metà tra curiosità e cultura, arte e conoscenza del territorio con la soddisfazione per chi vi si è speso di poter pensare per il 2013 anche ad alzare il limite dei 20 visitatori per turno.

Perché si guarda senza vedere ...

Ma perchè queste cose si conoscono solo dopo che sono state fatte?!?

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Credo ci possano essere i termini per un ricorso giuridico . L'applicazione della proposta dell...

30-10-2014 16:46
la legge del PATT :

ognuno asino a casa sua...

30-10-2014 16:44
ein Burger :

Siamo alla realpolitik dei soviet.
Viva la libertà (di andarsene).

30-10-2014 16:43