RIVA DEL GARDA - «Un vulnus all'attività d'impresa, che lede il principio di concorrenza e rappresenta un provvedimento discriminatorio favorendo alcune attività a discapito di altre».
Dopo Moena e in attesa di Trento, è la delibera anti-slot votata e approvata quasi all'unanimità dal consiglio comunale di Riva a finire nel mirino dei legali di «Euromatic srl», la società che gestisce, noleggia e ripara migliaia e migliaia di videogiochi e videolottery sparsi sul territorio provinciale.
L'avvocato Michele Busetti di Trento, legale di fiducia dell'azienda, ha depositato proprio in questi giorni il ricorso al Tar contro il provvedimento proposto in aula dalla giunta Mosaner e approvato dal consiglio comunale con 25 voti favorevoli su 28 presenti. Ricorso rivolto ovviamente contro il Comune di Riva e in parte, come impone la legge se non si vuole correre il rischio di vederselo bocciare prima ancora della discussione, contro uno dei soggetti considerati dalla stessa delibera quale «luogo sensibile» nelle cui vicinanze, per un raggio di 300 metri, non è possibile l'insediamento di sale giochi o apparecchi presso esercizi pubblici o commerciali.
Nel mirino dei ricorrenti c'è anche la Provincia in quanto, spiega ancora Euromatic e il suo legale di fiducia Michele Busetti, la legge provinciale che ha consentito alle amministrazioni comunali di adottare provvedimenti per vietare l'istallazione di macchinette in locali che si trovino a meno di 300 metri (a Trento il provvedimento si estende a 500 metri) da luoghi sensibili, come oratori e scuole, «viola i principi di libertà di impresa e concorrenza sanciti dalla Costituzione».
Tra l'altro, nel caso della delibera portata in aula a Riva dal vicesindaco e assessore al commercio Alberto Bertolini, il provvedimento sarebbe discriminatorio in quanto crea una disparità di trattamento tra sale giochi e altre realtà, esercizi pubblici dove sono presenti videogiochi. Nel provvedimento rivano infatti il «fatte salve le licenze già in essere» riguarda esclusivamente le sale-giochi ma non altre tipologie di esercizi. Come ad esempio, nel caso di Riva, del «Sunrise Cafè» di viale Trento, dell'albergo «Rudy» a San Nazzaro, della tabaccheria «Bernardis» di viale degli Oleandri, esercizi pubblici per i quali la «Euromatic srl» ha concluso i contratti tra i soggetti in questione e Lottomatica.
Una norma dei Monopoli di Stato prevede la sostituzione entro il 2013 delle attuali macchinette con apparecchi nuovi al passo con la regolamentazione della percentuale di vincita massima a favore dell'utente. Ebbene, provvedimenti retroattivi come quello del Comune di Riva non consentirebbero di installare le macchinette sostitutive e senza la sostituzione i gestori rischierebbero il blocco da parte dei Monopoli e l'esaurimento dell'attività., spiega ancora l'avvocato Michele Busetti.
La delibera del Comune di Riva ha di fatto istituito un regolamento che impone che non si possono aprire sale giochi o installare slot, videolottery, etc. in esercizi pubblici e commerciali ad una distanza inferiore ai 300 metri da alcuni luoghi considerati «sensibili». I luoghi in questione sono, così recita la delibera approvata quasi all'unanimità ieri dal consiglio comunale, «istituti scolastici o formativi di ogni ordine e grado; centri ludico-ricreativi-sportivi-culturali di aggregazione e con frequenza prevalente di giovani e anziani; strutture residenziali e semiresidenziali operanti in ambito sanitario, scolastico e socio-assistenziale ivi comprese le strutture ospedaliere, le case di cura e per anziani; luoghi di culto; biblioteche e servizi; giardini e parchi di pubblico godimento».



4 commenti
Credo che la società delle slot vincerà il ricorso. I Sindaci non hanno motivo di vietare le slot in determinati punti. Altrimenti perché non vietano i bar vicini alle scuole (problema alcol) o i panifici che vendono cioccolata (problema obesità!!)?
Legalmente potrebbero davvero avere ragione ma eticamente avranno la coscienza sporca. L'unica cosa per superare il problema è non giocare. Una disobbedienza civile a cui però, non ci sarà alcun seguito. Quindi si giochi, si giochi e si giochi ancora!
Ma lo stato è così avido di soldi che permette il proliferare di queste macchinette?
perchè non un bel referendum per l'abolzione totale e indiscussa di queste macchine mangia soldi e rovina famiglie? Ma possiamo essere nelle mani di questi spacciatori? se un consiglio comunale vota con 25 su 28 non sarà proprio per caso e del resto quei consiglieri ci rappresentano! A quando lo spaccio di droga al mercato dato che la costituzione consente la libertà di impresa e la concorrenza?