Sparatoria, presi i due responsabili

Ci sarebbe un litigio tra donne all'origine della sparatoria di lunedì sera in via Dos Trent, a Piedicastello: un diverbio in rosa in un bar del centro città la settimana scorsa, che si sarebbe trasformato in uno scontro al maschile una volta che a prendere le parti delle rispettive ragazze sarebbero intervenuti i fidanzati.
Uno di loro, Armando Miraj, sarebbe colui che attorno alle 22 del 7 maggio scorso avrebbe fatto fuoco contro l'altro fidanzato, E. K., 23enne finito al Santa Chiara con un'infrazione tibiale alla caviglia destra. Fuor di linguaggio medico, un buco nella gamba destra. Provocato tra l'altro non da proiettili qualsiasi, ma da una cartuccia 9x19 parabellum. Usate esclusivamente per caricare armi in dotazioni a militari.
Accusati in concorso di aver voluto sistemare un banale litigio sparando per Piedicastello con armi da guerra (oltre che di aver iniziato le danze a colpi di mazza da baseball, l'arma scelta assieme alla pistola per punire la vittima), sono ora Armando Miraj, 23 anni e Edevaldo Perpali, 21 anni. Cugini, entrambi albanesi come la vittima, che l'Arma dei carabinieri del Nucleo investigativo di Trento ha individuato mercoledì sera a Borgo Val di Taro, ridente località di quasi 8mila abitanti del parmense e nota per i suoi porcini Igp, il Carnevale, la Fiera della castagna e la Sagra della Madonna del Carmine.
I carabinieri trentini, più che per i funghi, le castagne, le maschere e le madonne, si sono fiondati in Emilia una volta saputo dai colleghi della locale stazione che Armando ed Edevaldo - le cui foto segnaletiche ornavano le bacheche delle stazioni di mezza Italia da martedì mattina, dopo che E. K. al Santa Chiara li aveva riconosciuti come i suoi aggressori - li avevano visti proprio da quelle parti.
I due erano ospiti di un conoscente tenuto all'oscuro del perché della visita dei due che non vedeva da tempo e sapeva impegnati a Trento, l'uno a Levico l'altro, non precisamente in un luogo particolare della provincia di lassù.
Se n'erano arrivati martedì all'alba, a bordo della Fiat 500 con cui erano arrivati a Piedicastello per regolare a modo loro i conti. Ora sono in stato di fermo nel parmense, e su di loro pendono le accuse pesanti di di tentato omicidio in concorso e porto abusivo e detenzione di arma da guerra.  Le. Po.

Versione stampabileSend by emailVersione PDF

Tag

dario :

a leggere certi commenti cadono le braccia.Tanto sono banali e superficiali.Andrebbe ricordato...

23-07-2014 21:49
Alexiei :

Non sono i soliti delinquenti...Si tratta di gente che è scappata dalla propria terra a causa...

23-07-2014 21:42
Bravi.... :

..disinteressati, fari di legalità e altruismo, campioni di moralità e prototipi del buon padre...

23-07-2014 21:41
Lepre Marzolina :

In questi anni molti animali tra cui anche i preziosi orsi sono stati uccisi dai bracconieri e...

23-07-2014 21:25
ANONIMUS :

concordo appieno con ilnomedellasposa, gli skinnhead a volte esagerano ,ma in fin dei conti...

23-07-2014 21:23