«I negazionisti a Levico non sono benvenuti»

«I negazionisti a Levico non sono benvenuti». L'assessore Lamberto Postal, della lista Democratici e Riformisti di Levico Domani, e con lui Massimo Cazzanelli, comunista e candidato per la stessa lista, non usano giri di parole, nell'indicare come sgradita la presenza di don Floriano Abrahamowicz, sacerdote lefebvriano, balzato agli onori delle cronache per le sue dichiarazioni negazioniste sull'Olocausto: «Io so che le camere a gas sono esistite per disinfettare, ma non so se abbiano fatto morti o no».


Una presa di posizione, la loro, affidata ad una «lettera aperta» alla cittadinanza, scritta non appena hanno visto il volantino che annunciava la presenza del sacerdote. Ma partiamo dai fatti. Venerdì 18 maggio, alle 20.30, presso la sala Francesco Giuseppe del Grand Hotel Imperial di Levico Terme si svolgerà il convegno su «Governo delle banche, signoraggio della moneta». Ad organizzarlo - secondo quanto indicato nelle e-mail di invito - il Coordinamento Trentino Area Nazionale. Poi ecco l'elenco dei relatori: Roberto De Laurentis, presidente dell'associazione artigiani, Loris Lombardini, presidente Confesercenti, Manuel Negri, dirigente nazionale La Destra, settore economia e, appunto, don Abrahamowicz, noto anche in Trentino dove, nel 2009, aveva celebrato messe in latino con il rito preconciliare.


Ad aumentare lo sconcerto dell'assessore e di Cazzanelli, il fatto che sul volantino viene indicato il patrocinio del Comune di Levico Terme. «Ma sentiti il sindaco e gli assessori competenti - rilevano - emerge che il patrocinio non è mai stato concesso». E il primo cittadino, Gianpiero Passamani, lo conferma: «Un consigliere di minoranza (Cristian Libardi ndr), mi aveva detto che volevano organizzare un convegno sul signoraggio bancario. Io ho spiegato che non finanziamo gruppi politici, a prescindere dal colore e che per ottenere il patrocinio si deve presentare una richiesta scritta e poi serve un conchiuso di giunta. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna richiesta».  


Ad aumentare lo sconcerto di Postal e Cazzanelli, anche la location: «La città ha istituito a suo tempo, presso i giardini dell'ex ospedale di Levico, che si trova a pochi metri dall'Imperial Grand Hotel (sede della serata e di proprietà della Patrimonio spa, quindi della Provincia), un Giardino della memoria proprio sull'Olocausto. Lungi dal voler fare un processo alle intenzioni, ci auguriamo che la serata verta effettivamente su questioni economiche e bancarie! Levico è da sempre una città aperta , democratica e pronta al dibattito politico, che però tale si presenti, in maniera chiara e non equivoca». Da qui l'invito ai cittadini a non partecipare.


Insomma, il problema non riguarda il tema del convegno né la presenza di De Laurentis o Lombardini. «Ma dal punto di vista morale la presenza del sacerdote non è gradita», ammette anche il sindaco.
E sul nodo patrocinio (o «patriocinio» come appare sul volantino), uno degli organizzatori, Matteo Irranca, fa chiarezza: «È stato un errore mio, me ne assumo la responsabilità e chiedo scusa. Nessun tentativo di forzare la mano, ho anticipato troppo i tempi per andare in stampa, ma correggeremo i cartelloni. Il patrocinio? A questo punto non lo chiediamo, non voglio mettere in imbarazzo sindaco e giunta, né fare polemiche». Fino qui la parte organizzativa. Ma sui relatori la difesa di Irranca è netta: «Questo non è un convegno sulla Shoa, non si parla di politica o revisionismo storico, ma di signoraggio bancario. Un tema di stretta attualità, sul quale don Floriano è un esperto. Siamo in democrazia e ciascuno è libero di esprimere le sue idee - sottolinea - Se Cazzanelli e Postal hanno qualcosa da dire, vengano al convegno».


Il punto è che la presenza del sacerdote ha sorpreso anche gli altri relatori. «Ho saputo ieri, con sorpresa, che c'era questa persona - rileva Loris Lombardini - Ho accettato l'invito a partecipare al convegno perché me lo ha chiesto De Laurentis, con il quale c'è un ottimo rapporto. Devo dire che se lo avessi saputo non avrei accettato - ma credo che nemmeno De Laurentis ne fosse a conoscenza - Io ritengo che la mia presenza non sia opportuna se permangono questi relatori, perché con questa persona non ho nulla a che spartire».
Quanto a De Laurentis, pare di capire che anche lui fosse all'oscuro della presenza del prete negazionista. A questo punto, dunque, anche la sua partecipazione vacilla.

22 commenti

don Floriano Abrahamowicz è d'origine ebraica. Il presidente dell'ANPI del Trentino Schmid è stato partigiano a 3 anni.I primi a rivedere la storia dell'olocausto ebraico sono stati uomini legati alla sinistara politica. In Francia i comunisti Serge Thion, Pierre Guillaume, Roger Garaudy, eccetera. In Italia i comunisti Cesare Saletta, Andrea Chersi, Claudio Moffa. In america il professore comunista ebreo Norman Finkelstein è a capo della corrente revisionista olocaustica.

IL DUBBIO SORGE SPONTANEO: "NON E' CHE QUALCUNO TEME COSI' TANTO CHE SI PARLI DI UNA TEMATICA SCOTTANTE E POLITICAMENTE SCORRETTA COME IL SIGNORAGGIO BANCARIO, CHE ARRIVA A TIRAR FUORI UN ARGOMENTO CHE NON C'ENTRA NULLA PER BOICOTTARE L'ARGOMENTO VERO DELLA SERATA?" INOLTRE LA REDAZIONE DE L'ADIGE VA RINGRAZIATA COSI' COME L'ANPI CHE FA LA CONTROMANIFESTAZIONE: "PIU' PUBBLICITA' DI COSI'..." E' COME SE IL CONVEGNO SI FOSSE GIA' TENUTO. SENTITAMENTE SI RINGRAZIA.

A "a Stefano": non mi risulta che il prete in questione abbia ammazzato migliaia di innocenti.
Condivido quanto scritto da naneluti.

Fino a prova contraria Totò Riina, Bernardo Provenzano e Bin Laden hanno ammazzato. Questo Abrahamowicz ha colpa di aver detto una "minchiata". Credo che sia un po' diverso.

Anche Napolitano nel 1956 disse che l'intervento in Ungheria dell'URSS era giusto e doveroso. Ma nessuno si sogna di non farlo parlare perchè ha detto una "minchiata".

Ben detto!
Anzi, passo subito all' azione: organizzerò una serata-discussione su "i piccoli frutti di Sant'Orsola"con ospiti: Totò Riina, Bernardo Provenzano e un figlio di Osama Bin Laden(peccato sia morto, avrei invitato lui in persona)..tanto non devono mica parlare di bombe!!
Dai su Stefano...sii serio nella vita, che a certe frasi ci possono abbocare solo i bambini o gli stupidi

è una riunione di " destra radicale" in fin dei conti tutti provengono da quella parte per primo l' ex " missino" laurentis ... hanno bisogno di visibilità , basta snobbarli.....

Non si può dar spazio a certa gente!Neanche sulla stampa!

Scusatemi ma non ho capito bene: fanno un convegno di stampo ECONOMICO e il giornale ci monta un caso perchè UNO DEI RELATORI è negazionista sull'olocausto??!?!?

Ma siete lo stesso giornale che diceva che non bisogna censurare la Hack perchè è in contrato con la Chiesa ma non era quello il tema della serata?

Questo Abrahamowicz parlerà di olocausto? No. E allora?

io credo che sia un tipo di censura e la censura storicamente non ha mai portato ne democrazia ne idee;vale per la Hack vale per Abrahamovicz o per chiunque;
Semplicemente si deve controbattere con argomenti e documentazione.
se si deve discutere del signoraggio delle banche non credo che sia influente l'idea dell olocausto del prete.
semplicemente si deve controbattere con argomenti e documenti.

Si, visto il passato politico di Lombardini mi auguro proprio che non partecipi!!!

Si, visto il passato politico di Lombardini mi auguro proprio che non partecipi!!!

Ringrazio il sig. Postal ed il sig. Cazzanelli che con la loro cultura e lungimiranza difendono il popolo dall'oscurantismo più becero. Grazie Assessori ( non certo marocheti)

L'intolleranza è il seme dell'ignioranza e la base di chi si ritiene superiore. Ascoltare e discutere non dire no per ritenersi gli eletti.
Auguri a Levico

Il sacerdote negazionista dimentica o forse non sa che molti suoi "colleghi" sono morti nei campi di concetramento e per mano di nazisti e di comunisti.

Postal e Cazzanelli, che non sono uomini di fede, non dovrebbero neanche aprire bocca. Su Lombardini, chiunque vada verso i sessant'anni sà di che personaggio si tratta.

fascistelli. sempre i soliti... dio ce ne liberi.

solita paura delle istituzioni quando si capita di trovarsi di fronte "persone scomode"

solita paura delle istituzioni quando si capita di trovarsi di fronte "persone scomode"

A Levico non passano!

una democrazia è matura quando non si ha paura delle idee altrui... il negazionismo è un falso storico, il 99% della popolazione uropea lo sa... per questo non dobbiamo aver paura delle idee di quel 1% che la pensa in modo diverso.... è la democrazia che va difesa non la diffusione del pensiero unico...

La storia la scrivono i vincitori, non è mai come scritta sui libri... e poi si ha paura di una versione diversa. Mi incuriosisco, leggo alternativo e mi accorgo.........

Per decenni hanno professato lo stato dell'arte vigente in unione sovietica o per meglio dire URSS della libertà dell'individuo ecc..ecc..ecc..alla faccia del negazionismo.

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