La protesta degli artigiani

Sabato prossimo, 5 maggio, centinaia di artigiani trentini manifesteranno contro la crisi edilizia. L'appuntamento è alle 10 alla sala della Cooperazione. Non si tratta di un convegno ma di una vera e propria manifestazione «di allarme e di proposta», dice il presidente di Assoartigiani  Roberto De Laurentis . L'iniziativa è partita dalla riunione del direttivo di categoria, presieduto da  Carmelo Sartori , con la giunta dell'Associazione lo scorso 13 aprile ( l'Adige  del 14 aprile) ed è stata poi decisa vagliando diverse possibilità.
Secondo gli edili artigiani, almeno 1.000 delle 5.600 piccole imprese della filiera sono a rischio a causa della crisi. Sono in pericolo circa 3.000 posti di lavoro. Con la manifestazione di sabato, si legge nel comunicato di convocazione, si intende portare all'attenzione della politica provinciale la necessità di «azioni concrete a tutela delle nostre aziende, dei nostri imprenditori e delle loro famiglie, dei posti di lavoro nostri e dei nostri collaboratori, della nostra comunità».
A un certo punto sembrava ci fosse la possibilità di una manifestazione unitaria con i sindacati, poi sfumata. «La nostra iniziativa è comunque aperta a tutti - afferma De Laurentis - Sottoporremo alla politica otto proposte per rilanciare il comparto delle costruzioni».
Nella piattaforma delle imprese edili artigiane ci sono proposte sugli appalti, contro il massimo ribasso ma anche per accrescere la possibilità di lavori «sequenziali», i cosiddetti appalti-spezzatino che aiutano la partecipazione delle piccole aziende locali. Ma sono contenute anche richieste sui regolamenti, sui contributi ai privati per le ristrutturazioni, dopo l'insuccesso dell'ultimo bando della Provincia, sui centri storici.
Centrale nella preoccupazione degli artigiani è la questione del credito che non c'è. «Abbiamo scelto di svolgere l'iniziativa alla sala della Cooperazione, ma questo non ci impedirà di dire quello che pensiamo» rimarca De Laurentis. Non si faranno sconti, quindi, neanche alle Casse Rurali.
Secondo la Banca d'Italia, il credito accordato dalle banche al settore dell'edilizia in Trentino ammonta, al 31 dicembre 2011, a 2.702 milioni di euro, 323 milioni in meno rispetto a fine 2010. I finanziamenti effettivamente utilizzati sono pari a 2.185 milioni, l'80% dell'accordato, mentre un anno prima eravamo al 78%: la forbice si stringe.
D'altra parte dimimuisce il valore delle garanzie reali, cioè degli immobili, sceso dai 1.371 milioni del dicembre 2010 a 1.274 milioni. Le aziende edili in sofferenza sono 221, cioè 42 in più in un anno. Le rate insolute dei debiti ammontano a 258 milioni, con un aumento del 25% sul 2010.  F. Ter.

18 commenti

Abbiamo lavorato in subalppalto l'impresa ci doveva 36.000 euro abbiamo chiesto il blocco alla comittente - ente pubblico - grazie a questa legge non ci ha potuto versare i ns. soldi e dopo 7 mesi l'impresa a richiesto il concordato e oggi ci e' arrivata la lettera che vogliono chiudere con il 6,4% del debito., noi abbiamo nel frattempo pagato i contributi, i fornitori ecc.ecc., i ns. soldi sono li bloccati ma non li vedremo piu'.

oltre all'essere invidioso,sei un persona piccola piccola, e nel tuo piccolo,continua pure a godere.Contento te!!!

Nel veder fallire costruttori, immobiliaristi, artigiani. Dove non e' riuscita l'opposizione poplare, a combattere efficacemente la cementificazione del territorio ci sta riuscendo il boomerang della crisi provocata proprio dagli stessi che stanno fallendo. Non hanno capito quando era ora di smettere...ed io godo nel sentirmi vendicato. Peccato che i piu' furbi l'hanno scampata e si sono arricchiti.

Fin che la barca va ... lasciala andare. Aveva ragione la O. Berti, ma ora la barca sta imbarcando acqua. Di certo se non ho soldi difficilmente mi faccio un mutuo per "crearmi un futuro". E' da masochisti "impiccarsi" con i debiti da onorare per lasciare le rogne ai famigliari eredi. Per cui cerco di "tamponare" il presente e attrezzarmi per il divenire ... chi vivrà vedrà.

L'edilizia è un settore che incide fortemente sul pil, questo è indubbio; ma ciò che non si prende mai in considerazione è il danno sociale e ambientale che crea.
1. il lavoro nero si versa soprattutto in quel settore;
2. il consumo di suolo genera solo danni all'ambiente e di conseguenza all'uomo.
Si dovrebbe dire stop a nuove costruzioni e lavorare sull'esistente; aumentare i controlli sui cantieri; incentivare l'uso del legno (trentino!) nelle abitazioni, ecc.

he ma quando pochi anni fa vi comperavate il macchinone dove eravate? non tutti ma molti di voi quanto ci hanno guadagnato con il passaggio all'euro!.lungi da me criminalizzare però il mercato era eccessivamente spinto verso l'alto. si era arrivati a pagare più un'ora di un idraulico di un'ora dal ginecologo...per non parlare del nero.dispiace però le colpe sono da distribuire

Sono un artigiano anch'io,ma ritengo assurda una manifestazione di protesta! La crisi è per tutti i settori cari miei! Ma cosa credete di ottenere, dei Bonus una-tantum??? Da domani allora,proteste e manifestazioni per tutti settori!Mah,ridicoli...

Solidarietà a questi nemmeno per niente. Adeguino i prezzi al mercato reale e la crisi si risolverà. Via gli albi professionali, via le licenze per esercitsre un mestiere via la burocrazia delle camere di commercio e poi se ne può parlare.

Ragazzi miei siete al collasso, il piccolo sparirà, rimarrà solo chi lavora anche fuori regione...prima o poi deve arrivare la selezione naturale...le case invendute sono molte, prima o poi chi non ha il soldo fallisce e alla banca interessa solo rientrare del delta...

Piena solidarietà agli artigiani veri.Non quelli del secondo lavoro o nero.Però in una Italia che ha creato un welfare e una miriade di servizi costosissimi che si riflettono sul costo della manodopera è quasi impossibile stare nel mercato.Poi se tutti portano i capitali all'estero,bisogna andare all'estero a lavorare e a pagare poi le tasse.Così rimarranno quelli che si lamentano ad automantenersi se ne son capaci.

troppo tardi ormai il settore è cotto. lo sappiamo tutti. ci sarà una drastica riduzione del fatturato e un'altrettanto drastica riduzione del numero di imprese. alternative nessuna.

naneluti bravo!!!! la speculazione sui prezzi degli immobili è stata ed è vergognosa!!! a chi lavora nel campo edile vengono pagati stipendi da fame, ora la crisi si fa sentire ma gli operai non hanno gruzzoletti in banca!!!!che provino cosa significa non arrivare alla terza settimana anche i"PADRONI". niente aiuti con i soldi delle tasse dei DIPENDENTI!!!

carissimo, può essere anche una protesta contro l'immobilismo pubblico e la burocrazia devastante!!! non è sempre tutto da vedere con occhio negativo

Protesta contro chi? Contro se stessi ovviamente. "Chi e' causa del suo mal..." La miopia degli artigiani e' proverbiale: con il loro "nero" hanno pesantemente contribuito alla crisi in corso, con la loro avidita' all'innalzamento dei prezzi ed all'esaurimento repentino della domanda. Ed ora, tapini, pensano alle loro maestranze!!! Troppo cinico per coglierne il senso del ridicolo!!!

Proprio artigiani e comparto edilizio vanno a protestare?! Loro che hanno incassato quintalate di soldi in nero e raddoppiato i costi delle case dall'avvento dell'Euro? Ma un po' di vergogna non la hanno questi? Zitti dovrebbero stare... Zitti!

Piena solidarietà agli artigiani.Però se tutti si ostinano a voler lavorare in regione e a farsi concorrenza subappaltando agli affamati più o meno stranieri e a rincorrere i prezzi bassi, non se ne esce.Le imprese sane non hanno problemi di liquidità diretta, sono i nostri clienti che non vengono finanziati e quindi non spendono più e ci mettono in crisi.Se tutti portano i capitali all'estero, bisognerà andare a lavorare all'estero.Pagando le tasse all'estero.Inutile il pianto.

Semplice hanno costruito come dei matti per 15 anni dappertutto e con la complicità delle banche che davano mutui al 100 per cento a cani e porci, senza garanzie o con garanzie minime, poi il giocattolino si è rotto ed adesso che ha fatto i soldi se li gode (visto i prezzi gonfiati degli appartamenti) e gli operai che hanno costruito le case fanno la fame in cassa integrazione o licenziati.
E andare a controllare chi veramente si è arricchito?!?....

Protesta contro chi?
Contro chi non ha i soldi per comperare la casa che costa un occhi della testa?
Speriamo che uno degli 8 punti da sottoporre ai politici riguardi i tagli drastici dei prezzi degli alloggi.
Certo che sono di buon cuore,si preoccupano dei collaboratori! quando il mercato tirava e i soldi (anche in nero)correvano,magari si poteva dare qualche € in più ai collaboratori anzichè
ai venditori di Porsche Cayenne.

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