Itas a Di Benedetto, delegati agitati

Non dovrebbe essere la solita liscia, rassicurante liturgia assicurativa in salsa tridentina. Promette di essere frizzante, o perfino qualcosa di più, l'assemblea dei delegati dei soci assicurati Itas convocata domani alla cantina sociale di Trento «Le Meridiane», di fronte al McDonald's, alle ore 10.


Non solo la successione al vertice, dal roveretano cooperatore e tranquillizzante Paolo Marega (presidente della Rurale di Rovereto) al friulano ex agente e arrembante Giovanni Di Benedetto (classe 1944, da Pordenone) sta agitando il sonno dei delegati trentini. È il radicale rinnovamento del consiglio d'amministrazione (complici anche le recenti norme anti-incompatibilità del governo Monti, che hanno colpito in questo caso i cooperatori creditizi seduti nel cda Itas) a preoccupare la pancia degli agenti indigeni, allarmati per una serie di ingressi che eleveranno probabilmente il tasso tecnico del consiglio, ma «detrentinizzandolo», allentando fortemente il rapporto (peraltro da sempre cercato da Di Benedetto) con il movimento cooperativo e con la politica.


Tanto che circolano da un po' di tempo - negli ambienti coop - voci apocalittiche addirittura sul possibile trasferimento della sede legale. Fanta-politica assicurativa a parte, tra questa fine aprile (il più crudele dei mesi, dice il poeta) e l'11 maggio (data del cda che sancirà l'ascesa del peraltro trentinissimo Ermanno Grassi alla poltrona di direttore generale al posto di Fabrizio Lorenz) matura una svolta rivoluzionaria per l'Itas mutua, uno degli scossoni più forti in una lunghissima storia cominciata in era asburgica, nel 1821. Comprensibile dunque che il «corpo» della mutua si agiti e sussulti. Naturalmente, senza pronunciamenti ufficiali ma con robusto tam-tam malpancista.


Già il 12 dicembre 2011 il cda di Itas, nominando i 4 saggi per la selezione del nuovo consiglio (l'ex dg Ettore Lombardo presidente, e i delegati Ottone Zambotti, Erwin Girardi e Alessandro Trevisan), aveva sancito «l'importanza della distinzione tra responsabilità proprie della direzione generale e quelle del consiglio», e «la necessità di un consiglio che rappresenti competenze e professionalità, anche e soprattutto alla luce di solvency II, con amministratori impegnati e competenti anche nella funzione di verifica e controllo dei settori».  pgh

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
I commenti sono limitati ad un massimo di 500 caratteri.
By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.
Versione stampabileSend by emailVersione PDF

Tag

pablo :

se si fa qualcuno si lamenta, se non si fa qualcuno si lamenta.... ci sono criticità ma prima...

17-04-2014 08:19
@ la faccia giusta :

Hai visto? Sei stato un buon profeta...
Lo hanno appena candidato alle Europee...

17-04-2014 07:40
Sonia :

Complimenti ai ragazzi e a quanti hanno realizzato con loro il progetto. Molto bello, semplice e...

17-04-2014 01:02
Sonia :

Che mondo meschino!! Non sai mai il vicino che cosa ti riserva pur di godere di te. La fiducia e...

17-04-2014 00:37
che criticoni! :

voi non ripetete mai delle battute?!

17-04-2014 00:32
 

 

 

 

 

Seleziona la provincia
Seleziona la tipologia