«È dovere di tutti  andare a votare»

Il direttore dell'Adige Pierangelo Giovanetti, nell'editoriale di domenica scorsa, ha una volta di più contestato la credibilità dei partiti politici e ha segnalato il rischio di una deriva populista e qualunquista, a seguito di improvvisati profeti. Ha, poi, correttamente indicato anche nella quotidianità responsabile l'atteggiamento utile a recuperare significato alla politica e all'impegno per la collettività.
Una prima occasione di verifica di un agire politicamente responsabile la vivremo in Trentino domenica prossima, quando le elettrici e gli elettori della nostra Provincia saranno chiamati ad esprimersi con un referendum sulla prosecuzione o sulla cessazione delle Comunità di Valle. Poiché considero ogni chiamata al voto un preciso dovere civico, parteciperò alla consultazione referendaria. Non mi convinse a rimanere a casa, tanto tempo fa, il politico Craxi. 
Non mi convinse a fare altrettanto, anni dopo, il cardinale Ruini; non mi convincono, oggi, quei politici locali, che suggeriscono più o meno apertamente l'astensione, tradendo un indicibile imbarazzo di fronte all'oggetto di questo specifico referendum.
Anzitutto, è proprio la delicatissima situazione nazionale, che dovrebbe piuttosto indurre ad impegnarsi, anziché ad estraniarsi rispetto al ruolo istituzionale, che compete ad ogni elettrice e ad ogni elettore: ciascuna e ciascuno di noi è parte del popolo sovrano. Il voto, ogni voto, è la espressione palese di tale sovranità.
È, appunto, un dovere prima ancora che un diritto. E, anche se lo intendessimo anche solo come diritto, il voto ci è stato consegnato come strumento di democrazia universale da una vicenda di resistenza popolare alla dittatura e alla guerra: il rinunciare ad esercitarlo per motivi futili appare, ad una coscienza libera, quantomeno inopportuno e ingeneroso.
Il referendum provinciale del 29 aprile prossimo non è della Lega: lo è stato nella fase della raccolta delle firme, ma - una volta concretizzatosi - ora è di tutti. Promosso da quel partito politico secondo previsioni di legge e seguendo le procedure legittime, è ora strumento partecipativo esteso alla generalità del corpo elettorale trentino. Se non ragionassimo così, anche questa estrema, benché rara forma di partecipazione, diventerebbe elemento di quella insana modalità di confronto politico, che è soltanto scontro e mai riflessione e mai decisione.
Poi, se vogliamo, possiamo entrare nel merito.
Le Comunità di Valle sono arrivate nel panorama istituzionale trentino con parecchie ambiguità di percorso, tanto che la legge istitutiva sembra più una aggregazione di compromessi anche dell'ultima ora, piuttosto che un testo ordinamentale sistematico. Su di esse, peraltro, la classe dirigente provinciale si era molto impegnata a garantirne un ruolo fondamentale nella evoluzione del quadro della nostra speciale Autonomia.
Questo percorso innovativo ha trovato riscontro peculiare nel fatto che per le elezioni degli organismi delle Comunità è stata messa in gioco una generazione nuova di persone, nuova di età e, in molti casi, anche nuova di esperienza: quasi una prima prova di classe dirigente del futuro.
Perché le Comunità di Valle funzionino, entrando finalmente a regime, è necessario si realizzi una condizione indiscutibile, che da sempre sottolineo nei miei interventi in merito: la Provincia, da un lato, e i Comuni, dall'altro lato, devono trasferire alle Comunità competenze, personale e denaro.
Se questo avverrà velocemente e con intelligenza e generosità maggiori di quelle sinora dimostrate da tali soggetti istituzionali, le Comunità avranno un futuro diverso da quello del binario morto sul quale finirono ben presto i vecchi Comprensori. In alternativa, non si capirebbe quale mai processo semplificativo ed innovativo della nostra speciale Autonomia si sia voluto avviare (e sarebbe inopinatamente perduta una fetta della nuova classe dirigente). Ancora: al di là di ogni modesto opportunismo preelettorale (quell'autunno del 2013 sempre così incombente alle nostre latitudini) dovremmo saperci interrogare con sincerità e lungimiranza sui ‘numeri' delle nostre Istituzioni autonomiste. Possiamo effettivamente continuare a reggere con settanta consiglieri regionali (trentacinque dei quali anche provinciali), una Giunta regionale e una giunta provinciale a composizione variabile, duecentodiciassette Comuni (con Sindaci, Consigli comunali e Giunte), le Comunità di Valle ora in discussione, i consigli circoscrizionali nelle due principali città, le Asuc, i Bim, le società partecipate, le fondazioni, gli Enti di vario tipo e natura?
Anziché farcela fare dall'esterno, con forme e per finalità talora discutibili, questa domanda dovremmo porcela serenamente noi trentini, perché riguarda una questione vera, attuale e seria.
Questo è il quadro sul quale ragionare. All'interno di esso, per quanto riguarda le Comunità di Valle, personalmente ne accetto la logica, facendo credito alla attuale classe dirigente provinciale e comunale di un coraggio maggiore e quindi della capacità di effettuare quella devoluzione di competenze, di personale e di denaro, che potrà rendere le Comunità articolazioni efficaci della nostra Autonomia.
E che, un domani, potrebbe indurre ad un ulteriore percorso di accorpamento e di semplificazione anche nel più ampio contesto istituzionale e funzionale appena sopra citato.
Per questo, andando a votare domenica 29 aprile, mi esprimerò per il mantenimento delle Comunità di Valle. Votando così, sentirò di avere impegnato la attuale classe dirigente nel senso che ho descritto. Se non andassi a votare, giustificherei - invece - ogni suo atteggiamento omissivo e dilatorio nel merito.


Claudio Molinari
È senatore della Repubblica
eletto nel collegio di Rovereto.

45 commenti

Sì, è un dovere andare a votare alle prossime provinciali al fine di mandare a casa i "manipolatori del bene pubblico" che con la demagogia "imbigolano" il popolo affinché serva loro da zattera per le crociere nel "mare magnum" dei privilegi di casta.

Indipendentemente dal pensiero politico o dal partito in cui si ripone la fiducia, il SI sarebbe la cosa giusta.
E comunque a parere mio, il centro sinistra trentino lo trovo poco democratico.

...allora jack illuminaci tu che sembri informato! A ma sembra che abbiano cambiato la pentola, ma non la minestra! Le CDV hanno sostituito i Comprensori, ma le spese sono sempre di più. E' questa la razionalizzazione e l'efficienza? Svuoteranno parte delle competenze dei Comuni; a chi serve ciò?? Solo come serbatoio di voti!

Gran parte di coloro che vogliono votare SI sanno pochissimo delle comunità di valle, come funzionano, quanto costano, che benefici danno, che problemi danno. Si va a votare SI soprattutto per "passaparola", per "sentito dire", e più che altro per un diffuso malessere verso la politica e i politici, cosa che la Lega sa cavalcare sempre molto bene. Salvo poi non essere in grado di dare soluzioni. Distruggere senza dare soluzioni è una cosa stupida. Per questo mi asterrò dall'andare al seggio.

Mi chiedo chissà perchè nessuno (a parte l'
Adige)ne parla del referendum... Tv e Trentino completamente sordomuti....

Direi che prima di un dovere, è un diritto. Un dovere prevede un obbligo, un diritto lascia alla persona la facoltà se esercitarlo o meno. E siccome non mi va di muovermi dalla sedia, non andrò.

ANDIAMO tutti a votare bastano 5 minuti.

a tutti coloro che con onestà intellettuale dichiarandosi non leghisti han scritto di andare a votare sì:
credete che la Lega avrebbe la stessa onestà intellettuale nel caso che il referendum passasse???

A livello nazionale il Governo Monti spinge per cancellare le province, e le cariche negli enti non previsti dalla Costituzione debbono essere gratuite.
In Trentino facciamo esattamente il contrario. Attenzione a fare gli snob e a usare l'Autonomia come scudo per privilegi di casta!

Se lo dice Molinari senatore della reppublica delle banane dritte piutosto vado a prentere il sole. Nè a farve onser tutti quanti taliani con la vostra finta democrazia.

Oggi 25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE,convinciamo più gente possibile da portare a votare domenica al Referendum perchè questa è democrazia.

Sentire i discorsi di quei (pochi) interessati che difendono le Comunità, mi sembra di sentire le argomentazioni di chi difendeva il nucleare. "se passa il referendum sarà distruzione"; "se passa si bloccherà tutto" ahahah
La crisi economica è enorme, la gente voterà in massa e di quello che dicono partiti e partitini non gliene frega davvero nulla. Se vince il SI c'è tutto da guadagnare.

Io votero per l'abrogazione di questo ennesimo ente inutile e soendaccione, farebbero bene i partiti ad andare nel deserto libico per otto generazioni. Ma pensate poi che una volta VINTO, manterranno??? no cari miei,,le comunità ce le troveremoi tra i piedi per almeno altri 10 anni come i loro inutili presidenti. Sperem.

l'art. 48 della costituzione dice che vorare è un "dovere civico" ... è la stessa costituzione che dice che "ogni cittadino è uguale davanti alla legge"?? quella che dice che l'italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie??
Mi sono riletta i primi 10 articoli della costituzione, e mi sono venuti i brividi e non sono riuscita ad andare oltre: la nostra cara, egualitartia, sociale, onesta costituzione è stata, di fatto, abrogata!! altro che dovere di voto!

Condivido l'idea di Matteo R.:
Semplificando anche la prassi, (un domani magari per via telematica), il referendum potrebbe diventare un normale strumento di democrazia diretta. In luogo della rappresentativa o meglio "autoeletta" (vedi "Porcellum"), che certo non ci rappresenta e pensa soprattutto ai propri stipendi e privilegi. Oltre a volerci rappresentare a vita, quando tutto cambia velocemente!

Onore a Molinari.
Pur non condividendo le sue idee ha detto quello che molti del PD dovrebbero dire.
Andare a votare e votare SI o No non importa.
Le CDV saranno veramente destinate a crescere se il quorum verrà raggiunto e vincerà il No!
Ma purtroppo sarà una bella giornata e i trentini lo sappiamo non hanno senso civico!

D'ora in poi NON ANDRO' PIU' A VOTARE, 1°) Per le stesse motivazioni del sign NANELUTI
2°) cosa serve votare ai REFERENDUM, se poi,il RISULTATO del voto popolare NON VIENE GARANTITO ???? Come quando ABBIAMO VINTO il referendum sull'abrogazione del finanziamento ai partiti, CHE NON E' STATO MANTENUTO,come si vedono oggi i risultati.

Franco.B di Trento

Il buonismo del PD va di pari passo con la prepotenza della Lega. Ambedue dannosissimi.
Questo non e' un normale referendum! E' solo una delle tante operazioni da guastatori che la Lega pone in essere anche per darsi visibilita'. Alla Lega, della democrazia, non gliene puo' frega' di meno. La Lega non si combatte porgendo l'altra guancia, ma solo con l'occhi per occhio, dente per dente!

Giusto andare al voto, largamente d'accordo con Molinari solo così la democrazia vince.

La logica di Molinari è quella di tenere un piede in due scarpe. Sono per il mantenimento delle Comunità, ma allo stesso tempo anche contro perchè è matematico che in caso di validità vincerà l'abrogazione delle Comunità (e vi sfido a dire il contrario).
Proprio un vero senatore, politico, italiano. Se siamo nelle condizioni in cui siamo lo si deve proprio alla politica del piede in due scarpe.

mai voterò ad un referendum indetto dalla lega!!!

Bravo Molinari. tu sì che te ne intendi!!

la costituzione dice che il referendum è l'unica votazione alla quale ci si può astenere ad andare a votare, in quanto anche questo "modo" è una dichiarazione di voto!

mi recherò a votare se e quando:
1) toglieranno i rimborsi elettorali
o in alternativa mi riconosceranno un rimborso elettorale
2)toglieranno il quorum ai referendum
e rispetteranno la volontà degli elettori.

non andrò a votare;
obbedirò in ritardo alle esortazioni della lega a livello nazionale che esortava a boicottare i referendum e a considerare "buttati e da addebitare ai referendari i soldi spesi per i referendum.
Consiglio ai nostri governanti di seguire l'esempio dei partiti nazionali per il finanziamento ai partiti:vincesse il SI,che affossa le comunità di valle,sostituire il nome con :comunità di monte e procedere.

Andiamo tutti a votare e diciamo SI per l'abrogazione.

Se Domenica sarà soleggiato, penso che l'esortazione di Molinari, sarà stata più che necessaria.

Il referendum è stato indetto e noi, secondo la Costituzione, abbiamo il diritto-dovere di recarci alle urne per esprimere il nostro parere. Questo non è solo un referendum politico pro Lega (che non voterò mai!)ma una consultazione democratica circa l'eliminazione di un ente inutile e sprecone. Andiamo tutti e facciamoli neri!!!!

Anche a Trento e altri Comuni del Trentino si stanno raccogliendo le firme per l'iniziativa nazionale per togliere il quorum e migliorare gli strumenti di dmocrazia diretta (Quorum zero e più democrazia"). E' un'occasione per tutti i cittadini per darsi da fare...se si vuole cambiare in meglio...

Bravissimo,senatore Molinari! Così si ragiona.

@Gianna: è vero che è previsto il voto segreto...ma essendoci il quorum chi "tifa" per il no molto probabilmente resta a casa, e il suo no si somma a quello degli altri astenuti. Chi si reca alle urne è perchè vuole modificare lo stato attuale...e a stragrande maggioranza saranno votanti del si (vedi referendum nazionali di giugno 2011)

Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 titolo VII <>

Il senatore Molinari assomiglia a "lumazi" che escono quando piove. Lui esce quando c'è odore di prossime elezioni e di cambiamenti politici, non tanto per sostenere qualche idea (che non ha!) ma per dire ci sono ancora ricordatevi di me. Non accettiamo poi nessuna lezione da chi milita nel "partito" di Rutelli.

Concordo sull'obbligo di andare a votare. Non condivido invece l'opportunità di mantenere le CDV. Un contenitore che appare desolatamente vuoto nel risolvere problemi concreti, ma attivo in questioni di immagine e di facciata. Che diventa un inutile orpello e doppione, invece di semplificare ed alleggerire il già pesante apparato burocratico

Ai referendum non votare é un diritto. Il resto sono chiacchere.

non sono d'accordo.... l' astensione è sempre un' segnale di opposizione , rimane il fatto che ultimamente solo i " soloni" politici ci fanno la morale , molti di noi sanno cosa fare , ricordatevi che abbiamo una testa e un cervello che giudica meglio di voi , "barricati" sulle vostre preziose sedie o al riparo del triste futuro con i "vari tesoretti"....

Sentire i discorsi di quei (pochi) interessati che difendono le Comunità, mi sembra di sentire le argomentazioni di chi difendeva il nucleare. "se passa il referendum sarà distruzione"; "se passa si bloccherà tutto" ahahah
La crisi economica è enorme, la gente voterà in massa e di quello che dicono partiti e partitini non gliene frega davvero nulla. Se vince il SI c'è tutto da guadagnare.

Qualsiasi sia l'argomento di un referendum c'è sempre qualcuno che invita ad astenersi dal voto. Continuiamo così che stiamo andando bene (a fondo).

bene, benissimo che se ne parli e che si inviti la gente alla cittadinanza attiva andando a votare...forse allora si raggiungerà il quorum e allora, statene certi....sarà un gran tonfo per questo ente fatto apposta per riclare politicanti.

... se cè una cosa da disertare, sono le politiche pv, l'unico modo per purificare l'agg "onorevole". e speriamo di essere a milioni....

Votare è il primo dovere di una democrazia,chi invita a non farlo a paura della democrazia.Al Referendum si vota si o no chi vince si prende il merito e non capisco perchè UPT PD e PATT non vogliono fare andare a votare i Trentini.
Se vincono con una valanga di voti sarà un loro grande merito o no !!!!!!! Per onestà morale anche se iscritto ad un partito richiamato sopra voterò SI .

Bellissime parole!Complimenti, sono completamente d'accordo, anche io andrò a votare per confermare le comunità di valle, sperando che incomincino in futuro ad essere veramente utili a tutta la popolazione e non solo a qualche presidente o finto politico....

Il referendum è una forma di democrazia diretta attraverso la quale i cittadini possono esprimere la propria opinione direttamente su una norma. L'esercizio del voto è un diritto e un dovere civico ed è effettivamente bizzarro che alcuni partiti chiedano ai cittadini di non votare.

La penso esattamente così!
Questo è parlare da cittadino responsabile e da membro del Senato. Non come i presidenti delle comunità che fanno gli snob e vanno a spasso.
Si vota sempre, non solo quando fa comodo. Ma i trentini l'hanno capito! Ci sarà una grande affluenza!

La costituzione prevede il voto segreto nelle urne, non vedo queste dichiarazioni di voto, è comunque una chiamata a seguire....., sono certa che tutti abbiamo l'obbligo del segreto delle urne ed dovremmo uniformarci, anche i politici.

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