Malattia del sonno: 1400 in cura

ARCO - Si dorme poco, a volte male perché non rispettiamo le più comuni norme di igiene del sonno, e in molti casi le persone non sanno di essere affette da vere e proprie patologie che non permettono di riposare bene.
Sono 1.400 i malati con sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Osa) in cura domiciliare con ventilatori e seguiti dal centro del sonno di Arco, reparto che si occupa fin dal 1992 proprio della diagnosi e della cura dei disturbi respiratori nel sonno, quali russamento ed apnee nel sonno.
«Un tempo i pazienti dovevamo andarli a cercare - ammette il responsabile Alessandro Salvaterra - ora siamo subissati di richieste perché i casi sono numerosi».
Le statistiche dicono che soffrono di questa patologia il 4% degli uomini e il 2% delle donne. Non tutti lo sanno, però, e subiscono i sintomi senza fare nulla.
Dal 1992 ad oggi, il Centro di Arco ha studiato oltre 8.500 soggetti e ha fatto diagnosi di sindrome delle apnee ostruttive nel sonno in 4.500 soggetti, fra questi circa 1.800 (1.400 quelli in cura oggi) sono stati avviati alla terapia con Cpap (macchine per la respirazione usate principalmente dai pazienti nelle loro abitazioni durante il sonno). Questi ultimi sono la punta dell'iceberg perché i casi meno gravi (circa 400-500 nuovi all'anno) vengono curati in altro modo. Proprio nelle scorse settimane, per far fronte a questo continuo aumento di domanda, l'Azienda sanitaria ha deliberato l'acquisto di 350 Cpap e di 70 umidificatori.
Ma in cosa consiste la sindrome delle apnee notturne nel sonno?
Si tratta di una alterazione patologica caratterizzata da «pause» o interruzioni del normale respiro (appunto le apnee) durante il sonno. I principali sintomi sono il russamento, il sonno non ristoratore e la sonnolenza diurna. Se non diagnosticata i rischi sono a breve termine la riduzione della capacità di concentrazione, irritabilità, riduzione dell'attenzione, colpi di sonno alla guida con aumentata probabilità di incidenti stradali e lavorativi. I rischi a lungo termine, invece, sono di tipo cardiovascolare, ovvero una aumentata probabilità di avere una pressione arteriosa elevata con aumentato rischio di infarto miocardico e di ictus cerebrale.
«Le persone che soffrono di questa patologia - spiega il medico - hanno centinaia di risvegli ogni notte e nella maggior parte dei casi non se ne accorgono nemmeno perché si tratta di risvegli di pochi secondi. Ciò nonostante il fisico ne risente e l'aumento della sonnolenza diurna è alla base del 20% degli incidenti stradali e degli infortuni sul lavoro. Se alla sonnolenza aggiungiamo un bicchiere di vino gli effetti sono moltiplicati».
I costi socio-sanitari derivanti delle apnee nel sonno sono molto rilevanti ed è stato dimostrato che curando questa malattia si possono ottenere ottimi risultati sulla riduzione degli incidenti stradali e lavorativi, sulle performance scolastiche e lavorative, sulla prevenzione del rischio cardiovascolare con la riduzione della pressione arteriosa, delle aritmie ed in particolare delle recidive di fibrillazione atriale, del numero degli infarti cardiaci e degli ictus.
«Questi risultati - spiega Agostini - vengono raggiunti attraverso vari tipi di intervento fra cui il calo di peso (spesso le persone che ne soffrono sono obese, ndr), la posizione laterale nel sonno, le terapie dell'ortorinolaringoiatra per migliorare la pervietà nasale durante il sonno, la riduzione del fumo e dell'alcool nelle ore serali, gli interventi chirurgici, il posizionamento di apparecchi dentari che spostano in avanti la mandibola, ma soprattutto con la terapia ventilatoria durante il sonno, applicando cioè un piccolo ventilatore alle vie aeree denominato Cpapa». Spesso insieme al ventilatore viene proposto un umidificatore incorporato per ridurre l'irritazione della pressione sulle vie nasali. Ma quali sono i sintomi da non sottovalutare?
Innanzitutto il russamento, poi naturalmente le apnee nel sonno, i risvegli con sensazione di soffocamento, la bocca secca al risveglio, sonnolenza diurna, irritabilità e ridotta capacità di concentrazione, riduzione della potenza sessuale. A rischio soprattutto gli uomini tra i 35 e i 55 anni, gli obesità, coloro che hanno collo grosso, mento sfuggente, tonsille ipertrofiche, lingua ipertrofica, ostruzione nasale notturna.

Za, no se pol gnanca pù morir en paze.

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