In Trentino ogni cento bambini ne nasce uno con una cardipatia congenita. A questo numero vanno aggiunte le aritmie (30 casi all'anno circa), alcune delle quali anche piuttosto serie. Piccoli cuori matti. Piccoli cuori che hanno bisogno di cure. Famiglie che hanno bisogno di supporto. Esperti che hanno bisogno di fare rete per curare al meglio questi bambini. In Trentino i piccoli pazienti con problemi cardiaci seguiti dall'unità operativa di pediatria del Santa Chiara sono circa 500 ai quali vanno aggiunti altri 200 con aritmie.
Proprio perché i numeri anche nella nostra provincia stanno diventano importanti e per il fatto che i medici trentini, non solo pediatri, ma anche i cardiologici e altri specialisti, si sono adoperati per prendersi carico di questi malati per limitare al massimo le cure fuori provincia (comunque sempre necessarie quando serve l'intervento chirurgico), per il secondo anno consecutivo il dottor Giulio Porcedda, pediatra del Santa Chiara, ha organizzato il congresso di cardiologia pediatrica: «Il cuore, il bambino, la famiglia: dalla dimensione scientifica all'esperienza di vita». All'appuntamento, che inizierà oggi e proseguirà sabato al polo tecnologico di Rovereto, saranno presenti, oltre ai maggiori esperti in materia italiani, anche famiglie e piccoli malati cresciuti pronti a raccontare la loro esperienza.
Sul fronte delle cardiopatie, ad esempio, la pediatria segue con attenzione sei nuclei familiari trentini considerati «a rischio». Individuata in un bambino l'aritmia legata a una malattia rara, è stato scoperto che anche i familiari soffrono della stessa patologia.




1 commento
questo si,è un vero grosso problema, al quale spero possano esserci rimedi e della quale, mi auguro, l'attenzione sia massima.