La rinuncia allo sci estivo, la semplificazione della rete di impianti, il risparmio di acqua ed energia nelle attività sciistiche e il rilancio dell'intera montagna con i parametri di qualità e di rispetto della Convenzione delle Alpi e dell'Unesco.
Dopo lo stop all'eliski, ci sono tutte queste opzioni, e altro ancora, nell'innovativo piano d'area e di sviluppo concordato dall'associazione ambientalista Mountain Wilderness e della Società Marmolada srl, che gestisce gli impianti sulla «regina delle Dolomiti». È il piano (trasmesso a Provincia, Regione Veneto, Comuni di Canazei e Rocca Pietore, Comun general e Comunità montana) che in Fassa indica una nuova strada collaborativa, e che l'ambientalista Luigi Casanova e l'imprenditore Mario Vascellari presenteranno venerdì alle 11 a Pedavena, indicando le linee del futuro sviluppo della Marmolada secondo i principi condivisi della tutela ambientale e paesaggistica dell'intero gruppo.
«Un passaggio significativo, sia dal punto di vista culturale che sociale - annunciano i firmatari dell'accordo - di un innovativo percorso che parte del mondo imprenditoriale e dell'associazionismo ambientalista alpino hanno condiviso».
«Condividiamo le posizioni del Comune di Canazei sulla necessità di un intervento strutturale sulla strada della Fedaia, per garantirne l'apertura - premette Casanova - e quella sul riordino dei parcheggi alla base della diga. Riteniamo necessario un collegamento leggero fra versante trentino e veneto della montagna - continua - e conveniamo sul riordino paesaggistico, con l'eliminazione del tunnel verso il ghiacciaio e dell'impianto di Sass del Mul. Il risparmio energetico è poi alla base delle attività sciistiche, mentre riteniamo valide le linee della Provincia di Trento sulla valorizzazione: il patrimonio della Grande guerra, l'impianto idroelettrico, la ciclabile attorno al lago». Infine, la Marmolada dovrebbe entrare in rete con le aree protette dolomitiche del patrimonio Unesco, attraverso un «corridoio ecologico» secondo le linee della rete europea Natura 2000.
«C'è un comune obiettivo, la qualità dell'ambiente e dell'offerta turistica - commenta l'ingegner Vascellari - che nasce da due approcci opposti. Una volta capito questo abbiamo lavorato con discreto impegno e riteniamo il risultato un'ottima sintesi».
«Un capitolo - informa poi Casanova - è dedicato alla formazione e ai servizi, ed è volto ad allargare la stagione di lavoro degli operatori; nel capitolo sulla valorizzazione e il marketing indichiamo poi il distretto culturale della Marmolada per la ricostruzione della sua storia e del patrimonio identitario. Questo è un accordo fra privati - conclude - ora c'è bisogno di concertazione». La palla, insomma, deve necessariamente passare alle istituzioni: Comuni, Comunità, Provincia e Regione.




4 commenti
Un altro esempio del qualunquismo politically correct dai falsi contenuti e della pochezza di certi imprenditori. In Marmolada si sarebbe potuto fare molto di piu' con poco di piu' ed eliminando il vecchio.... Voglio vedere Casanova ( che magna a spese dello stato) come incrementera' in turismo con le sue idee da fricchettone
Ogni volta che vado a sciare sulla Marmolada guardo con orrore e schifo quel bastione di ferro e cemento a Punta Rocca. Come qualcuno diceva... "Magico Trentino"
Sarebbe decisamente ora! Stop a questi scempi!
L'importante e' che dopo anni di liti, avvocati e chaicchere inutili si faccia qualche cosa di serio e realistico per la Marmolada...Iniziando dall'impianto di Pian dei Fiacconi che va tolto...e quindi nessun collegamento con Punta Rocca dal versante trentino.Si valorizzi altro...