Spaccia  a 15 anni, fermato dal papà

Stava per essere «avviato» allo spaccio, tentato dalla prospettiva di facili guadagni. Probabilmente ignaro dei rischi che l'infilarsi in quel giro poco raccomandabile avrebbe comportato, dato che ha appena quindici anni.
A riportare sulla retta via l'adolescente trentino, residente in Valsugana, è stato il padre: insospettitosi nel vedere il figlio maneggiare denaro che lui non gli aveva mai dato e comportarsi in modo strano, di fronte ai silenzi del ragazzo l'uomo non ci ha pensato due volte e l'ha portato in caserma, dai carabinieri.


I militari del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Borgo, hanno così potuto risalire al presunto fornitore del quindicenne, un ventenne albanese che è stato arrestato e deve ora rispondere di estorsione e di cessione di stupefacenti, con l'aggravante della minore età del destinatario.
I fatti risalgono a circa un mese fa: è allora che il quindicenne si sarebbe fatto convincere da Raimond Palushi, l'amico di cinque anni più vecchio, a seguire le sue orme.
Il ventenne infatti - come appureranno i carabinieri una volta raccolta la testimonianza dell'adolescente - a dispetto della giovane età è una loro vecchia conoscenza, conosciuto per la sua attività di piccolo spaccio in Valsugana.
Palushi a metà gennaio avrebbe consegnato al quindicenne circa venticinque grammi di hashish, affidandogli il compito di spacciarlo a sua volta ad amici e coetanei: è possibile che il ventenne volesse così crearsi una piccola rete che coprisse il bacino d'utenza delle scuole superiori.


Per far sì che il quindicenne non avesse dubbi sulla bontà della scelta fatta e convincerlo si stava incamminando su un sentiero che avrebbe garantito un futuro ricco di soddisfazioni, soprattutto per il suo portafoglio, Palushi assieme allo stupefacente avrebbe anche consegnato al ragazzo una somma di denaro.
Proprio quella che ha fatto sorgere al padre del quindicenne i primi sospetti. Il genitore - racconterà poi lui stesso ai carabinieri - ha provato più volte a chiedere al figlio da dove venissero, ma senza ottenere risposte convincenti.
Quando i suoi silenzi e le sue risposte evasive, si sono aggiunte a comportamenti sempre più strani, l'uomo ha deciso di risolvere drasticamente la questione: «Se non parla con me, almeno forse lo farà con voi», avrebbe detto presentandosi in caserma a Borgo.
Una scelta che ha confermato la bontà dei suoi dubbi: il ragazzino di fronte ai militari ha preferito raccontare tutto, consegnando loro anche l'hashish e il denaro ricevuto a titolo come «incoraggiamento», posti sotto sequestro dagli uomini del capitano Fabio Di Martino.
 

Versione stampabileSend by emailVersione PDF

Tag

Trombetta :

dagli all'untore!!! sono stufa dei luoghi comuni e trovo ingiusto quanto scritto dalla signora...

23-07-2014 11:39
mariano :

40 giorni di un ehm..politico quanto costano? e quello non mi cura di certo,anzi,mi "cura" il...

23-07-2014 11:38
In Olanda ............. :

le signorine in vetrina pagano le tasse e l'affitto dell'appartamento e lavorano quanto e come...

23-07-2014 11:36
mariano :

E l'ospedale come lo chiameremo??

23-07-2014 11:34
@ Paolo Chiariello :

"... piano di parita' si chiama catena."
Si, catena di San Antonio, non dire pagliacciate...

23-07-2014 11:32