L'allarme: «Io, vittima della dipendenza sessuale»

La dipendenza sessuale è un fenomeno spesso relegato in qualche angolo buio della consapevolezza sociale, mentre chi ne vive sulla sua pelle le conseguenze fatica a uscire dall'ombra e chiedere aiuto. Un pensionato di Trento - che qui chiameremo signor L. - ha trovato la forza: si è reso conto di aver sviluppato in poco più di un anno una forma di dipendenza online nei riguardi di siti porno o di racconti erotici.


«Come molti altri - spiega - ho cominciato per curiosità, ma presto ho capito che non riuscivo più a definire il confine tra il piacere personale e una forma di dipendenza. Perciò un mese fa ho contattato l'Ama, l'associazione che mi aveva già aiutato a chiudere con il fumo. La mia proposta di occuparsi del problema è stata accolta e ora sarà avviato un gruppo di auto mutuo aiuto. Nel frattempo mi sono informato, ho letto un libro dello psicologo Cesare Guerreschi ("La dipendenza sessuale") e mi sono iscritto al sito www.noallapornodipendenza.it. Ho compreso la dimensione sociale del fenomeno: non capitava certo solo a me... E la stragrande maggioranza di queste persone (quasi tutti maschi) è accomunata dalla clandestinità: le compagne sono all'oscuro ma vivono una criticità affettiva».
 

Nel suo caso come sono scattati i campanelli d'allarme?
«Premetto che non vivo una situazione di coppia e non voglio rinchiudermi in un recinto di moralismo o sessuofobia; credo nel rispetto della libertà individuale ma anche nella necessità di affrontare il rischio che essa stessa diventi una gabbia. Quanto a me, tutto era cominciato con una naturalezza direi ingenua, al punto che avevo anche raccontato a qualche amico la scoperta di questo mondo virtuale. Poi, di là dalla frequentazione insistente di due siti, ci sono state in particolare un paio di esperienze brutte. La prima, un'amicizia via email con una donna che diceva di essere un'inglese abitante in Nigeria; con l'approfondirsi della relazione, lei disse che voleva venirmi a trovare ma non aveva i soldi per il viaggio. Decisi allora di pagarglielo io. Lei me ne fece avere via email una copia (poi rivelatasi un falso) per rassicurarmi. Quando mi presentai allo scalo di Venezia ad accoglierla, lei non arrivò. La chiamai al telefono e mi disse di aver avuto un incidente andando in aeroporto e di essere stata ricoverata in ospedale in Nigeria. Tentò pure di chiedermi altri soldi ma io naturalmente tagliai i ponti.
Poco dopo, una storia del tutto simile mi capitò con una donna britannica ma in quel caso evitai accuratamente di sborsare il denaro richiesto.
Purtroppo in Internet è facilissimo camuffare la propria identità: si utilizzano fotografie altrui, si respinge ogni richiesta di usare la videochat ("non ho Skype", era la risposta), si costruisce una realtà virtuale che nasconde tentativi di truffa o attività da escort».
 

I siti possono creare problemi economici anche direttamente...
«Non è il mio caso, ma frequentando il forum online noto che per molte persone le ore quotidiane trascorse in rete comportano esborsi per accedere a servizi o scaricare materiale».
 

Un gruppo di aiuto che ruolo può avere in questo contesto?
Il passaggio fondamentale è lasciarsi alle spalle lo sdoppiamento della personalità che in genere caratterizza chi è affetto da dipendenza. Il gruppo che faremo a Trento si occuperà di dipendenza nel Web e fuori, per far uscire dall'oscurità questo problema e per creare insieme l'energia necessaria a liberarsi. Lo sbocco - come ho già visto col fumo - dev'essere un taglio netto, le mezze misure non sono efficaci».

Avete tutti ragione!

x Pragma: ti consiglio di dare un'occhio al sito linkato ( www.noallapornodipendenza.it ) e leggerti le testimonianze, anche solo un paio, sia di uomini che di donne.

Il fenomeno non è da sottovalutare.

Ho letto l'articolo sul cartaceo e credo che il titolo non sia appropriato. Questa non è una dipendenza alla pornografia ma una truffa come ce ne sono tante su Internet che fanno leva sulle debolezze umane e del maschio in particolare.
Se uno non ci arriva a capire che "vedere cammello, dare denaro" sarà sempre un ingenuo. Internet non c'entra.

Bisogna tornare alle tradizioni, il virtuale sta rovinando molte persone...

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22-08-2014 11:57
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22-08-2014 11:30
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22-08-2014 11:25