TRENTO - Per fortuna nessuno, fuori dai piccoli confini trentini, s'è accorto del flop clamoroso del raduno di assessori, aspiranti consiglieri provinciali e segretari di partito in piazza Battisti nel nome dell'autonomia. Avremmo rischiato la pernacchia sonora del resto d'Italia, tra le risate generali.
Settecento persone, per lo più militanti di partito e personale politico, che scendono in piazza per protestare perché il Corriere della Sera ha scritto che il governatore Dellai prende uno stipendio mensile più alto della Merkel e di Obama (cosa peraltro vera). Una sfilata di relatori e di «convocati», che vivono per lo più di stipendi pubblici o di prebende provinciali, che si mobilitano contro chi chiede all'Autonomia trentina di non sprecare i soldi che ha. Un presidente che da quindici anni governa questa Provincia, che con la sua corte di assessori sfila tra i gagliardetti per «difendere» l'Autonomia.
Dichiarando quindi di fatto il fallimento di quindici anni di governo, se non è stato capace di difenderla con quel po' po' di strumenti che aveva. Una totale autoreferenzialità dei protagonisti e assenza di popolo (e di spontaneità) che fa ringraziare Iddio che i centomila dell'Asar non erano così, perché altrimenti l'Autonomia non l'avremmo mai vista riconosciuta.
Se la cosiddetta adunata doveva servire a «mostrare i muscoli» e ad «alzare la voce» contro chi critica l'Autonomia, s'è rivelata un autentico boomerang, dimostrando ancora una volta che chi governa deve governare (bene) non usare le piazze (peraltro vuote) per autolegittimarsi e perpetuarsi (magari per il quarto mandato). Questa non è difesa dell'Autonomia, è populismo che una volta si rimproverava alla Lega.
Perché la forza dell'Autonomia si dimostra governando in maniera diversa il territorio rispetto ai centralismi statali, alle burocrazie ottuse, agli sprechi dei costi della politica. Non facendo gli offesi, se (giustamente) qualcuno li critica.
Grazie al Cielo l'identità profondamente autonomista dei trentini non si misura dalla manifestazione di ieri, perché altrimenti saremmo messi veramente male. Ma se ieri la gente, il popolo, i trentini, non sono scesi in piazza (erano molti di più per il ritrovo spontaneo delle donne «Se non ora quando» dello scorso anno), non è per indifferenza, ma perché l'Autonomia non è sentita come minacciata da Forze del Male o da Poteri centralisti e autoritari, o da Lobby giornalistiche avverse. Semmai l'Autonomia è avvertita a rischio, perché se ne è perso il significato di autogoverno e di collaborazione di tutti. Perché si è avvitata su stessa in un centralismo provinciale che a volte è peggio di quello nazionale; perché i Comuni - che sono la base dell'Autonomia - sono svuotati di poteri; perché troppi - a cominciare dagli amministratori - ritengono l'Autonomia solo una questione di soldi; perché non si muove nulla in questo nostro Trentino a cominciare da molte imprese, categorie, associazioni, se non c'è Mamma Provincia a dare il là, a fornire i soldi, a organizzare e dirigere.
Questi sono i pericoli per l'Autonomia avvertiti dai trentini, rafforzati da leggi antiautonomiste come l'«Adelina» che cancellano secoli di storia di gratuità e di volontariato nella gestione della comunità, trasformando in occupazione e indennità di carica anche il fare l'assessore supplente del Comune di Massimeno.
Se il resto d'Italia, che non ha nemmeno i soldi per riparare le scuole a rischio di crollo, chiede ragione di come spendiamo le risorse in gettoni di presenza delle circoscrizioni, o per inventarsi nuove cariche elettive del terzo livello, o per vitalizi da 6.000 euro netti al mese assegnati ad ex consiglieri da quasi 40 anni, non possiamo rispondere rispolverando piumotti e la banda e scendere in piazza gridando al nemico. Si risponde governando meglio, rendendosi conto che certi lussi non sono più sostenibili neanche per noi in tempi di crisi generale, in cui l'Italia tutta è chiamata a tirare la cinghia.
Alle altre regioni vanno dati segni concreti che qui non si spreca il denaro pubblico. Al governo nazionale si deve anticipare un progetto di contenimento di risorse e di compartecipazione al risanamento del debito nazionale, prima che Monti batta cassa chiedendo anche alle Autonomie speciali di fare la propria parte. A chi accusa i trentini di vivere alle spalle «dell'autonomia sudtirolese», si risponde con un progetto di Terzo Statuto e di collaborazione fra autonomie provinciali. A chi a Roma e a Bruxelles accusa l'Autonomia di privilegio, si controbatte con una presenza politica trentina forte e rappresentativa in Parlamento e a Strasburgo, che sappia far conoscere e far valere la specialità trentina. A chi fra i giovani non sa cosa è l'Autonomia e la nostra storia, si fa fronte insegnandola di più e meglio nelle scuole, nelle associazioni, nelle comunità di valle.
Questo va fatto per difendere l'Autonomia, non nostalgici (e vuoti) pseudo raduni di piazza, che dimostrano solo l'impotenza politica di replicare coi fatti a chi ci accusa di essere solo dei privilegiati.



149 commenti
Carissimo Direttore,quel giorno ero presente, invitato da un manifesto affisso in paese, purtroppo Lei ha ragione,c’erano molti,troppi politici,diversi dirigenti Provinciali,ecc… purtroppo gente comune davvero poca
Sbaglio o tanti che osannano l'autonomia trentina al contempo criticano le richieste di autonomia delle altre Regioni? Leggo post al ferro e fuoco contro il federalismo. Decidetevi una volta per tutte da che parte stare...... e un plauso per l'ottimo articolo, lucida analisi scritta senza polemica. Ma le lucide analisi fanno male..... e si ribatte solo con altrettante lucide analisi.
Io credo che la maggior parte di quelli che la osannano e criticano tutto ciò che riguarda il Trentino, non individuano i pericoli dell'autonomia in quello che a scritto Lei signor direttore ma sono semplicemente invidiosi perchè questa autonomia la vorrebbero nelle loro regioni.
Direttore, sottoscrivo il Suo articolo dalla prima all'ultima parola. Mi chiedo però il perchè di questo improvviso cambio di rotta della linea del Suo giornale.
I piccoli giornali e una nostalgia d'altri tempi. Ma questa è storia!!!
Siamo sempre lì: non va mai bene niente, tipico italiota.
Di insulti ne ho letti proprio pochi e nessuno sulla Terra Trentina. Più che altro sono emerse forti perplessità sull'uso strumentale che si vuole fare della nostra bellissima Autonoma; l'Istituzione piace a tutti, almeno questo io ho capito, un pò meno piace chi la utilizza a proprio uso e consumo.
chi mangia nel piatto che insulta e dove sputa, chi sa solo lamentarsi e frignare ma non si spende in prima persona, non c'era.L'unico flop,è quello di questi professionisti del lamento+stampa quasi tuttaforesta/strapagata, ridondante diautoreferenzialità e saccenteria prezzolata al $oldo becero italiota nazionalista, che parla senza esser stato presente
Io mi riferivo a quelli che scrivono da regioni limitrofe, non sono trentini o mi sbaglio?
sarebbe ora di finirla con questa storia dei veri trentini, visto che se i veri trentini erano solo quelli della manifestazione sono meno dell'1 per mille della popolazione...
Vedo che questo articolo ha ben compattato tutti gli entusiati della giunta DELLAI ed i non Trentini.I complimenti e le ovazioni si sprecano OVVIAMENTE.
Direttore, se lo sarebbe mai immaginato? Tanti complimenti per aver detto la VERITA' nuda e cruda quale essa appare agli occhi di tutti! Un saggio di giornalismo VERO e SINCERO!!! Grazie
Articolo stupendo complimenti al direttore.
.......da uno di centrosinistra.
A chi dice che in Italia non c'è libertà di pensiero e di stampa, rispondo che la libertà bisogna avere il coraggio di prendersela, come ha fatto chi ha scritto questo magnifico articolo.
Non ho mai elogiato i giornalisti ma questa volta mi levo il cappello leggendo questo articolo. Complimenti, analizzare meglio la sistuazione nella quale viviamo penso sia difficile.
3 commenti a favore(educatamente) della manifestazione, neanche uno pubblicato. Mi scuso del disturbo, non accadrà più.
gh'è su i nosi cosini todeschi che se ride adòs...
Caro Direttore Giovannetti, oggi più di ieri abbiamo bisogno di veri giornalisti. Il suo intervento sulla manifestazione di Sabato lo immette a pieno titolo nel solco del pensiero degasperiano che l'Italia intera ricorda con amore ed orgoglio. Complimenti. Giuseppe
bene continuiamo coì!! adesso andiamo a votare il referendum abrogativo del nuovo carrozzone mangiasoldi e creapensieri e poi disertiamo alle amministrative così imparano a ridurre i l numero dei Consiglier!!!!!!!!!! è l'unico sistema per delegittimarli!!!!!!!!
Forza continuiamo cosìì adesso andiamo a votare il referendum abrogativo del nuovo carrozzone mangiasoldi!!!! e poi disertiamo le altre elezioni così forse li delegittimiamo e forse capiscono che la riduzione dei Consigieri era da fare!!!!!!!!!!!!!!
bravo Giovannetti, analisi lucida e spietata, pe questo fa male...alla casta locale, che pretende di perpetrarsi all'infinito per volontà divina!!!!
grandissimo direttore!Penso che lei sia l'unico in Trentino che faccia delle analisi serie senza i paraocchi della Politica io se lei candidasse la voterei subito! Sta facendo più politica (la vera quella di tutti) lei che tutto il carrozzone! Grazie di cuore!
Autonomi sì! Idioti no!
Mi piacciono i redazionali di questi giorni, altruisti ed indipendenti. Mi complimento con la redazione.
Sabato sono passata in p.zza Italia; non ho voluto fermarmi perchè non ho condiviso le premesse della manifestazione e men che meno i promotolri. Ho visto solo persone interessate alla conservazione del sistema... all'autoconservazione di se stessi... incapaci di affrontare un contesto politico che non sia tutelano dai vantaggi abnormi che la nostra autonomia ancora ci garantisce.... del "sistema"
è probabile che il fondo di Giovannetti abbia innervosito molti, ma non si può spacciare una manifestazione di "addetti ai lavori" per una manifestazione di popolo; è stata palesemente una manifestazione di persone con un evidente conflitto di interessi; guardateli uno ad uno... consiglieri, sindaci, membri attivi di segreterie di partito e qualche attivista; era questa l'adunata di popolo????
Come dice "La pulce" io sono sempre andato a votare, e andrò anche al referendum!
Poi le politiche e le amministrative mi prenderò una pausa di riflessione sperando che Pacher Delai & C. comincino a pensare di cercarsi un lavoro Vero nel privato per dimostrare anche li il loro valore!!E lasciare spazio anche ad altre persone di valore che non mancano.
Finalmente il sottotitolo de l'Adige è meritato!!! Un sostenitore commosso
L'autonomia di cui godiamo , grazie a Dio, la si può migliorare, non certo abolire. Io non voglio essere gestito da Roma ..andate a chiederlo ai bellunesi o ai vicini lombardi cosa preferirebbero..Ci hanno concesso per ragioni storiche l'autonomia ..dobbiamo difenderla anche con le manifestazioni in piazza, perchè no?
l'area occupata dai manifestanti è 300mq ad essere generosi, tipo dimenticando il posto del palco... 3 persone mq? fai fatica a muoverti... 500 contando i passanti mi pare già di esagerare.
Questa diatriba su flop o non flop assomiglia sempre più a quei due tifosi di calcio che disquisiscono dopo il match. Entrambi hanno visto una partita diversa.
Per quanto riguarda la capienza di Piazza Battisti basta ricordare che in un metro quadro ci stanno 3 persone (quattro ad esagerare).Ergo, chiunque può fare i conti esatti!
http://www.youtube.com/watch?v=RfSlqBGBsHE
I compagnucci della parrocchietta, da Dellai a Dchelfi (e giù giù per i pacherini vari), inchiavardati alle poltrone da vent'anni e più, facciano un regalo al Trentino, se c l'hanno veramente a cuore: si levino di torno. Quest'idea del "o me o il diluvio" è risibile e dimostra anche la pochezza di chi ci ha (s)governato finora. O aspettano i forconi per levare finalmente le tende?
E noi lavoratori dovevamo andare a manifestare perchè loro si possano tenere ben strette le poltrone????
Aspettate di vedere la prossima tornata elettorale. Non serve essere un veggente per prevedere un astensionismo da record. La gente ne ha veramente piene le tasche della classe politica a qualsiasi schieramento essa appartenga.
Gianantonio Stella: «I trentini hanno capito che dietro questa iniziativa farlocca per far finta di difendere l'autonomia c'è solo la difesa di alcuni inaccettabili privilegi, e ne sono rimasti alla larga».
finalmente un articolo serio, critico. Poi è risibile che la carnevalata di ieri sia stata gabellata come una "manifestazione del popolo", alla fine si è visto che c'erano solo loro: i partiti. Patetico poi Baratter, il Miglio dei poveri, ispiratore della "storica primavera trentina". Stiamo freschi... Dopo una cantonata simile farebbe bene forse tornare a studiare i costumi cimbri.
Un conto è difendere l'autonomia, altro è difendere ciò che non si può difendere, piaccia o non piaccia alle autorità trentine, visto che in piazza c'erano soprattutto sindaci, vicesindaci, assessori, consiglieri”.
Grazie per il pezzo direttore!
“Per fortuna nessuno, fuori dai piccoli confini trentini, s'è accorto ieri del flop” ?????????????
Gianantonio Stella in merito al flop ha detto:
“il giorno che fosse a rischio l'autonomia, quella vera, sono certo che tutti i trentini e gli altoatesini sarebbero compatti e che tantissimi italiani che contestano alcune cose inaccettabili dell'interpretazione dell'autonomia del Trentino sarebbero al loro fianco….
Vorrei esprimere un grazie, per la soddisfazione di vedere finalmente scritto sulla stampa quello che penso da anni.
1. vero, ma tanto basta a loro per deriderci nel vederci protestare
2. paghiamo? diciamo che siamo in media con i nostri vicini, ma è un discorso lungo
3. perchè adesso si passa a metodi violenti?
4. il problema è che c'erano SOLO i rappresentanti politici
Una riflessione seria sull'assenza di senso dell'autonomia: spero che sia solo un inizio. Certo che la cultura trentina oggi viaggia altrove; i nostri giovani migliori vanno (sono costretti?) all'estero, dove la nostra autonomia suona tristmente come un cumulo di privilegia volte una farsa. A questo punto non sarebbe male un bagno di non-autonomia per i Trentini e soprattutto per i loro policiti per vivere oggi i veri valori dell'autonomia di ieri. Grazie.
Finalmente una riflessione seria su un problema vero, quello dell'assenza di senso dell'autonomia: spero che sia solo un inizio. Certo che la cultura trentina oggi viaggia altrove; i nostri giovani migliori vanno (sono costretti?) all'estero, dove la nostra autonomia suona tristmente come un cumulo di privilegia volte una farsa. A questo punto non sarebbe male un bagno di non-autonomia per i Trentini e soprattutto per i loro policiti per vivere oggi i veri valori dell'autonomia di ieri. Grazie.
BRAVO DIRETTORE!!!! Analisi perfetta.
Grazie.STOP
E' ora di cambiare.STOP
Autonomia o no è ora di cambiare.STOP
Scegliere quella piazza significava aver paura del flop, con 700 persone e qualche striscione è piena, stracolma, non lo era, quindi dire 700 è fare un favore agli organizzatori. Questa politica è tutta al capolinea, qualcuno si era illuso che trento fosse immune da questa fine. Non è vero.
Si fa presto a riempire Piazza Italia: con 500 politicanti e tutti i passanti curiosi (si avete letto bene!)... Fare una manifestazione del genere di sabato in centro a Trento... Comunque se fossero stati anche 1.000 persone, sarebbero un po' pochine lo stesso non credete?
FLOP TOTALE
Suggerisco di cambiare le facce dei politici che ci hanno governato. Troppi sprechi , privilegi, regali, ricattini non mantengono un'autonomia. E' MAGNAROLA
1. se le altre regioni non hanno soldi non è colpa del trentino
2. se tutti pagassero le tasse come fanno i trentini non ci sarebbero problemi
3. meglio mille persone spontanee e tranquille che non fanno male a nessuno e che non devono difendere niente ma sono orgogliosi di come/dove vivono
4. se c'erano tutti i rappresentanti dei partiti era perchè volevano intercettare i possibili voti delle persone, non perchè la manifestazione fosse politica
Bravo direttore finalmente qualcuno che abbia avuto il coraggio di gridare : " Ma il re e' nudo! "
Ecco il quotidiano L'Adige a dire che i trentini non sanno cosa significa l'Autonomia! Ecco il Quotidiano L'Adige a dire che la gioventù trentina non ha imparato niente sull'autonomia nelle nostre scuole!
Ecco il Quotidiano L'Aadige che ci chiama "ignoranti politici e buffoni", ma ogni giorno ci racconta quella vecchia versione piena di balle sulla nostra storia e sulla nostra gente!
Ecco L'Adige! Avrebbe coraggio di pubblicare queste critiche??