Ai politici trentini

la rete «piace» poco

facebook-privacy_pc.jpgSocial Network, ovvero una rete sociale composta da un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro. Questa la definizione e, vien da sé, la politica e i politici non possono non guardare con attenzione a questo fenomeno. Senza grandi difficoltà è possibile intercettare persone (persone uguale elettori, nel linguaggio politico) e avere con loro un contatto diretto: se riempire una piazza è un'impresa sempre più difficile, catalizzare l'attenzione di un'agorà virtuale è molto più semplice e immediato. E se è vero che le persone si allontanano dalla politica, allora deve essere la politica ad avvicinarsi agli elettori. Tutto questo è possibile grazie ai social network.


Ma, tuttavia, ci sono dei ma e dei tuttavia. Il linguaggio prima di tutto: sul web c'è, e non è possibile disfarsene, quella che rappresenta la più grande paura di ogni politico, il contraddittorio. Persone, magari sconosciute, che domandano, criticano, indagano e, perché no, accusano e sfottono. Poi ci sono questioni di tempi e modi: il mondo virtuale ha le proprie regole e per gestirle bisogna conoscere il mezzo, non solamente sfruttarlo, altrimenti l'effetto boomerang sarà devastante. Sui social network la classica propaganda elettorale, fatta di spot senza feedback, non funziona: bisogna mettersi in gioco e in discussione. Altrimenti meglio non esserci.
In Italia e in Trentino il social network per eccellenza è Facebook: i politici stanno imparando ora a capirlo ed usarlo e già dovrebbero allargare i propri orizzonti a Twitter. Ma non pretendiamo troppo, e restiamo sul sito di Mark Zuckerberg. Buona parte dei politici trentini ha un proprio profilo. I membri del Consiglio Provinciale sono 35: 24 hanno un profilo personale, 11 no. Ma, tra i 24, è necessario un distinguo: 15, infatti, sono attivi (chi più chi meno), mentre 9 possono essere catalogati nel gruppo «ci sono perché devo ma non lo sfrutto», ed il profilo diventa così una vetrina priva di interattività, senza dialogo con gli utenti, senza commenti. Ecco che le percentuali cambiano: su 35, quindi, 20 non sono sul social network o lo usano pochissimo. Se siamo nell'era di internet, un po' pochi. Obama e Sarkozy, evidentemente, non fanno scuola: d'altra parte, anche a livello nazionale, i parlamentari presenti sul web sono solamente il 21% (contro il 70% dei colleghi statunitensi).


I più attivi sono Luca Zeni, Mattia Civico, Margherita Cogo, Michele Dallapiccola, Mauro Ottobre e il presidente Bruno Dorigatti: fanno un uso personale, con foto di famiglia e commenti, ma anche uno politico. Propongono link, si compiacciono per un'interrogazione, dicono la loro su temi nazionali e internazionali, propongono argomenti di discussione. E, soprattutto, rispondono agli «amici», sia quelli veri, sia quelli accettati come tali per far crescere il numero di fan.
Per quanto riguarda la Giunta i numeri cambiano di poco: sette su nove hanno il proprio profilo (tutti tranne Franco Panizza e Marta Dalmaso), ma di questi sette almeno due sono ben poco attivi (Alberto Pacher e Mauro Gilmozzi). Presente e partecipe, probabilmente il più social di tutti, Alessandro Olivi, che propone link, condivide notizie e temi da dibattere, pubblicizza gli articoli del suo sito e carica foto. Unico difetto, spazio per la vita privata nullo, niente battute o immagini di una pizza con amici e parenti: della serie «la mia giornata? Lavoro e politica, politica e lavoro».


A parte pochi casi, quindi, c'è da migliorare: il 2013 è vicino e il web, i social network in particolare, sono potenzialmente decisivi per spostare l'ago della bilancia. Perché una X sulla scheda elettorale è importante quando un «Mi Piace».

15 commenti

con tutti i troll in giro a che servirebbe?dovrebbero pagare 3 persone a testa per ripulire le provocazioni.comunque alla fine la rete non gli dispiace. si vedano progetti lungimiranti sulla rete per tutti ecc ecc..le istituzioni sono in rete molto bene.comuni,provincia,cinformi,biblioteche...non c'è molto da lamentarsi.basterebbe che si limitassero a rispondere alle mail..ecco di questo sono veramente carenti...

AI POLITICI TRENTINI LA RETE PIACE POCO..E LORO NON PIACCIONO A NESSUNO.

El table o ipohne noilogà ma el tabiel e le luganeghe Si!!El phone i lo dropa sol per i cavei! Ma n'dò volè che nente con sta zent chi, a carneval coi matoci e gli arlechini e ogni ann coi giusi ei gobi per far fera e rincoionir lazent e ciavarli anca en tel 2013 quando i narà a votar!! Daverze i oci che le ora i ve tol tuti per le bale!!!

Francamente non mi entusiasma né Facebook né twitter: vedo tanta fuffa.

... se fossero dei buoni amministratori sarebbe un peccato veniale... se....

Dalmaso non ha un profilo? Proprio nell'epoca dei nativi digitali... Oh, my God, Assessore, non ci faccia fare queste figure, La prego.

L'unica cosa che sanno fare e mostrare il faccione su qualche sito web sotto elezioni. Poi il nulla....

Faccio notare che Dellai sotto elezioni si faceva tanto bello su internet, poi UN GIORNO DOPO le elezioni già non c'era praticamente più.
Che schifo.

... in compenso a tutti (compresi gli ex) piacciono molto privilegi e vitalizi...

...speriamo che la "rete" sia decisiva per le prossime elezioni provinciali e politiche!

luke :) per forza nol trova el compiuter sula scrivania, no ghe sù le piume de gal zedron :)))

dovrebbero metterci sopra una bella piuma...

Non è importante che i politici trentini sappiano cinguettare su Twitter o taggare su facebook, ma che lavorino bene sul territorio, a tutela del benessere dei trentini. Cosa che non sempre fanno.

Panizza non sa accendere il PC perché non ha ancora capito bene quale sia il PC tra gli oggetti che ha sulla scrivania...

I nostri politici sono dei dinosauri. Usano internet solo come manifesto elettronico per la loro propaganda. Pure Dellai, che viene gabellato come "esperto" di informatica, ha un blog che langue da anni e che resuscita solo sotto elezioni. E che dire dell'assessore alla cultura, Panizza, fantasma in rete? Probabilmente non sa neppure accendere un pc. Con questi non andremo lontano, della rete che è il futuro non sanno nulla: uno è ancora fermo al cemento, quell'altro ai costumi da schuetzen.

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claudio ba :

un vivissimo grazie a chi organizza iniziative così impegnative e importanti per il significato...

20-05-2012 23:22
gerard :

La Juve sceglie il trentino come sede del ritiro... e subito va in serie B.
L'Inter viene...

20-05-2012 22:53
spartacus :

Per Luca2: hai azzeccato in pieno. Hanno spodestato i Savoia e si sono messi loro sul trono con...

20-05-2012 22:50
spartacus :

Basta vedere con che faccia tosta hanno risolto il "loro" problema sui capitali all'estero: li...

20-05-2012 22:41
MicheleB :

Esprimo il mio cordoglio per le giovani ed innocenti vittime, ma aihmè la vera "mafia" non ha nè...

20-05-2012 22:14
 

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