Guerra aperta

alle slot machine

Pochi sono i bar nel Primiero che non sfoggiano una delle famigerate «macchinette mangiasoldi». Il business è evidente; si rischia di fare bilancio anche con solo due di questi marchingegni. Soldi facili, con pochi sacrifici. Soldi per tutti a cominciare dallo Stato che, come con le sigarette, prima le produce, poi avverte che bisogna stare attenti, guai ad abusarne. Elargendo nel contempo anche illusorie vincite più o meno sistematiche.


Purtroppo, dall'altra parte c'è chi i soldi li deve inserire in quella fessura; ci sono uomini e donne che a quelle macchinette si stanno aggrappando, diventandone il più delle volte dipendenti. Come col fumo, come con l'alcol, come con la droga. I dati che fornisce la Provincia, dando il la a una vasta campagna di sensibilizzazione «Gioca con la testa, non giocarti la testa», parlano del 3% di individui per i quali le macchinette, l'enalotto, il gratta e vinci sono diventati una malattia. E dietro ciascuno c'è normalmente una famiglia, il più delle volte prostrata anche economicamente; per essa il gioco ha finito di essere divertimento.


A Fiera di Primiero, in pieno centro, fra pochi giorni sarà aperta una vera e propria sala «slot machine». Il che ha destato ulteriori logiche preoccupazioni. Per arginare il fenomeno, non bastano certo le battaglie su carta. Occorrono azioni. Per questo l'ordine del giorno che sarà presentato lunedì prossimo alle 18 in assemblea della Comunità di Primiero a firma di  Enrico Turra ,  Marco Bonfante  e  Flavio Taufer  - che hanno unanimemente raccolto il sostegno della commissione politiche sociali dove l'argomento è stato ampiamente dibattuto - può rappresentare un utile strumento di limitazione del fenomeno. In sostanza si tratterebbe di non consentire più la collocazione di apparecchi da gioco in un raggio inferiore a 300 metri da luoghi sensibili, come asili, scuole, fermate delle autocorriere, chiese, case di riposo, campi sportivi, ambulatori, luoghi di aggregazione giovanile.

 

Di fatto nelle nostre realtà, a meno di non aprire qualche sala su un maso, sarebbero di fatto banditi. È sufficiente - questo è il dispositivo dell'ordine del giorno presentato - che ciascun consiglio comunale faccia propri i dettami dell'articolo 48 dell'ultima finanziaria provinciale, inserendo nel regolamento edilizio il divieto di concessionare apparecchi da gioco sotto i 300 metri da luoghi sensibili. Resta aperto il contenzioso di cosa possa succedere agli apparecchi già collocati.
Intanto si spera che venga presto il giorno in cui, pagando tutti le tasse come si deve, lo Stato potrà fare a meno di questo ciarpame strizza portafogli e strizza cervelli.

E io per dimenticare voglio la drug machine.

Ma, tanto casino e dopo per Tv a tutte le ore si fanno pubblicita di giocchi... Basta vedere l'invitante pubblicita del superenalotto... C'e un vero controsenso da parte dello stato

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Battisti C. :

@ Romano..allora se siete così convinti che vi costiamo troppo ecc..ecc..a Roma non avrete certo...

16-05-2012 20:58
dani :

Santi subito!! Esercito di pace: i vertici sono militari eccome, non son mica diventati le dame...

16-05-2012 20:57
@gigi e rosario :

io sono trentino DOC, vivo dove l'orso passa un giorno sì e uno no -alle pendici del Brenta,...

16-05-2012 20:50
corvo rosso :

la solita "pagliacciata " per avere visibilità ....

16-05-2012 20:40
Francesco - Riva del Garda :

Mi compiaccio perché ho avuto molti più chiarimenti sulla questione leggendo i commenti che l'...

16-05-2012 20:32
 

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