Crollo del mattone,

venti di recessione

Arrivano anche in Trentino i segnali della nuova ondata recessiva dell'economia. Per la prima volta, dopo quasi due anni di ripresa, il fatturato delle imprese provinciali cala di quasi l'1%. La caduta è tutta della domanda interna ed è causata dalla diminuzione del reddito disponibile delle famiglie e dalla riduzione della ricchezza finanziaria. In alcuni settori la frenata diventa un vero e proprio crollo: l'edilizia perde il 15%, il commercio al dettaglio e l'artigianato l'8%, l'estrattivo, cioè il porfido, il 4%. In controtendenza l'export e quelle aziende - poche - che operano con l'estero: le prime stime dicono che le esportazioni trentine hanno raggiunto nel 2011 il record storico di 3.100 milioni di euro.
 

Le tendenze generali.
Il punto è stato fatto ieri in Camera di commercio dal presidente Adriano Dalpez e da Massimo Pavanelli e Matteo Degasperi dell'Ufficio studi, che hanno presentato l'indagine congiunturale sul quarto trimestre 2011. È intervenuto anche il direttore della Fondazione Nord Est Daniele Marini. Il quadro internazionale vede il rallentamento della crescita mondiale ed europea e previsioni negative sull'Italia. In Trentino nell'ultimo trimestre dell'anno scorso il fatturato complessivo dei settori oggetto d'indagine è diminuito dello 0,7% rispetto all'analogo trimestre del 2010, prima variazione tendenziale negativa dopo quasi due anni di ripresa ininterrotta. Lo stop, tuttavia, non era inatteso: era stato anticipato dall'andamento negativo nel precedente trimestre degli ordini e dei giudizi prospettici degli imprenditori. L'occupazione è quasi ferma (+0,1%) mentre le ore lavorate diminuiscono lievemente (-0,4%).
 

Grandi ok, piccole nei guai.
Tra le componenti del fatturato, i ricavi in ambito provinciale sono diminuiti, sempre su base annua, del 4,2%, quelli realizzati fuori provincia ma in Italia dello 0,7%, mentre il fatturato conseguito all'estero è aumentato dell'8,4%. «Il Trentino - ha affermato Pavanelli - chiuderà il 2011 con 3.100 milioni di euro di export, il miglior dato dal 2000», del 10% più alto del 2010. La domanda internazionale, quindi, in questa fase attenua gli effetti della crisi sull'economia locale, ma a trarne maggiore beneficio sono soprattutto le imprese di medio-grande dimensione, tendenzialmente più propense ad esportare. Il 50% dell'export trentino fa capo a 12 imprese e il 90% a 80 aziende sul migliaio circa che vende almeno qualcosa all'estero. Così le imprese con più di 50 addetti registrano variazioni positive sia del fatturato (+1,4%) che dell'occupazione (+0,8%). Al diminuire della dimensione, gli effetti della contrazione si fanno invece più preoccupanti, fino alla caduta del 10,5% del fatturato e del 2% dell'occupazione delle microimprese tra 5 e 10 addetti.
 

L'industria che corre.
Il comparto manifatturiero, ha spiegato Degasperi, appare il più in salute proprio perché include numerose imprese medio-grandi ed esportatrici. Il fatturato del settore cresce su base annua del 4,6%. Segnali positivi arrivano anche dall'occupazione che aumenta dello 0,7%. I settori maggiormente in evidenza sono il tessile-abbigliamento e il metallurgico-meccanico. Segnali di difficoltà giungono invece dal settore dei minerali non metalliferi.
 

Artigiani in affanno.
Le imprese artigiane del manifatturiero e dei servizi mostrano una svolta negativa nell'andamento congiunturale, con un fatturato che diminuisce del 7,9%. Questa dinamica si spiega essenzialmente con la caduta della domanda locale e nazionale verso le quali si orientano quasi esclusivamente le imprese artigiane. Negativa risulta anche la variazione dell'occupazione, che si riduce dell'1,1% dopo alcuni trimestri di crescita.
 

Crisi strutturale.
L'edilizia e il porfido, dicono in Camera di commercio, sono settori in crisi strutturale. Il comparto estrattivo mostra andamenti negativi ormai dal 2007. Nel quarto trimestre 2011 il fatturato diminuisce del 3,6% e l'occupazione dell'1,9%. Il 63% delle imprese dichiara una diminuzione degli ordinativi. In peggioramento il settore edile, che vede ricavi in calo del 14,6% e occupazione in diminuzione dell'1,2%. Particolarmente negativo il dato sugli ordinativi (-9,7%), che non lascia presagire evoluzioni in senso positivo del comparto.
 

Frenata di tir e negozi.
L'autotrasporto mostra segnali contraddittori. Il fatturato (+1,1%) conferma il trend positivo dei primi tre trimestri dell'anno, ma il risultato è determinato da un ristretto numero di imprese medio-grandi, mentre le piccole sono in maggiore difficoltà. L'occupazione cala del 4,7%, il risultato peggiore tra i settori. Va male il commercio al dettaglio, con un calo del fatturato dell'8,2%, determinato però dalle vendite di auto, mentre supermercati e alimentare tengono. L'ingrosso invece, più connesso al commercio estero, cresce del 3,7%. Servizi alle imprese e terziario avanzato risentono della caduta della domanda interna ma aumentano l'occupazione dell'1,3%.

16 commenti

Dubito che i prezzi andranno a calare. Ed, anche se a rilento, si continuerà a vendere. A Bolzano continuano a vendere ad una media di € 5 mila/mq. A Riva stanno vendendo anche a di più. Se fosse fermo il mercato perché continuano a costruire palazzine di uffici, appartamenti e negozi? Quindi la domanda c'è...

hanno costruito solo topaie che costavano tanto ma non valevano niente.chi le ha comperate se la prende in quel posto.come quelli che compreranno a 5000 euroschifezze al mq alla ex michelin.una vita di lavoro e sacrifici per pagare un cesso di miniappartamento, piu altrettanti alla banca che vi "concede"il prestito.ma chi ve lo fa fare?

@ Sibilla
Quoto in pieno, posso solo aggiungere che anche chi possedeva un meleto o vigneto e l'ha venduto ai palazzinari ha sistemato se stesso e i propri discendenti per alcune generazioni.
Ora la festa è finita. Il valore degli immobili deve essere proporzionale agli stipendi.

perché i prezzi non cadono? perché nel momento in cui cadono accade la classica "bolla immobiliare". con conseguenze catastrofiche per tutta l'economia. quanti lavoratori hanno un mutuo con come garanzia un immobile?quante ditte,artigiani ecc ecc. si è costruito troppo?può darsi.qualcuno è anche diventato straricco ma non so quanto sia auspicabile il crollo di valore...

Cosa dire degli aumenti spropositati degli anni scorsi? Ogni 5 anni un appartamento raddoppiava il suo valore. Tutti che investivano (gran parte in nero)nel mattone, strozzando inquilini e chi acquistava. Bastava costruire due palazzine per fare il riccone per il resto della vita. Gli esempi sono alla luce del sole. La G.d.F. cominci a fare seri accertamenti e poi parliamo di crisi se ne abbiamo ancora voglia...

.... vedo solo un sacco di appartamenti e capannoni in vendita , ma i prezzi rimangono pre-crisi , hanno diminuito i salari e le pensioni .. accontentatevi di guadagnare di meno almeno sul "nero"

Credo sia una questione più generale; mi pare che ad esempio il prezzo del carburante sia troppo alto, se si vuole dare una spinta all'economia bisogna ridurlo di almeno 0,30€/l. Se i soldi non girano chi perde di più sono i poveri non quelli che li avevano già. La casa è un bene prezioso e va tutelato.

Così adesso voglio vedere se i costruttori abbasseranno le richieste, loro che fino ad oggi hanno fatto la bella vita.

Mettiamoci il cuore in pace, l'edilizia non si riprenderà per i prossimi 10 anni. Quindi cosa faranno i vari elettricisti, idraulici, edili, ecc. ecc.? I costruttori lo sappiamo già si metteranno davanti al caminetto a contare i soldi fatti in questi anni di speculazione.

calate i prezzi signori che io compro volentieri. Un 50% almeno, se no attaccatevi al tram..

non mi sembra che le case ed appartementi costino di meno.......

Purtroppo é una catena. Se non si fanno case, non si avrà lavoro di conseguenza per elettricisti, idraulici,carpentieri,piastrellisti e posatori di porfido.

Ma non é una questione soltanto Trentina e lo sappiamo...

Per l'edizia, questa crisi durera' almeno 10 anni. Ed e' giusto che sia cosi: Chi troppo vuole....
Intanto chi ha comperato/costruito immobili a caro prezzo, pensando di fare buon investimento, si trova nella cacca perche' non puo' abbassare i prezzi; chi cerca casa ne trova tante di vuote, ma non se lo puo' permettere; il territorio, letteralmente violentato dal cemento, non ride, ma intanto ringrazia.

Se la popolazione non cresce è inutile costruire nuovi appartamenti. Avete presente alla ex Michelin? Case di lusso con da una parte il cimitero e la ferrovia, dall'altra quella fognatura dell'Adigetto. In un area che il sole lo vede solo la mattina. Poco verde troppo cemento. E il Pubblico a foraggiarli (nuovo Museo di Scienze Naturali, i lavori stradali fatti dinanzi...)

A forza di gonfiare i prezzi spropositamene, ecco i risultati.

C'è da poco da lamentarsi.

Fatturato in crescita...che significa? ( come sono gli utili ? )Non è che le piccole imprese sono in difficoltà perchè devono comunque sempre avere utile ( studi di settore) mentre le grandi possono anche avere perdite? O magari perchè le grandi hanno venduto proprietà (lease back ? )A me sembra che sono le grandi che ricorrono alla cassaintegrazione.....

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Battisti C. :

@ Romano..allora se siete così convinti che vi costiamo troppo ecc..ecc..a Roma non avrete certo...

16-05-2012 20:58
dani :

Santi subito!! Esercito di pace: i vertici sono militari eccome, non son mica diventati le dame...

16-05-2012 20:57
@gigi e rosario :

io sono trentino DOC, vivo dove l'orso passa un giorno sì e uno no -alle pendici del Brenta,...

16-05-2012 20:50
corvo rosso :

la solita "pagliacciata " per avere visibilità ....

16-05-2012 20:40
Francesco - Riva del Garda :

Mi compiaccio perché ho avuto molti più chiarimenti sulla questione leggendo i commenti che l'...

16-05-2012 20:32
 

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